Targretin 75 mg 100 capsule molli in flacone

Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2018
Farmaci - Targretin

Targretin 75 mg 100 capsule molli in flacone




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Eisai S.r.l.

MARCHIO

Targretin

CONFEZIONE

75 mg 100 capsule molli in flacone

PRINCIPIO ATTIVO
bexarotene

FORMA FARMACEUTICA
capsula molle

GRUPPO TERAPEUTICO
Antineoplastici

CLASSE
A

RICETTA
medicinale dispensabile al pubblico con ricetta medica lim. da rinnovare di volta in volta rilasciata da centri osp.o da specialista internista, oncologo, radioterapista, ematologo

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
1638,44 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Targretin 75 mg 100 capsule molli in flacone

Targretin è indicato nel trattamento delle manifestazioni cutanee nei pazienti adulti con linfoma cutaneo a cellule T (CTCL) di grado avanzato, refrattari ad almeno un trattamento sistemico precedente.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Targretin 75 mg 100 capsule molli in flacone

Ipersensibilità nota al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo (qui non riportato) 6.1

Gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili in assenza di efficaci misure contraccettive

Precedenti di pancreatite

Ipercolesterolemia non controllata

Ipertrigliceridemia non controllata

Ipervitaminosi A

Patologia tiroidea non controllata

Insufficienza epatica

Infezione sistemica in atto


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Targretin 75 mg 100 capsule molli in flacone

In generale: si deve usare cautela nella somministrazione di Targretin capsule ai pazienti di cui è nota l'ipersensibilità ai retinoidi. Non si sono osservati casi di resistenza crociata. I pazienti che assumono il bexarotene si devono astenere dal donare il sangue per trasfusioni. L'idrossianisolo butilato, uno dei componenti di Targretin, può causare irritazione alle mucose. Pertanto, le capsule di Targretin vanno deglutite intere e non masticate.

Lipidi: gli studi clinici hanno evidenziato una correlazione tra l'iperlipemia e l'uso del bexarotene. Prima di iniziare la terapia con il bexarotene, si dovrà procedere a digiuno ai test di determinazione dei lipidi nel sangue (trigliceridi e colesterolo), da ripetere a intervalli settimanali fino all'instaurarsi della risposta lipidica al bexarotene, che di norma si osserva entro due-quattro settimane, e successivamente ad intervalli almeno mensili. Prima dell'inizio della terapia con il bexarotene, la trigliceridemia a digiuno deve essere normale, o normalizzata con opportuni interventi. Si deve fare ogni possibile tentativo per mantenere i livelli dei trigliceridi al di sotto di 4,52 mmol/l per ridurre il rischio di sequele cliniche. Se la trigliceridemia a digiuno risulta elevata o si innalza nel corso del trattamento, si raccomanda di istituire una terapia antilipemica e se necessario, di ridurre la dose del bexarotene (da 300 mg/m2/die a 200 mg/m2/die, e se necessario a 100 mg/m2/die) o di interrompere il trattamento. I dati degli studi clinici dimostrano che le concentrazioni di bexarotene non sono influenzate dalla concomitante somministrazione di atorvastatina. Tuttavia, la somministrazione contemporanea di gemfibrozil ha prodotto aumenti considerevoli delle concentrazioni plasmatiche di bexarotene e si sconsiglia pertanto la somministrazione concomitante di gemfibrozil e bexarotene . Gli innalzamenti del livello di colesterolo nel siero vanno trattati secondo l'abituale pratica medica.

Pancreatite: negli studi clinici si è osservata pancreatite acuta associata ad aumenti di trigliceridi a digiuno nel siero. I pazienti con linfoma cutaneo a cellule T che presentino fattori di rischio per la pancreatite (per esempio: precedenti episodi di pancreatite, iperlipemia non controllata, eccessivo consumo di alcool, diabete mellito non controllato, affezioni del tratto biliare e assunzione di farmaci di cui sia nota la capacità di aumentare i livelli dei trigliceridi o di associarsi potenzialmente a tossicità pancreatica) non dovranno essere trattati con il bexarotene, a meno che il potenziale beneficio non sia superiore al rischio.

