Malattia di Ménière, cause e cure

10 giugno 2019

Malattia di Ménière, cause e cure



Indice


Cos'è la malattia di Ménière


La malattia di Ménière è un disturbo dell'orecchio interno caratterizzato da attacchi ricorrenti di vertigine, perdita dell'udito e acufeni. La patologia è dovuta ad un aumento del liquido normalmente contenuto nei canali circolari del labirinto, organo fondamentale per l'equilibrio. Uno squilibrio della quantità di liquido può essere dovuto ad un aumento della sua produzione o ad un difetto del riassorbimento.
L'orecchio ha un ruolo fondamentale anche per l'equilibrio e lo fa attraverso i numerosi neurosensori che si trovano al suo interno e che sono riempiti di un liquido, l'endolinfa.
La quantità di endolinfa è determinata dall'equilibrio fra produzione e riassorbimento.
L'alterazione di tale equilibrio ne comporta un eccessivo accumulo producendo vertigini e nausea, sensazione di orecchio pieno, acufeni e a una riduzione dell'udito inizialmente fluttuante e poi via via più severa.

Cause


Non si conosce la causa esatta del disturbo, ma sono fattori predisponenti le alterazioni metaboliche e ormonali, i traumi cranici, le infezioni dell'orecchio, le allergie e la familiarità.

Sintomi

Il paziente sperimenta attacchi improvvisi di vertigini e capogiri invalidanti che non insorgono in relazione al cambiamento di posizione del capo e possono durare da pochi minuti a molte ore, accompagnati da nausea e vomito, a volte anche con sudorazione e movimenti oculari incontrollati (nistagmo).
Dopo qualche episodio, il paziente riesce a percepire che l'attacco è prossimo perché avverte nell'orecchio una sorta di ovattamento e senso di pienezza, la cosiddetta fullness.

Vertigini

Le crisi vertiginose dovute alla malattia di Ménière costituiscono circa il 20% di casi di vertigine e devono essere ben distinte dall'altro tipo di crisi vertiginosa più comune, definita parossistica benigna.
Le vertigini parossistiche benigne sono di brevissima durata e i pazienti riferiscono di provarle improvvisamente, quando si girano nel letto o muovono la testa, mentre la crisi vertiginosa dovuta alla malattia di Ménière supera facilmente le due ore e non deriva da un movimento improvviso.
Le vertigini parossistiche benigne costituiscono circa il 60% dei casi delle crisi vertiginose, sono spesso legate a problematiche specifiche dei canali semicircolari e possono essere risolte con le classiche manovre liberatorie.

Approfondimenti:


Diagnosi

La diagnosi viene posta sulla base dei sintomi caratteristici, con l'ausilio di test per la valutazione dell'udito e di indagini radiologiche del cranio (RMN), per evidenziare eventuali cause della sintomatologia. Si deve fare sempre una risonanza con contrasto per escludere altre patologie che possono associarsi a vertigine come ad esempio lo schwannoma del nervo vestibolare, così chiamato perché interessa le cellule di Schwann che rivestono i nervi, spesso chiamato erroneamente neurinoma dell'acustico.

Cure

Si comincia suggerendo di assumere alimenti con poco sale e somministrando dei farmaci diuretici.
I sintomi della malattia, in particolare le vertigini, possono essere controllati con farmaci che riducono la pressione nel labirinto attraverso la diminuzione del fluido che contiene: antistaminici, anticolinergici e diuretici. Per nausea e vomito si può ricorrere anche ad antiemetici e a sedativi (benzodiazepine). Nei casi più gravi e resistenti al trattamento sintomatico si può intervenire chirurgicamente con uno shunt endolinfatico, la sezione del nervo vestibolare o la labirintectomia. Nessuna di queste tecniche però migliora la perdita dell'udito.
Durante la fase acuta, si possono somministrare anche farmaci sedativi intramuscolo che servono a tenere sotto controllo i sintomi e calmare il paziente, spesso spaventato da nausea e vomito.
Circa il 70% dei pazienti guarisce con i farmaci.
Davanti ai recenti avanzamenti della neurotologia, la malattia di Ménière è diventata una patologia che può essere curata molto efficacemente e anche nei casi più gravi sono disponibili opzioni terapeutiche chirurgiche molto avanzate in grado di venire incontro alle esigenze del paziente.

Cure complementari

Non sono proponibili trattamenti alternativi per questa malattia.

Alimentazione

Può essere utile una dieta povera di sodio (sale) al fine di evitare la ritenzione idrica.

Farmaci

Di seguito è riportato l'elenco dei principi attivi maggiormente utilizzati nella cura di questa patologia. E' sempre necessario consultare il proprio medico per la scelta del principio attivo e la posologia più indicati per il paziente.



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