Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2018
Farmaci - Mitoxantrone Sandoz

Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Sandoz S.p.A.

MARCHIO

Mitoxantrone Sandoz

CONFEZIONE

2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

ALTRE CONFEZIONI DI MITOXANTRONE SANDOZ DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
mitoxantrone dicloridrato

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Antineoplastici antibiotici citotossici

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
72,21 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

Il mitoxantrone è indicato nel trattamento del carcinoma metastatico della mammella, del linfoma non-Hodgkin e della leucemia acuta non linfocitica negli adulti, in monoterapia o in associazione con altri farmaci antitumorali. È indicato inoltre nel trattamento del dolore da cancro della prostata avanzato refrattario al trattamento ormonale, in combinazione con basse dosi di corticosteroidi, qualora il trattamento analgesico attuato sia insufficiente o non appropriato.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

Impiego in pazienti con grave depressione midollare.

Ipersensibilità al mitoxantrone o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Allattamento .

Non per uso intratecale.

Non per uso intra-arterioso.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

Il mitoxantrone è un medicinale attivo citotossico che deve essere utilizzato sotto la supervisione di uno specialista in oncologia che disponga di attrezzature adeguate per il monitoraggio clinico e laboratoristico durante e dopo il trattamento. Al pari degli altri agenti citotossici, il mitoxantrone deve essere maneggiato con cautela.

Durante il trattamento deve essere praticato un regolare monitoraggio dei parametri clinici ematologici e biochimici ed è inoltre necessario che siano eseguiti esami emocromocitometrici completi seriati. In base ai risultati di tali esami possono rendersi necessari aggiustamenti posologici .

Mitoxantrone Sandoz non è indicato per iniezione sottocutanea, intramuscolare o intra-arteriosa. A seguito di iniezione intra-arteriosa sono stati riportati casi di neuropatia loco/regionale, alcuni irreversibili.

Mitoxantrone Sandoz non deve essere somministrato per iniezione intratecale. A seguito di iniezione intratecale sono stati riportati casi di neuropatia e di neurotossicità, sia centrale che periferica.Questi casi hanno compreso convulsioni che portavano al coma e a gravi postumi neurologici, e paralisi con disfunzioni intestinali e della vescica.

In presenza di pantocitopenia o infezioni gravi floride, si raccomanda cautela nell'uso di mitoxantrone.

Le infezioni devono essere trattate prima di iniziare il trattamento con mitoxantrone.

Il mitoxantrone deve essere utilizzato con cautela nei pazienti mielodepressi o in condizioni generali precarie.Si consiglia di eseguire con maggiore frequenza l'esame emocromocitometrico, prestando particolare attenzione al numero dei neutrofili. Nei soggetti precedentemente trattati con chemioterapia o radioterapia estese o in quelli debilitati, la mielodepressione può essere più grave e prolungata.

Sono stati riportati casi di alterazioni funzionali cardiache, tra cui insufficienza cardiaca congestizia e riduzione della frazione d'eiezione ventricolare sinistra, la maggior parte delle quali riguardava pazienti precedentemente trattati con derivati antraciclinici o con radioterapia mediastinica/toracica o affetti da cardiopatie pre-esistenti. Si raccomanda, quindi, che i pazienti appartenenti a queste categorie siano trattati con mitoxantrone a regime e dosaggio citotossico pieno. Comunque si richiede un'attenzione ancora maggiore in questi pazienti e di eseguire accurati e regolari esami della funzione cardiaca fin dall'inizio del trattamento. Un'attenzione particolare deve essere poi riservata ai pazienti trattati precedentemente con la dose cumulativa massima di antracicline (ad es. doxorubicina e daunorubicina).

Poiché l'esperienza relativa ai trattamenti di lunga durata con il mitoxantrone è al momento limitata, si consiglia d'effettuare esami della funzione cardiaca anche nei pazienti che non presentano fattori di rischio identificabili quando nel corso della terapia si sia raggiunta una dose cumulativa del farmaco superiore a 160 mg/m2.

