Asma infantile, i grassi saturi aumentano il rischio

23 settembre 2025
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Asma infantile, i grassi saturi aumentano il rischio



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Alcuni grassi saturi, presenti nei cibi industriali e nei grassi animali, potrebbero favorire l'insorgenza di una forma di asma più difficile da trattare nei bambini. Una nuova ricerca del Children's Hospital of Philadelphia, pubblicata su Science Translational Medicine, chiarisce il legame tra alimentazione, obesità e infiammazione polmonare, aprendo la strada a strategie dietetiche e terapeutiche mirate.


Grassi saturi e infiammazione polmonare

I ricercatori hanno osservato che l'acido stearico, un grasso saturo comune, si accumula nei macrofagi polmonari e innesca una risposta infiammatoria complessa. Questo processo contribuisce all'asma neutrofilica, una forma non allergica e più grave della malattia, spesso resistente ai trattamenti convenzionali.

L'asma neutrofilica è più difficile da trattare rispetto all'asma allergica e spesso così gravi da richiedere il ricovero. Le cause precise non erano note, così i ricercatori hanno deciso di studiare i macrofagi polmonari, cioè globuli bianchi specializzati che hanno il compito di coordinare la risposta immunitaria durante l'infiammazione. Sappiamo che lo stress metabolico può alterare la funzione dei macrofagi, ma non era chiamo come i singoli nutrienti potessero influenzarli.

Dallo studio è emerso che l'acido stearico, un grasso saturo presente in molti alimenti, si accumula nei macrofagi polmonari, inducendo una risposta infiammatoria attraverso due specifiche vie biologiche, IL-1β e IRE1α. Quando i ricercatori hanno bloccato questi meccanismi, l'infiammazione delle vie aeree si è ridotta in modo significativo.

Al contrario, l'acido oleico, un acido grasso monoinsaturo tipico dell'olio d'oliva e della dieta mediterranea, ha mostrato un effetto opposto: anziché stimolare l'infiammazione, ne ha limitato l'attività.


Oltre il peso: conta la qualità dei grassi

Tradizionalmente il legame tra obesità infantile e asma è stato spiegato soprattutto con l'eccesso di peso. Lo studio evidenzia invece che non è solo la quantità di calorie a incidere, ma anche la qualità dei grassi consumati. Ciò spiega perché l'asma neutrofilica possa comparire anche in bambini non obesi.

Secondo gli autori, le scoperte potrebbero portare a due soluzioni concrete:
● semplici diete mirate, con riduzione dei grassi saturi e aumento di quelli "buoni", potrebbero prevenire o aiutare a contenere l'asma più grave;
● farmaci già disponibili potrebbero essere riposizionati per colpire meccanismi infiammatori specifici.

"L'asma è una delle malattie croniche più comuni nei bambini", spiega la coautrice dello studio Lisa Young. "Questi risultati offrono nuove strategie terapeutiche e suggeriscono che modifiche dietetiche mirate possano ridurre il rischio e migliorare la gestione della malattia"

Fonte: Nutrizione33




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