Covid, diminuiti del 48% screening oncologici

01 aprile 2021
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Covid, diminuiti del 48% screening oncologici


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Osservatorio permanente sullo stato dell'assistenza ai pazienti non-Covid


Nel 2020 a causa della pandemia è in aumento di circa il 40% le rinunce alle cure dei pazienti non Covid, e sono diminuiti del 48% gli screening cervicale, mammografico e colorettale. Questi sono alcuni dei dati emersi dall'Osservatorio permanente sullo stato dell'assistenza ai pazienti non-Covid lanciato con il terzo Rapporto di Salutequità.

Più nel dettaglio, nel 2020 il 10% dei cittadini ha rinunciato alle cure, circa la metà a causa del Covid, contro il 6,3% del 2019. Il fenomeno raddoppia, rispetto al 2019, in Piemonte (48,5%), Liguria (57,7%), Lombardia (58,6%) e Emilia-Romagna (52,2%). Nel periodo di gennaio-settembre 2020, rispetto allo stesso periodo 2019, sono stati svolti 2.118.973 in meno di screening cervicale, mammografico e colorettale (-48,3%). Questa riduzione ha prodotto 13.011 minori diagnosi tra lesioni, carcinomi e adenomi avanzati. La contrazione dell'accesso alle cure ha influito anche sull'accesso alle terapie innovative. Nel periodo gennaio-settembre 2020 continua l'importante riduzione della spesa dei farmaci innovativi non oncologici: -122,4 mln di euro rispetto al 2019. «Quel che è peggio però, è che se da un lato nessun provvedimento per gli anni 2021 e seguenti ha preso in considerazione una qualsiasi forma di programmazione e/o finanziamento per il "rientro" delle mancate terapie non-Covid - ha dichiarato Tonino Aceti, presidente di Salutequità - mancano anche all'appello una serie di dati ufficiali accessibili pubblicamente, fondamentali per dimensionare con precisione l'effettivo fenomeno e mettere in campo rapidamente le necessarie azioni correttive e monitorarle tempestivamente».

Il ritardo nella pubblicazione dei dati contenuti nelle rilevazioni ufficiali, come la Relazione sullo stato sanitario del Paese (ultima quella del 2012- 2013) o il monitoraggio dei Lea (l'ultima quella del 2018), «hanno sempre rappresentato una criticità importante del Ssn - continua Aceti - . Per colmare il gap è necessario predisporre un preciso programma che parta dall'immediato aggiornamento al 2020 e relativa pubblicazione di tutte le rilevazioni ufficiali delle diverse istituzioni sanitarie (e non), per misurare lo stato attuale dell'assistenza garantita ai pazienti non-Covid-19, rilevare le criticità nell'accesso alle cure e impostare subito un Piano nazionale di recupero del Ssn per gli assistiti non-Covid. Per questo - conclude il Presidente - serve una nuova Relazione sullo stato sanitario del Paese 2020-2021 (l'ultima si riferisce a 7 anni fa), come pure avviare un'indagine conoscitiva parlamentare sullo stato dell'assistenza garantita ai pazienti non-Covid».

Fonte: Doctor33

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