Malaria

24 luglio 2019

Malaria


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Definizione


La malaria è una malattia infettiva causata da sporozoi del genere Plasmodium trasmessa all'uomo da zanzare del genere Anopheles, molto diffuse in Africa sub-sahariana. La prognosi è benigna nella forma da P. vivax, ovale e malariae, mentre è strettamente dipendente dalla precocità dell'inizio del trattamento nella terzana maligna da P. falciparum.

Della zanzara, Anopheles gambiae, oggi si conoscono i 14000 geni che codificano, tra l'altro, per importanti proteine responsabili di meccanismi critici per il ciclo vitale del plasmodio della malaria. Alcuni di questi geni sono coinvolti nella risposta immunitaria sollecitata nella lotta contro il parassita che alberga nello stomaco e nelle ghiandole salivari dell'insetto. I geni coinvolti nella distruzione di sostanze tossiche come gli insetticidi, spiegano la resistenza ad alcuni prodotti chimici usati come insetticidi.

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Cause


Sono quattro i plasmodi capaci di infettare l'uomo: P. falciparum, vivax, ovale, e malariae. Si ha un periodo di incubazione che oscilla dai 10 ai 20 giorni, dalla puntura alla comparsa dei primi sintomi. Di solito bastano anche solo 6-7 giorni con P. falciparum, mentre si può arrivare a 18 mesi con P. vivax e ovale.

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Sintomi

La fase acuta, o accesso malarico, si presenta in 3 fasi: brivido scuotente, calore secco e sudorazione profusa, della durata di 3-4 ore ciascuna, che si ripetono ciclicamente a intervalli di 48/72 ore a seconda della specie di plasmodio responsabile, e sono dovute all'emolisi massiva degli eritrociti e alla febbre che ne consegue.
Sintomi di accompagnamento possono essere cefalea, artromialgie, nausea, vomito, diarrea, subittero-ittero, splenomegalia e/o epatomegalia dolenti.

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Diagnosi

Di fronte a un violento episodio febbrile, in persone che hanno soggiornato negli ultimi 3-4 mesi in aree dove la malaria è endemica, l'infezione malarica è sempre e comunque la prima patologia da sospettare e poi eventualmente escludere. Parametri di laboratorio indicativi dell'infezione sono piastrinopenia, anemia emolitica, iperbilirubinemia, alterazione degli indici di funzionalità epatica, innalzamento degli indici di emolisi, proteina C-reattiva e Ves elevate. La diagnosi tuttavia si perfeziona con l'emoscopia, ricerca diretta del plasmodio nel sangue periferico, per accertare la specie di plasmodio responsabile e misurare la densità parassitaria, così da poter impostare la giusta terapia farmacologica.

Cure

La terapia farmacologica prevede schemi differenti in base alla specie di plasmodio individuata e alle eventuali farmaco-resistenze, che dipendono dall'area geografica di provenienza. Sulfamidici, clorochina, dapsone, pirimetamina sono i farmaci orali più comuni, mentre quando il vomito è incoercibile si procede con il trattamento parenterale con chinino oppure, per P. falciparum chinidina associata a clindamicina.

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Prevenzione

L'OMS, a seconda delle aree a rischio di malaria, ha diviso il mondo in tre grandi zone differenti: la A, la B e la C. È possibile, sotto consiglio del medico e a seconda del rischio che si corre fare prevenzione. I farmaci antimalarici vanno assunti con cibo e acqua, con assoluta regolarità. E' importante che il viaggiatore capisca che l'infezione può essere mortale e, pertanto, che non può permettersi alcuna dimenticanza.

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