Vertigini

09 febbraio 2021

Vertigini


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Le vertigini propriamente dette consistono in una sensazione di movimento illusoria e spiacevole che viene definita oggettiva quando il soggetto percepisce il movimento dell'ambiente intorno a se stesso, soggettiva quando la percezione è del movimento del corpo rispetto all'ambiente.

Le due differenti percezioni corrispondono a differenti meccanismi fisiopatologici. Nelle soggettive infatti parliamo di vertigini centrali poiché determinate da problemi neurologici del SNC quali ictus o TIA della fossa posteriore, tumori cerebrali. Le vertigini oggettive invece vengono definite vertigini periferiche, poiché causate da patologie del SNP quali neurinoma dell'acustico, sindrome di Ménière, labirintite, vertigine posizionale benigna.

Le vertigini soggettive sono caratterizzate spesso da una sintomatologia vertiginosa più sfumata, e all'esame obiettivo non necessariamente sono associate ai segni neurologici focali. Il nistagmo, quando presente, non ha una precisa direzione e può essere misto, verticale e orizzontale. Nelle vertigini oggettive invece, a sintomatologia è più intensa, non si trovano altri segni neurologici, ma possono essere presenti altri segni neurovegetativi (nausea,sudorazione, vomito) e il nistagmo è tipicamente orizzontale o verticale rotatorio. Nelle vertigini oggettive i movimenti della testa peggiorano la sintomatologia e possono essere presenti segni uditivi come acufeni e ipoacusia.

È estremamente importante nella pratica clinica conoscere le caratteristiche precedentemente elencate poiché nella maggior parte dei casi il paziente non è in grado di esprimere con precisione la propria sintomatologia e tende a descrivere come vertigine (sensazione di leggerezza alla testa, o di testa vuota), numerose condizioni cliniche, che non corrispondono alle vertigini propriamente dette come: instabilità posturale, lipotimia, sincopi, sintomi vagali.

Esperto Risponde: domande e risposte di Vertigini

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