Prolastin

06 aprile 2020

Prolastin




Prolastin è un farmaco a base di alfa1-antitripsina, appartenente al gruppo terapeutico Antiemorragici antifibrinolitici. E' commercializzato in Italia da Grifols Italia S.p.A..


Confezioni e formulazioni di Prolastin (alfa1-antitripsina) disponibili e foglietto illustrativo


Seleziona una delle seguenti confezioni di Prolastin (alfa1-antitripsina) per accedere alla scheda relativa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):


A cosa serve Prolastin (alfa1-antitripsina) e perchè si usa


Prolastin è indicato per la terapia cronica sostitutiva in soggetti con carenza congenita di inibitore dell'alfa1-proteinasi (fenotipi PiZZ, PiZ(null), Pi(null)(null) e PiSZ) in relazione ad una compromissione del flusso respiratorio di grado moderato (FEV1 35-60 %) ed alla valutazione del quadro clinico (condizioni di disabilità).



Come usare Prolastin (alfa1-antitripsina): posologia, dosi e modo d'uso


Posologia

Adulti, inclusi gli anziani

Salvo diversa prescrizione, la dose raccomandata di Prolastin di 60 mg/kg di peso corporeo, somministrata per infusione lenta una volta alla settimana (equivalente a 180 ml di soluzione ricostituita per infusione, contenente 25 mg/ml di inibitore dell'alfa1-proteinasi (umano) somministrati ad un paziente di 75 kg di peso) è sufficiente a mantenere il livello sierico di inibitore dell'alfa1-proteinasi costantemente al di sopra degli 80 mg/dl, che corrisponde ad una concentrazione polmonare di 1,3 µM. Teoricamente tali concentrazioni nel siero e nel fluido di rivestimento epiteliale sono considerate protettive contro un ulteriore peggioramento dell'enfisema polmonare.

Popolazione pediatrica

Non c'è esperienza sull'uso di Prolastin nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età.

Modo di somministrazione

La sostanza liofilizzata va portata a contatto con il solvente e in esso disciolta (40 ml di acqua per preparazioni iniettabili) come descritto nel paragrafo 6.6 “Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione“.

La soluzione ricostituita appare limpida od opalescente, incolore o leggermente verde giallognola.

La soluzione ricostituita deve essere somministrata per infusione endovenosa lenta usando un adeguato set d‘infusione. La velocità di infusione non deve superare gli 0,08 ml/kg/min (equivalente a 6 ml/minuto in un paziente di 75 kg di peso).

La soluzione così preparata deve essere utilizzata entro 3 ore dalla sua ricostituzione.

La durata del trattamento è a discrezione del medico curante e non è previsto un limite specifico alla durata del trattamento stesso.

Il trattamento di pazienti con carenza di inibitore dell'alfa1-proteinasi deve essere eseguito o supervisionato da medici con esperienza nella broncopneumopatia cronica ostruttiva.



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Prolastin (alfa1-antitripsina)


Prolastin non deve essere somministrato a soggetti con:

  • deficit selettivo di IgA che possiedano anticorpi anti-IgA, dato che questo può portare a reazioni allergiche incluso lo shock anafilattico;
  • ipersensibilità nota agli inibitori dell'alfa1-proteinasi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.



Prolastin (alfa1-antitripsina) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

Per Prolastin non sono disponibili dati clinici relativi a gravidanze esposte.

Non sono stati eseguiti studi sugli animali. È necessario essere prudenti nel prescrivere il medicinale a donne in stato di gravidanza.

Allattamento

Non è noto se l'inibitore dell'alfa1-proteinasi venga escreto nel latte materno. L'escrezione dell'inibitore dell'alfa1-proteinasi nel latte non è stata studiata negli animali.

La decisione riguardante la continuazione/interruzione dell'allattamento o la continuazione/interruzione della terapia con Prolastin deve essere presa tenendo in considerazione i benefici dell'allattamento per il bambino ed i benefici della terapia con Prolastin per la madre.


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico


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