Ricerca, pochi studi su donne e attività sportiva

07 giugno 2016
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Ricerca, pochi studi su donne e attività sportiva


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Le donne sono spesso escluse dalla ricerca scientifica sull'esercizio e le attività sportive a causa della complessità del ciclo mestruale, secondo un articolo pubblicato sul British Journal of Sports Medicine. «La conseguenza è che il genere femminile continua a essere sottorappresentato negli studi clinici, nonostante il progressivo restringimento del divario di genere nella partecipazione sportiva» esordisce Georgie Bruinvels, dello University College London, prima autrice dell'articolo, aggiungendo che in passato molti ricercatori, desiderosi di ottenere risultati significativi con meno partecipanti e finanziamenti ridotti, non volevano rischiare i propri dati arruolando donne, considerate fisiologicamente più variabili e complesse rispetto agli uomini.

«E dal momento che i maschi erano comunque reputati sufficientemente simili alle femmine, gli anni in cui queste ultime venivano escluse dai trial clinici sono passati inosservati» scrivono gli autori, sottolineando tuttavia che è ormai noto che le donne rispondono ai farmaci diversamente dai maschi con un rischio doppio di reazioni avverse. «Un aspetto da non sottovalutare specie per le per le aziende farmaceutiche, in quanto l'80% dei farmaci ritirati dal mercato lo sono stati per effetti collaterali inaccettabili a carico della casistica femminile» prosegue Bruinvels, precisando che quando i ricercatori includono donne nei loro studi, tendono ad assicurarsi che siano nella fase follicolare iniziale del ciclo mestruale, ossia quando i livelli di estrogeni e progesterone sono ridotti al minimo. «Ma questo significa che il vero impatto degli ormoni femminili sulla performance fisica non è ancora ben conosciuto, perpetrando il divario esistente nella comprensione della diversità di genere nella risposta all'esercizio durante attività sportiva» sostengono gli autori. «È necessaria una migliore comprensione della fisiologia femminile per definire gli effetti delle cicliche variazioni ormonali sulle prestazioni atletiche» conclude il ricercatore.

British Journal of Sports Medicine 2016. doi: 10. 1136/096279

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