Un'attenta supervisione è consigliata nel trattamento dei pazienti con insufficienza epatica grave, edema, ascite o versamento pleurico.

Nei pazienti con danno epatico è necessario osservare cautela (consultare al riguardo il paragrafo (qui non riportato) 4.2 Posologia e modo di somministrazione e 5.2 Proprietà farmacocinetiche).

Contenuto di sodio per iniezione:

10 mg/5 ml: 0,739 mmol di sodio.

20 mg/10 ml: 1.478 mmol di sodio.

Di tale contenuto si deve tener conto nei pazienti che seguono una dieta con contenuto di sodio controllato.

I pazienti devono essere inoltre informati che il mitoxantrone può conferire alle urine una colorazione blu-verde fino a 24 dopo la somministrazione.

Occasionalmente è stata segnalata una colorazione blu della pelle e delle unghie e in casi molto rari una colorazione reversibile blu delle sclere.

Nel trattamento della leucemia può verificarsi iperuricemia in conseguenza della rapida lisi delle cellule tumorali provocata dal mitoxantrone. Monitorare pertanto i livelli sierici di acido urico e instaurare un trattamento ipouricemizzante prima di iniziare la terapia antileucemica. Le infezioni sistemiche devono essere trattate contemporaneamente alla terapia con mitoxantrone o immediatamente prima del suo inizio.

Non vi sono dati riguardanti la somministrazione di mitoxantrone per una via diversa da quella endovenosa e la sicurezza della somministrazione per via intratecale non è stata accertata.

L'immunizzazione può essere inefficace se eseguita durante la terapia con mitoxantrone. Evitare l'immunizzazione con vaccini virali vivi.

Le pazienti in età fertile e i loro partner devono essere informati della necessità di evitare gravidanze e di utilizzare adeguati metodi contraccettivi durante tutta la terapia e per almeno 6 mesi dopo il termine della stessa


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

L'associazione con altri farmaci provvisti di attività mielodepressiva può aumentare la mielotossicità del mitoxantrone e/o quella dei composti somministrati contemporaneamente.

La combinazione di mitoxantrone e farmaci potenzialmente cardiotossici (ad es. altre antracicline) aumenta la cardiotossicità.

Gli inibitori della topoisomerasi II, tra cui il mitoxantrone, in associazione con altri farmaci antineoplastici e/o con la radioterapia, sono stati associati allo sviluppo di leucemia mieloide acuta (LMA) o sindrome mielodisplastica (SMD) .

Se eseguita durante la terapia con mitoxantrone l'immunizzazione può essere inefficace.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

In relazione al dosaggio somministrato e alle condizioni fisiche del paziente, si può manifestare tossicità a carico del sistema emopoietico, gastrointestinale, epatico o renale.

In rari casi si sono avuti eventi fatali quale risultato di una grave leucopenia con infezione in pazienti a cui era stata accidentalmente somministrata un'iniezione di mitoxantrone in bolo singolo a dosi oltre dieci volte superiori a quella raccomandata.

Non si conosce alcun antidoto specifico per il mitoxantrone.

In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere monitorato strettamente con somministrazione di una terapia di supporto e sintomatica.

Poiché il concentrato sterile di mitoxantrone si lega in gran parte ai tessuti è improbabile che la dialisi peritoneale o l'emodialisi siano efficaci nel trattamento del sovradosaggio.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Mitoxantrone Sandoz 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 5 ml

La frequenza degli eventi avversi è determinata utilizzando le seguenti definizioni convenzionali:

eventi molto comuni (1/10), comuni (1/100 a <1/10), non comuni (1/1.000 a <1/100), rari (1/10.000 a <1/1.000), molto rari (1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Più del 10% dei pazienti può accusare degli effetti indesiderati.

La mielodepressione rappresenta una reazione avversa dose–limitante dovuta al mitoxantrone.