Anormalità nei test di funzionalità epatica: nei test di funzionalità epatica sono stati osservati aumenti correlati all'uso di bexarotene. Dai dati ottenuti dagli studi clinici tuttora in corso risulta che gli aumenti riscontrati si sono risolti nell'80% dei pazienti entro un mese dalla diminuzione della dose o dall'interruzione della terapia. Si devono far eseguire i test di funzionalità epatica iniziale, e tali test devono essere attentamente monitorati settimanalmente durante il primo mese e in seguito a intervalli di un mese. Si dovrà valutare l'opportunità di sospendere per un certo tempo o definitivamente la terapia con il bexarotene, qualora i risultati dei test raggiungano valori tre volte superiori al limite massimo dei valori normali per la SGOT/AST, la SGPT/ALT o la bilirubina.

Alterazioni della funzione tiroidea: nei test della funzione tiroidea su pazienti trattati con il bexarotene si sono osservate delle alterazioni, le più frequenti delle quali sono state una riduzione reversibile nei livelli dell'ormone tiroideo (tiroxina totale [totale T4]) e dell'ormone tireo stimolante (TSH). Si devono far eseguire dei test della funzione tiroidea iniziale ed eseguire il monitoraggio almeno una volta al mese durante il trattamento e a seconda dell'insorgere di sintomi attinenti all'ipotiroidismo. Pazienti con ipotiroidismo sintomatico sottoposti a terapia con il bexarotene sono stati trattati con supplementi di ormone tiroideo con risoluzione dei sintomi.

Leucopenia: negli studi clinici, si è osservata leucopenia correlata alla terapia con il bexarotene. La maggior parte dei casi si è risolta in seguito a riduzione della dose o a interruzione del trattamento. Si deve far eseguire la determinazione del numero di globuli bianchi con conta differenziale iniziale e ripeterla ogni settimana durante il primo mese, e in seguito ogni mese.

Anemia: negli studi clinici, si è osservata anemia correlata al trattamento con bexarotene. Si deve far eseguire la determinazione dell'emoglobina iniziale e ripeterla ogni settimana durante il primo mese, e in seguito ogni mese. Le diminuzioni dell'emoglobina vanno trattate secondo l'abituale pratica medica.

Opacità del cristallino: in seguito al trattamento con bexarotene, in alcuni pazienti si sono riscontrate opacità del cristallino non rilevate in precedenza, oppure variazioni di opacità preesistenti non correlate alla durata del trattamento o al livello della dose assunta. Considerando l'elevata incidenza e la percentuale di sviluppo naturale della cataratta nella popolazione anziana rappresentata negli studi clinici, non è parso che vi fosse correlazione tra l'incidenza dello sviluppo di opacità del cristallino e la somministrazione di bexarotene. Non si esclude tuttavia che il trattamento a lungo termine con bexarotene possa avere un effetto avverso sullo sviluppo di opacità del cristallino nell'uomo. Si raccomanda di sottoporre ad un appropriato esame oftalmologico tutti i pazienti trattati con il bexarotene che presentino disturbi della vista.

Vitamina A: data l'affinità tra bexarotene e vitamina A, si dovrà raccomandare ai pazienti di limitare i supplementi alla vitamina A a ≤15.000 UI/dì per evitare potenziali effetti tossici additivi.

Pazienti con diabete mellito: si deve usare cautela nel somministrare bexarotene a pazienti che fanno uso di insulina, agenti stimolatori della secrezione di insulina (per esempio, sulfoniluree) o sostanze sensibilizzanti all'insulina (per esempio, tiazolidinedioni). Dato il noto meccanismo di azione, bexarotene ha il potenziale di accrescere l'attività di questi agenti e causare ipoglicemia. Non sono stati riferiti casi di ipoglicemia associata all'uso di bexarotene in regime di monoterapia.

Fotosensibilità: l'uso di taluni retinoidi è stato associato a fotosensibilità. I pazienti dovranno essere esortati a ridurre al minimo l'esposizione ai raggi solari ed evitare l'uso di lampade solari durante la terapia con bexarotene, in quanto i dati dei test in vitro indicano che il bexarotene può avere un potenziale effetto fotosensibilizzante.

Contraccettivi orali: il bexarotene è potenzialmente in grado di indurre enzimi metabolici, e quindi in teoria di ridurre l'efficacia dei contraccettivi estro-progestinici. Pertanto, se il trattamento con bexarotene è destinato a una donna in età fertile, è opportuno che la paziente adotti anche un efficace metodo di contraccezione non ormonale, in quanto il bexarotene appartiene a una categoria farmacoterapeutica per la quale si segnala un elevato rischio di malformazione fetale.

