Effetti collaterali della connessione perenne

17 febbraio 2019

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Effetti collaterali della connessione perenne



Secondo i dati del Digital Global Overwiew, in media controlliamo lo smartphone 85 volte al giorno, anche quando non ci arriva una notifica.
Visto mai fosse successo qualcosa nel frattempo. Questa condizione ha un nome: FoMO acronimo di Fear of Missing Out. Ovvero la paura di perdersi qualcosa, il vero motore di tutti i social network.
Le persone con alti livelli di FoMO tendono a controllare il telefono appena svegli, durante i pasti e prima di andare a dormire. Per caso vi suona familiare?
La connessione continua 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 è diventata ormai la regola per molti adolescenti e non, che non riescono a fare a meno di scambiare messaggi e pubblicare foto e commenti sui social network. Ma se da un lato questo collegamento ininterrotto permette di restare sempre in contatto con gli amici, e di restare informati, dall'altro potrebbe addirittura causare ansia e depressione.


Adolescenza


In particolare l'adolescenza può essere un periodo di grande vulnerabilità per l'insorgenza di ansia e depressione ed è importante capire come l'uso dei social media si colleghi e influenzi questi aspetti della crescita.
Studi recenti dimostrano che l'uso dei social media, in particolare nelle ore notturne, è legato alla qualità del sonno, a una bassa autostima e a livelli più elevati di ansia e depressione. 
Questo vale soprattutto per i ragazzi che mostrano un maggior coinvolgimento emotivo nell'uso dei social media e deve far riflettere su come i ragazzi utilizzano tali strumenti di comunicazione e connessione con gli altri.


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