18 ottobre 2023
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Smartphone prima dei 12 anni può nuocere all’apprendimento
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Secondo uno studio dell'università di Milano-Bicocca e della Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), condotto analizzando dati Invalsi (Istituto nazionale di valutazione del sistema istruzione) e pubblicato su Social Science Research, l'uso dello smartphone prima dei 12 anni può ridurre le performance scolastiche dei bambini che fin da piccoli sono esposti a TV e videogame.
«Sempre più giovani possiedono uno smartphone quando sono ancora nella prima adolescenza, e la pandemia di Covid-19 ha ulteriormente anticipato l'acquisizione del dispositivo mobile» spiegano gli autori Tiziano Gerosa, ricercatore Supsi, e Marco Gui, direttore del Centro Benessere digitale al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale della Bicocca, precisando che i dati europei e statunitensi identificano tra 10 e 11 anni l'età media in cui i bambini ricevono il primo smartphone, che corrisponde all'ingresso nella scuola secondaria inferiore.
E all'interno dell'ampio dibattito sull'impatto dei media digitali sull'apprendimento dei giovani, lo studio di Gerosa e Gui esamina l'impatto del momento dell'accesso agli smartphone sulla competenza linguistica degli studenti, nonché il ruolo delle precedenti abitudini legate ai media su schermo. Il lavoro si è concentrato sui ragazzi dai 10 ai 14 anni, confrontando chi riceve il telefonino a 10 e 11 anni con chi comincia a utilizzarlo a 12, 13 e 14 anni. Il campione totale era composto da 1.672 studenti delle scuole secondarie di primo grado. Lo studio non mostra benefici al termine della scuola secondaria di primo grado per chi è entrato in possesso precocemente dello smartphone, a fronte di un impatto negativo e significativo sull'apprendimento in italiano tra chi prima di possedere uno smartphone usava più di 2 ore al giorno Tv e videogiochi.
«Questo risultato conferma l'ipotesi che l'uso autonomo dei media durante l'infanzia può nuocere in particolare a coloro che presentano fragilità preesistenti, in questo caso una ridotta capacità di limitare l'uso degli schermi, legata al contesto familiare o a specifiche caratteristiche psicologiche» affermano i due ricercatori, sottolineando che questo studio è il primo in Italia che va alla ricerca dell'impatto dello smartphone sui livelli di apprendimento secondo un protocollo quasi-sperimentale che utilizza dati longitudinali Invalsi su bambini e preadolescenti nel passaggio dalla primaria alla secondaria di primo grado.
fonte: Doctor33
Riferimenti bibliografici:
Salute oggi:
...e inoltre su Dica33:
«Sempre più giovani possiedono uno smartphone quando sono ancora nella prima adolescenza, e la pandemia di Covid-19 ha ulteriormente anticipato l'acquisizione del dispositivo mobile» spiegano gli autori Tiziano Gerosa, ricercatore Supsi, e Marco Gui, direttore del Centro Benessere digitale al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale della Bicocca, precisando che i dati europei e statunitensi identificano tra 10 e 11 anni l'età media in cui i bambini ricevono il primo smartphone, che corrisponde all'ingresso nella scuola secondaria inferiore.
E all'interno dell'ampio dibattito sull'impatto dei media digitali sull'apprendimento dei giovani, lo studio di Gerosa e Gui esamina l'impatto del momento dell'accesso agli smartphone sulla competenza linguistica degli studenti, nonché il ruolo delle precedenti abitudini legate ai media su schermo. Il lavoro si è concentrato sui ragazzi dai 10 ai 14 anni, confrontando chi riceve il telefonino a 10 e 11 anni con chi comincia a utilizzarlo a 12, 13 e 14 anni. Il campione totale era composto da 1.672 studenti delle scuole secondarie di primo grado. Lo studio non mostra benefici al termine della scuola secondaria di primo grado per chi è entrato in possesso precocemente dello smartphone, a fronte di un impatto negativo e significativo sull'apprendimento in italiano tra chi prima di possedere uno smartphone usava più di 2 ore al giorno Tv e videogiochi.
«Questo risultato conferma l'ipotesi che l'uso autonomo dei media durante l'infanzia può nuocere in particolare a coloro che presentano fragilità preesistenti, in questo caso una ridotta capacità di limitare l'uso degli schermi, legata al contesto familiare o a specifiche caratteristiche psicologiche» affermano i due ricercatori, sottolineando che questo studio è il primo in Italia che va alla ricerca dell'impatto dello smartphone sui livelli di apprendimento secondo un protocollo quasi-sperimentale che utilizza dati longitudinali Invalsi su bambini e preadolescenti nel passaggio dalla primaria alla secondaria di primo grado.
fonte: Doctor33
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