La mielodepressione può essere più grave e prolungata nei pazienti trattati in precedenza con chemioterapia o radioterapia.

Durante l'uso di mitoxantrone nel trattamento del cancro alla prostata ormone-resistente, si possono verificare numerosi altri effetti ematologici indesiderati .

In uno studio randomizzato di fase III durante il quale la dose di mitoxantrone è stata aumentata a partire da una conta dei neutrofili > 1000/mm3, si è manifestata neutropenia di grado 4 OMS (ANC < a 500/mm3) nel 54% dei pazienti che hanno ricevuto mitoxantrone in associazione a prednisone a basse dosi. La dose media è stata di 12 mg/m2; 36 su 84 pazienti hanno ricevuto più di 12 mg/m2di mitoxantrone. In uno studio randomizzato separato nel quale i pazienti sono stati trattati con mitoxantrone alla dose di 14 mg/m2 di, è stata osservata neutropenia di grado 4 nel 23% dei pazienti che hanno ricevuto mitoxantrone in associazione con idrocortisone. Febbre neutropenica e infezioni si sono verificate in entrambi gli studi nei pazienti trattati con mitoxantrone in aasociazione con idrocortisone. L'incidenza delle infezioni è stata del 17% in uno degli studi e quello della febbre senza infezione è stata del 14%; nell'altro studio, si sono verificate infezioni sistemiche nel 10%, infezioni del tratto urinario nel 9%, infezioni della cute nel 5% e febbre nel 6% dei casi. In questi studi si è osservata una conta piastrinica inferiore a 50000/mm3 nel 4% e nel 3% dei pazienti che hanno ricevuto mitoxantrone in associazione con corticosteroidi.

Esami diagnostici:

Molto rari: variazione ponderale

Patologie cardiache:

Molto comuni: alterazioni transitorie dell'elettrocardiogramma (ECG) dopo un trattamento a lungo termine. Aritmia.

Comuni: riduzione asintomatica di frazione di eiezione ventricolare sinistra (2,6% con una dose cumulativa di 140 mg/m²), insufficienza cardiaca, dolore al petto, insufficienza cardiaca congestizia dopo trattamento a lungo termine (2,6% con una dose cumulativa di 140 mg/m²). Bradicardia sinusale.

La funzione cardiaca deve essere monitorata nei pazienti che hanno assunto dosi cumulative di mitoxantrone >160 mg/m2.

I pazienti precedentemente trattati con antracicline o altri farmaci oncolitici cardiotossici e/o radioterapia mediastinica e che sono affetti altresì da una patologia cardiovascolare soggiacente, corrono un rischio maggiore di sviluppare una malattia cardiaca.

Le segnalazioni post-marketing hanno evidenziato la cardiotossicità del trattamento con il mitoxantrone a dosi cumulative inferiori a 100 mg/m2.

Frequenza non nota: sono stati segnalati cardiomiopatia e infarto miocardico.

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Molto comuni:

Neutropenia. L'aumento della dose in considerazione dei fenomeni ematologici prossimi al nadir ha portato a neutropenia di grado 4 nel 54% dei pazienti.

Febbre neutropenica si è manifestata nel 14% dei pazienti.

Mielodepressione e ipoplasia midollare.

Leucopenia transitoria con i valori più bassi 10-13 giorni dopo il trattamento (leucopenia grave nel 6% dei casi), anemia, granulocitopenia, alterazione della conta leucocitaria.

Comuni:

Trombocipenia con un valore <50x109/l si manifesta nel 4% dei pazienti.

Patologie del sistema nervoso:

Comuni: sono stati segnalati effetti neurologici indesiderati aspecifici quali capogiri, sonnolenza, neuriti, convulsioni, lievi parestesie. Cefalea.

Patologie dell'occhio:

Non comuni: è stata segnalata la colorazione blu reversibile della sclera. Frequenza non nota: congiuntivite.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Comuni: rinite.

Non comuni: dispnea.

