Tarda il sole, non l'allergia

24 marzo 2005
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Tarda il sole, non l'allergia


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Che il clima non sia più quello di una volta, non è solo un luogo comune, ma una realtà che necessita di adeguamenti nelle abitudini di vita e a volte anche nelle regole che vigono nei paesi. I cambiamenti climatici sono stati, infatti, uno dei motivi che hanno spinto il Ministero della Salute a varare un'ordinanza che riammette la rimborsabilità dei farmaci antistaminici.
Si assiste ormai da parecchi anni a inverni meno rigidi che risvegliano più precocemente l'attività delle piante anticipando, rispetto al passato, la fioritura e quindi la liberazione di polline nell'aria. Rispetto alle zone rurali, il fenomeno è particolarmente evidente in quelle urbane più riscaldate, dove per altro si aggiunge un livello di inquinamento maggiore che peggiora questo tipo di disturbo. Il provvedimento interessa i casi di patologie allergiche moderate e gravi che necessitano di trattamenti prolungati, di almeno 60 giorni: i farmaci antistaminici passano in classe A e sono quindi coperti purché ci sia la prescrizione del medico di famiglia.

Farmaci senza stagioni


Tuttavia la rinite allergica provocata dai pollini, per quanto sia la forma allergica respiratoria più diffusa, non è certamente l'unica. Non solo, mentre questa è caratterizzata da una marcata stagionalità, esistono altre malattie su base allergica che non conoscono stagioni, ci sono sempre. Infatti, mentre nel primo caso il problema è nell'outdoor, cioè all'aperto, molti allergeni interessano l'indoor come gli acari della polvere e il pelo di animali. A questi si aggiungono le allergie agli alimenti e da contatto sulle quali forse il controllo individuale è più probabile, ma ciò non toglie che si manifestano e necessitano egualmente di un trattamento. In tutte queste situazioni l'uso dei farmaci antiallergici sfugge anch'esso all'andamento stagionale, a favore di un consumo distribuito su tutto l'anno o quanto meno legato alla necessità contingente di risolvere la sintomatologia manifesta.
Da alcuni anni inoltre è stato introdotto il concetto di "flogosi minima persistente", secondo il quale il soggetto allergico anche quando non è in fase di crisi presenterebbe comunque uno stato infiammatorio di fondo, magari asintomatico. Una condizione, che secondo alcuni esperti, dovrebbe prevedere una somministrazione continua e prolungata di molecole antistaminiche cioè non legata soltanto ai picchi stagionali.

Automedicazione


Un ruolo importante e riconosciuto nel trattamento delle allergie ha la possibilità lasciata al paziente di reperire antistaminici e vasocostrittori come farmaci da banco, per controllare i sintomi e avere una risposta immediata per una necessità urgente. Correttezza vuole che il paziente si rivolga al medico prima di assumere farmaci, ma in questo caso ricorrere ai farmaci OTC permette di evitare il peggioramento dell'infiammazione e il rischio di un'evoluzione di disturbi inclusa la possibile comparsa di asma. La percentuale di pazienti allergici che sceglie l'automedicazione è piuttosto alta, un'indagine Eurisko riferisce che in Italia supera il 50%. E' probabile che sia l'ansia a spingerli, ma il dato potrebbe anche essere coerente con l'incremento dei casi, per esempio, di rinite allergica passati dal 15,4% del triennio 1991-93 al 18,3% del triennio 1998-2000. L'automedicazione è un comportamento a rischio perché si possono scegliere farmaci inappropriati o che interagiscono con altre terapie in corso o che danno effetti collaterali. Nell'uso del farmaco da banco il farmacista assume un ruolo critico in quanto dispensatore diretto; deve essere in grado in primo luogo di rispondere alla necessità contingente ma anche indirizzare il paziente, a questo punto anche cliente, verso un iter diagnostico corretto che definisca meglio la patologia.

Simona Zazzetta

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