Maschio o femmina? Il sesso dei figli non è questione di fortuna

23 luglio 2025
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Maschio o femmina? Il sesso dei figli non è questione di fortuna



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Siamo abituati a pensare che, alla nascita, il sesso di un bambino sia deciso dal caso, come frutto del lancio di una moneta. Ma un nuovo studio dell'Università di Harvard, pubblicato su Science Advances, mette in discussione questa idea. I ricercatori, analizzando oltre 146.000 gravidanze in un arco temporale di 60 anni (1956-2015), hanno scoperto che l'età della madre alla prima gravidanza e la genetica materna potrebbero giocare un ruolo significativo nel determinare se una famiglia avrà solo figli maschi, solo femmine o un mix dei due.

"Dalla mia esperienza personale, ho notato che alcuni amici o familiari hanno solo figli maschi o solo femmine", racconta Siwen Wang, ricercatrice dell'Università di Harvard. "Questo ci ha spinto a chiederci se si tratti davvero solo di casualità o se ci sia una base biologica a spiegare questo fenomeno".


Non proprio 50 e 50

Lo studio ha coinvolto 58.007 donne americane con almeno due figli, nati tra il 1956 e il 2015, e ha analizzato l'associazione tra il sesso dei figli e alcune caratteristiche materne. Il team di esperti ha esplorato variabili come altezza, indice di massa corporea (IMC), gruppo sanguigno, colore dei capelli, cronotipo e, soprattutto, età alla nascita del primo figlio (compresa tra i 13 e i 48 anni). Il dato più evidente? Le donne che hanno avuto il primo figlio dopo i 28 anni avevano il 43% di probabilità di avere figli dello stesso sesso, rispetto al 34% per le mamme più giovani. Questo significa che l'età materna più avanzata può favorire una maggiore uniformità di sesso tra fratelli e sorelle.
Un'altra scoperta è stata che, in famiglie con tre figlie, la possibilità che il quarto nato sia ancora una femmina sale al 58%.


I geni della madre possono inclinare la bilancia

Anche alcune varianti genetiche materne sembrano influenzare la probabilità di generare figli dello stesso sesso. Il gene NSUN6 è stato associato a una maggiore probabilità di avere solo figlie femmine, mentre il gene TSHZ1 sarebbe collegato con una maggiore probabilità di avere solo maschi. Entrambi sono coinvolti in processi di sviluppo embrionale.


Ipotesi biologiche e comportamentali

I ricercatori hanno avanzato varie ipotesi. Da un punto di vista biologico, legati all'età e ai cambiamenti fisiologici sono il pH vaginale e la durata del ciclo ovulatorio, che possono favorire la sopravvivenza di spermatozoi con cromosoma "X" o "Y".
Potrebbero però anche contare fattori comportamentali: ad esempio, le donne più adulte tendono a pianificare meglio la dimensione della famiglia. Così, se i primi figli sono tutti dello stesso sesso, potrebbero decidere di non proseguire le gravidanze, creando un effetto di "gruppo omogeneo". Una donna più giovane, invece, potrebbe continuare a cercare un figlio del sesso opposto, senza preoccuparsi della dimensione familiare.


Una moneta truccata

In definitiva, la probabilità di avere dei figli maschi o femmine non equivale esattamente a "testa o croce", ma è più simile al lancio di una moneta truccata, in cui l'età della madre e la sua genetica spostano - anche se in modo lieve - l'ago della bilancia. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che servono ulteriori studi, anche sui fattori paterni finora esclusi.




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