Popolazione pediatrica

Targretin non è raccomandato in età pediatrica (bambini di età < 18 anni).

Targretin contiene una piccola quantità di sorbitolo, pertanto, pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Targretin 75 mg 100 capsule molli in flacone

Effetti di altre sostanze sul bexarotene: non sono stati condotti studi ufficiali per valutare le interazioni di altri medicinali con il bexarotene. Basandosi sul metabolismo ossidativo del bexarotene per l'azione del citocromo P450 3A4 (CYP3A4), la somministrazione concomitante di altri substrati di CYP3A4, quali chetoconazolo, itraconazolo, inibitori della proteasi, claritromicina ed eritromicina, potrebbe teoricamente determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di bexarotene. Inoltre, la somministrazione concomitante di induttori di CYP3A4, quali rifampicina, fenitoina, desametazone o fenobarbitale, è teoricamente in grado di determinare una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di bexarotene.

Si consiglia cautela in caso di associazione con substrati del CYP3A4 aventi un ristretto margine terapeutico, ad es. agenti immunosoppressori (ciclosporina, tacrolimus, sirolimus), nonché citotossici metabolizzati dal CYP3A4, quali ciclofosfamide, etoposide, finasteride, ifosfamide, tamoxifen, alcaloidi della vinca.

Un'analisi di popolazione delle concentrazioni plasmatiche di bexarotene in pazienti con linfoma cutaneo a cellule T, ha messo in evidenza il fatto che la somministrazione concomitante di gemfibrozil portava a notevoli aumenti nella concentrazione plasmatica di bexarotene. Il meccanismo di tale interazione non è noto. In condizioni analoghe, le concentrazioni di bexarotene non sono state influenzate dalla somministrazione concomitante di atorvastatina o di levotiroxina. Si sconsiglia la somministrazione concomitante di gemfibrozil e bexarotene.

Effetti del bexarotene su altre sostanze: esistono indicazioni sulla capacità del bexarotene di indurre l'enzima CYP3A4. La ripetuta somministrazione di bexarotene può quindi innescare un fenomeno di auto-induzione del metabolismo, e in particolare a dosaggi maggiori di 300 mg/m2/die, è in grado di accelerare il metabolismo e ridurre le concentrazioni plasmatiche di altre sostanze metabolizzate dal citocromo P450 3A4, come tamoxifene. Il bexarotene, per esempio, è in grado di ridurre l'efficacia dei contraccettivi orali .

Interazioni in test di laboratorio: in pazienti di sesso femminile affette da tumore ovarico, i dosaggi di CA125 possono aumentare in seguito alla terapia con bexarotene.

Interazioni con alimenti: in tutti gli studi clinici è stato prescritto ai pazienti di assumere Targretin capsule durante i pasti o subito dopo di essi. In uno degli studi clinici i valori dell'AUC e del Cmax per il bexarotene plasmatico sono risultati notevolmente più alti dopo l'assunzione di alimenti contenenti grassi rispetto ai valori ottenuti somministrando una soluzione di glucosio. Giacché i dati sulla sicurezza e sull'efficacia ottenuti dagli studi clinici sono basati sulla somministrazione del farmaco insieme agli alimenti, si consiglia di somministrare Targretin capsule insieme agli alimenti.

Considerato il metabolismo ossidativo del bexarotene per azione del citocromo P450 3A4, il succo di pompelmo può teoricamente portare a un aumento nelle concentrazioni plasmatiche di bexarotene.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Targretin 75 mg 100 capsule molli in flacone

Non sono stati riportati casi clinici di sovradosaggio di Targretin. Ogni sovradosaggio, dovrà essere trattato con provvedimenti di supporto per le manifestazioni e i sintomi riportati dal paziente.

Negli studi clinici, sono state somministrate dosi di bexarotene fino a 1.000 mg/m2/die senza alcun effetto di tossicità acuta. Dosi uniche di 1.500 mg/kg (9.000 mg/m2) e di 720 mg/kg (14.400 mg/m2) rispettivamente nei ratti e nei cani sono state tollerate senza tossicità significativa.


CONSERVAZIONE



Non conservare a temperatura superiore ai 30oC.

Tenere il flacone ben chiuso.






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