Allarme AIFA: gli italiani assumono troppi antibiotici

02 aprile 2025
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Allarme AIFA: gli italiani assumono troppi antibiotici



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In Italia l'uso di antibiotici continua ad aumentare, alimentando il preoccupante fenomeno dell'antibioticoresistenza, che già causa circa 12mila morti l'anno. Secondo il Rapporto 2023 dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), il consumo tocca picchi del 40% nei mesi invernali, spesso per trattare virus influenzali contro i quali gli antibiotici sono inefficaci. L'uso è elevato tra gli anziani, con percentuali superiori al 60% nel Sud, e in forte crescita anche tra i bambini. Preoccupante anche l'aumento in ambito ospedaliero, dove la diffusione di batteri resistenti rende le terapie meno efficaci. 

"L'antimicrobico-resistenza è una delle sfide sanitarie più urgenti a livello globale", e "solo con un'azione coordinata e interventi mirati possiamo preservare l'efficacia degli antibiotici e proteggere la salute pubblica", ha dichiarato Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della prevenzione, delle emergenze sanitarie e della ricerca del Ministero della Salute, a margine della conferenza di presentazione del rapporto Aifa. "Per contrastare questa minaccia - continua Campitiello - il Ministero della Salute, sotto la guida del Ministro Schillaci, ha potenziato il Piano nazionale di contrasto dell'Antibiotico-Resistenza (Pncar) 2022-2025, adottando un approccio 'One Health' per monitorare e prevenire la diffusione di microrganismi resistenti. Con uno stanziamento annuale di 40 milioni di euro, il piano dispone ora di risorse strutturali che ne garantiscono la continuità''.

"L'antibioticoresistenza è una pandemia silente - ha sottolineato il Presidente Aifa Robert Nisticò - che secondo l'Ecd, non solo provoca 12mila morti l'anno nel nostro Paese ma genera anche danni economici, che solo sul nostro Sistema sanitario nazionale, secondo la stessa Agenzia europea, impatta per 2,4 miliardi di costo annuo, con 2,7 milioni di posti letto occupati a causa di queste infezioni".

"L'uso degli antibiotici è in crescita, probabilmente tornando ai livelli pre-pandemia. È fondamentale monitorare attentamente questo fenomeno nei prossimi anni per comprenderne le cause e limitarne l'abuso. Serve una corretta informazione sia per i medici sia per la popolazione, al fine di ridurre l'uso inappropriato e contrastare l'antimicrobico resistenza. Questo è cruciale per proteggere pazienti fragili e prevenire infezioni, anche ospedaliere. Tuttavia, la riduzione degli antibiotici da sola non basta: è necessario un approccio più ampio e coordinato", ha dichiarato a margine della conferenza il Direttore tecnico-scientifico di Aifa, Pierluigi Russo.

L'Italia detiene anche il record europeo di consumi degli antiacidi dello stomaco che alterando la flora batterica intestinale e possono favorire la selezione di germi resistenti. E così il Drug Resistence Index (Dri), che combina in un'unica misura il consumo di antibiotici e la resistenza a questi farmaci, aumenta nella maggior parte delle regioni per alcuni importanti microorganismi come Escherichia coli, Streptococcus pneumoniae ed Enterococcus faecium. Preoccupano poi le prescrizioni per i più piccoli: dal 2022 al 2023 gli under 13 che hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici per uso sistemico sono passati dal 33,7 al 40,9 per cento mentre tra gli over 65 è del 48%, in aumento dell'1,5% sul 2022. Nel 2023 il consumo complessivo di antibiotici per uso sistemico, pubblico e privato, è stato pari a 22,4 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti, (+5,4% rispetto al 2022) e con una variazione ancora più elevata se si considerano solo gli antibiotici dispensati a livello territoriale (+6,3%). Nel confronto europeo il consumo complessivo di antibiotici a livello territoriale colloca l'Italia al settimo posto tra i Paesi con i maggiori consumi, con livelli superiori alla media europea di oltre il 15%. Stesso discorso per i consumi in ambito ospedaliero, dove l'Italia occupa la sesta posizione in ambito Ue.

Anna Capasso

Fonte: Sanità33



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