Influenza e altri virus respiratori. Vaccinarsi è fondamentale per proteggere i più fragili
L'autunno 2025 potrebbe essere tra i più impegnativi per la salute pubblica. La prossima stagione influenzale si preannuncia tra le più intense degli ultimi anni: influenza, virus respiratorio sinciziale (RSV) e Sars-CoV-2 sono attesi in co-circolazione, con un impatto previsto soprattutto sulle persone anziane, sui pazienti cronici e sui bambini molto piccoli. Secondo la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), vaccinarsi è fondamentale per proteggere i soggetti fragili. I medici di famiglia, inoltre, chiedono investimenti urgenti su personale e organizzazione per sostenere le campagne vaccinali e alleggerire la pressione su studi medici e ospedali.
Perché quest'anno il rischio è più alto
Secondo i dati provenienti dall'emisfero australe, i casi di influenza hanno registrato un picco superiore rispetto alle ultime stagioni. I virologi avvertono che la co-presenza di tre virus respiratori (influenza, RSV e Sars-CoV-2) potrebbe generare un aumento significativo di complicanze, soprattutto nei pazienti vulnerabili: anziani, persone con malattie croniche, donne in gravidanza e bambini molto piccoli. I primi casi sono attesi già da inizio ottobre.
"L'influenza non è solo un fastidio stagionale: ogni anno causa migliaia di ricoveri e può diventare molto pericolosa nei soggetti più esposti", sottolineano gli esperti. "La vaccinazione antinfluenzale è lo strumento più sicuro ed efficace per ridurre la circolazione del virus e soprattutto per limitare le conseguenze cliniche nei soggetti fragili. Pazienti anziani, persone con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, metaboliche), donne in gravidanza e bambini molto piccoli rappresentano i gruppi più esposti a complicanze severe: in questi casi, un'infezione influenzale può comportare rischi significativi per la salute, fino a determinare la necessità di ricovero in terapia intensive".
Il vaccino come scudo per sé e per gli altri
Il vaccino antinfluenzale rimane lo strumento più efficace per ridurre la diffusione del virus e prevenire le conseguenze cliniche nei gruppi a rischio. Quest'anno il preparato disponibile include sia il ceppo A H1N1 sia il ceppo B Victoria, verso cui si registra una minore immunità nella popolazione e quindi un rischio maggiore di contagi.
Gli specialisti consigliano di programmare la vaccinazione già a partire da ottobre, preferibilmente in concomitanza con un eventuale richiamo contro il Covid-19, soprattutto per chi presenta fragilità o lavora a stretto contatto con persone vulnerabili.
Un appello alla responsabilità collettiva
La Fimmg avverte che senza un'adeguata adesione alla campagna vaccinale, il carico per studi medici e ospedali rischia di diventare insostenibile. Servono investimenti su personale e organizzazione, ma la prima difesa resta la prevenzione individuale.
"Vaccinarsi significa proteggere se stessi e chi ci sta accanto" spiegano i medici. "Ogni dose in più è un passo verso una stagione invernale più sicura per tutti".
Inoltre, l'azione vaccinale è indispensabile non solo per ridurre gli accessi in ospedale ma serve anche ad alleggerire il carico insostenibile che nel periodo autunnale e invernale grava sugli studi dei medici di famiglia e a contenere la crescita delle richieste di visite domiciliari, che hanno raggiunto numeri ormai insostenibili, come sottolinea Tommasa Maio, responsabile nazionale Area Vaccini della Fimmg.
Fonte: Farmacista33
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