Patologie gastrointestinali:

Molto comuni: lieve nausea e vomito in circa il 50% dei pazienti (grave nell'1% dei casi), stomatite, diarrea, dolore addominale. Costipazione, mucosite, alterazione del gusto.

Comuni: sanguinamento gastrointestinale.

Frequenza non nota: pancreatite

Patologie renali e urinarie:

Molto comuni: aumento della concentrazione di urea nel sangue.

Comuni: alterazione del colorito delle urine entro 24 ore dalla somministrazione.

Nefrotossicità, aumento della creatinina sierica e aumento del contenuto di azoto plasmatico.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Molto comuni: alopecia di grado I-II in circa il 50% dei pazienti (l'alopecia grave è rara).

Comuni: rash, eritemi.

Non comuni: colorazione blu della pelle e delle unghie

Frequenza non nota:

Sono stati segnalati alterazioni ungueali (ad es. onicolisi, distrofia ungueale), stravaso sulla sede d'infusione che possono esitare in eritema, edema, dolore, bruciore e/o colorazione blu della cute. Lo stravaso può indurre una necrosi dei tessuti con una conseguente necessità di debridement e innesti cutanei.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Comuni: anoressia (perdita dell'appetito)

Frequenza non nota: iperuricemia

Infezioni e infestazioni:

Molto comuni: infezioni, infezioni del tratto respiratorio superiore, infezioni del tratto urinario.

Comuni: polmonite, sepsi, rinite.

Frequenza non nota: infezioni opportunistiche.

Lesioni, avvelenamento e complicazioni da procedura.

Frequenza non nota: ematomi.

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi):

Frequenza non nota: leucemia acuta.

Gli inibitori della topoisomerasi II, tra cui il mitoxantrone, in associazione con altri agenti antineoplastici e/o radioterapia sono stati associati allo sviluppo di leucemia mieloide acuta (LMA) o sindrome mielodisplastica (SMD) .

Patologie vascolari:

Molto comuni: emorragie.

Comuni: ipotensione.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Molto comuni: febbre.

Comuni: affaticamento, edema.

Non comuni: reazioni allergiche (ovvero esantema, dispnea, ipotensione).

Frequenza non nota: è stata segnalata flebite nella sede d'iniezione. Debolezza.

Disturbi del sistema immunitario:

Frequenza non nota: reazioni anafilattiche (tra cui shock anafilattico).

Patologie epatobiliari:

Comuni: epatotossicità, aumento dei valori degli enzimi epatici (ALAT).

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella:

Molto comuni: amenorrea (può essere prolungata e corrispondere ad una menopausa precoce).

Disturbi psichiatrici:

Non comuni: ansia, confusione.

Sia durante la mono-chemioterapia con mitoxantrone che duranta la chemioterapia combinata sono stati osservati rari casi di sindrome da lisi tumorale (caratterizzata da iperuricemia, iperpotassiemia, iperfosfatemia e ipocalcemia).

Nei pazienti leucemici, il quadro degli effetti indesiderati è generalmente simile, sebbene vi sia un aumento sia della frequenza sia della gravità specialmente della stomatite e della mucosite.

Tra i pazienti con sclerosi disseminata trattati con mitoxantrone si sono verificati due decessi improvvisi per i quali non è noto se esista una relazione causale con l'uso del mitoxantrone.


CONSERVAZIONE



Questo medicinale non richiede speciali condizioni per la conservazione.

È stata dimostrata una stabilità chimica e fisica in uso della durata di 24 ore a temperatura ambiente. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto diluito deve essere utilizzato immediatamente. Se non usato subito, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell'uso sono responsabilità dell'utilizzatore e di norma non superano le 24 ore ad una temperatura compresa tra 2 e 8° C, a meno che la diluizione non abbia avuto luogo in condizioni di asepsi controllate e validate. Vedere il paragrafo (qui non riportato) 6.6 Istruzioni per l'uso e per la manipolazione e lo smaltimento.

Non refrigerare o congelare.


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