Epatite A, casi in aumento in Italia dopo il focolaio campano. Il punto dell’Iss
Aumentano i casi di epatite A ed E in Italia, mentre risultano in calo le epatiti B e C. Secondo i dati della sorveglianza Seieva coordinata dall'Istituto superiore di sanità (Iss), nel 2025 si è registrata una crescita significativa dei contagi, con un ulteriore incremento nei primi mesi del 2026 e un focolaio in corso in Campania. Tra i principali fattori di rischio emergono il consumo di frutti di mare e alcune modalità di trasmissione sessuale.
Epatite A in aumento: i numeri
Nel 2025 sono stati notificati 631 casi di epatite A, rispetto ai 443 del 2024. Il picco è stato registrato a settembre, ma i dati dei primi mesi del 2026 indicano una nuova crescita, con un massimo a marzo pari a 160 casi (dato ancora provvisorio).
L'aumento riguarda in particolare alcune regioni, tra cui Lazio, Campania e Puglia. In Campania si segnala un focolaio con 110 casi dall'inizio dell'anno a metà marzo. L'Iss partecipa alle attività di risposta insieme ai dipartimenti coinvolti, mentre il ministero della Salute ha istituito un gruppo di lavoro con Regioni e istituti zooprofilattici.
Le cause: alimenti e trasmissione
L'analisi dei fattori di rischio evidenzia un ruolo rilevante del consumo di frutti di mare. Nei primi tre mesi del 2026, 262 casi riportano questa esposizione, contro 43 nello stesso periodo del 2024.
Si osserva inoltre una quota di trasmissione sessuale, in particolare tra uomini che fanno sesso con uomini: 101 casi nel 2025 e 26 nei primi mesi del 2026.
Le altre epatiti: cosa cambia
Accanto all'aumento dell'epatite A, si registra:
● una diminuzione dei casi di epatite B acuta (148 nel 2025 contro 189 nel 2024)
● un calo dell'epatite C (51 casi nel 2025 rispetto ai 60 dell'anno precedente)
● un incremento dell'epatite E (92 casi nel 2025 contro 70 nel 2024), soprattutto negli over 55
Per l'epatite B, i principali fattori di rischio sono trattamenti estetici, cure odontoiatriche e comportamenti sessuali a rischio. Per l'epatite C, i fattori di rischio più frequenti risultano ancora le pratiche estetiche, seguite da esposizione sanitaria e sessuale. Per l'epatite E, il principale fattore di rischio è il consumo di carne di maiale o cinghiale cruda o poco cotta.
Prevenzione: igiene e vaccinazione
La prevenzione dell'epatite A si basa su alcune misure fondamentali. In primis una corretta igiene personale, seguita da una adeguata preparazione degli alimenti, in particolare dei molluschi. Non bisogna dimenticare poi l'importanza della vaccinazione nei soggetti a rischio e nei contatti dei casi.
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