Mamma e bebè dansyng

21 novembre 2016
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Mamma e bebè dansyng



Da circa tre anni sono den coach, istruttrice dell'attività dansyng, un format che combina il movimento con il canto, realizzato da due guru del fitness Paolo e Giulio Evangelista. Proprio grazie al dansyng mi è venuta in mente l'idea di proporre nella mia palestra "Mamma e bebè dansyng", un programma di allenamento indirizzato alle neo- mamme, senza doversi separare dal proprio bambino. Questo tipo di allenamento ha come obbiettivo non solo il benessere fisico ma anche quello psicologico della mamma e, di conseguenza, del bambino.

Durante l'attività le mamme devono utilizzare le apposite fasce o marsupi porta bebè, il cosiddetto babywearing: è una pratica molto antica ma che negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d'olio. Il bambino è a stretto contatto con il petto della mamma mentre fa ginnastica e questo lo fa sentire sicuro e coccolato, mentre la mamma, da parte sua, utilizzerà il peso del suo bimbo come resistenza andando così a tonificare le fasce muscolari interessate. Combinando i due tipi di allenamento, svolgendo, quindi l'attività fisica e cantando, si è riscontrato che molti bambini durante la lezione si addormentano serenamente. Il cantare ha un effetto rilassante sul bebè: infatti, nel momento in cui si inizia a cantare con ritmo e tono, il bebè si tranquillizza immediatamente, dando così modo alla mamma di svolgere gli esercizi serenamente. Fare attività fisica cantando e tenendo il bambino in fascia o in marsupio, quindi cullarlo con i movimenti, toccarlo, comunicare con lui, non solo con il contatto con le mani, ma anche con il ritmo di tutto il corpo, significa dimostrargli affetto.

Vocalità, ritmicità, musicalità e corporeità, dunque, sono i pilastri che caratterizzano strutturalmente le lezioni di "Mamma e bebè dansyng", dove il rapporto tra mamma e bebè si intensifica creando un momento di autentica fusione comunicativa che porta benefici sia al bambino che alla mamma. Tramite un video dimostrativo della lezione che ho postato sui social, oltre ai consensi, mi è stata posta una domanda: "come si fa a capire se al bambino piace?" Io penso che non serva una laurea in psicologia infantile per capire lo stato d'animo del bambino: i neonati trasmettono il loro malessere piangendo e in queste lezioni vi posso garantire che non ho mai sentito un solo lamento, tutt'altro...magari piangono quando non sentono più la musica capendo che la lezione è finita. Viva le mamme, quindi, perché rimettersi subito in gioco non è facile e i loro splendidi bebè.


Geny Ciriello
Den coach




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