Soliphen 60 mg 60 compresse divisibili

24 novembre 2020
Prodotti veterinari - Scheda Soliphen 60 mg

Soliphen 60 mg 60 compresse divisibili



TITOLARE:

Laboratoire TVM

CONCESSIONARIO:

Ecuphar Italia S.r.l.

MARCHIO

Soliphen 60 mg

CONFEZIONE

60 compresse divisibili

FORMA FARMACEUTICA
compressa

PRINCIPIO ATTIVO
fenobarbital

GRUPPO TERAPEUTICO
Antiepilettici, Ipnotici Barbiturici

RICETTA
ricetta medica in copia unica non ripetibile

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
11,90 €

INDICAZIONI

A cosa serve Soliphen 60 mg 60 compresse divisibili

prevenzione delle crisi dovute a epilessia generalizzata nel cane.

MODO D'USO

Come si usa Soliphen 60 mg 60 compresse divisibili

per uso orale. La decisione di iniziare la terapia farmacologica antiepilettica con fenobarbital va valutata per ogni singolo caso e dipende da numero, frequenza, durata e gravità delle crisi nel cane. Il dosaggio necessario sarà in parte diverso da individuo a individuo e a seconda della natura e della gravità del disturbo. Il medicinale veterinario va somministrato al cane per via orale, iniziando con una dose di 2-5 mg per kg di peso corporeo al giorno. La dose va divisa e somministrata due volte al giorno. La compressa può essere divisa a metà o in quarti uguali per fornire rispettivamente dosi da 30 mg e da 15 mg. Le compresse devono essere somministrate ogni giorno alla stessa ora per ottenere il buon esito della terapia. Non vengono raggiunte concentrazioni sieriche costanti prima che siano trascorse 1-2 settimane dall'inizio del trattamento. Il pieno effetto del medicinale non si manifesta per due settimane e le dosi non vanno aumentate durante questo periodo. Se le crisi epilettiche non sono controllate, il dosaggio può essere aumentato del 20% alla volta, abbinandovi il monitoraggio dei livelli di fenobarbital nel siero. La concentrazione sierica del fenobarbital può essere controllata dopo che è diventata costante, e nel caso in cui sia inferiore a 15 µg/ml la dose può essere adeguata di conseguenza. Se le crisi epilettiche si ripresentano la dose può essere aumentata fino a raggiungere una concentrazione massima di 45 µg/ml. Concentrazioni plasmatiche elevate possono essere associate a epatotossicità. È possibile eseguire nella stessa ora il prelievo di campioni ematici per determinare la concentrazione plasmatica del fenobarbital preferibilmente durante i livelli più bassi, poco prima della somministrazione della dose successiva di fenobarbital. Se non viene instaurata una prevenzione soddisfacente delle crisi epilettiche e se la concentrazione massima è di circa 40 µg/ml, la diagnosi va riconsiderata e/o va aggiunto al protocollo terapeutico un secondo agente antiepilettico (come i bromuri). Le concentrazioni plasmatiche vanno interpretate congiuntamente alla risposta osservata alla terapia e a una valutazione clinica completa che comprenda il monitoraggio per rilevare eventuali evidenze di effetti tossici in ciascun animale.

AVVERTENZE

la decisione di iniziare la terapia farmacologica antiepilettica con fenobarbital va valutata per ogni singolo caso e dipende da numero, frequenza, durata e gravità delle crisi nel cane. Alcuni cani non hanno crisi epilettiche durante il trattamento, ma alcuni cani mostrano solo una riduzione delle crisi e altri sono considerati non-responder.
Precauzioni speciali per l'impiego negli animali: la sospensione della terapia con fenobarbital o il passaggio verso o da un altro tipo di terapia antiepilettica vanno effettuati gradualmente per evitare di accelerare incrementi della frequenza delle crisi. Si raccomanda di fare attenzione in animali con funzionalità renale compromessa, ipovolemia, anemia e disfunzioni cardiache o respiratorie. Prima di iniziare il trattamento si deve procedere al monitoraggio dei parametri epatici. È possibile diminuire o ritardare la possibilità di effetti indesiderati epatotossici usando una dose efficace che sia la minore possibile. Il monitoraggio dei parametri epatici è raccomandato in caso di terapia prolungata. Si raccomanda di valutare la patologia clinica del paziente 2-3 settimane dopo l'inizio del trattamento e in seguito ogni 4-6 mesi, ad es. misurazione degli enzimi epatici e degli acidi biliari nel siero. È importante sapere che gli effetti dell'ipossia possono determinare livelli aumentati di enzimi epatici dopo una crisi epilettica. Il fenobarbital può incrementare l'attività della fosfatasi alcalina sierica e delle transaminasi. Queste possono mostrare alterazioni non patologiche, ma potrebbero anche rappresentare epatotossicità, quindi si raccomanda di effettuare le analisi della funzionalità epatica. L'aumento dei valori degli enzimi epatici potrebbe non rendere sempre necessaria una riduzione della dose di fenobarbital se gli acidi biliari nel siero hanno valori che rientrano nel range di normalità. Alla luce di referti isolati che descrivono epatotossicità associata alla terapia combinata con anticonvulsivanti, si raccomanda di: valutare la funzionalità epatica prima dell'inizio della terapia (ad es. misurazione degli acidi biliari nel siero); monitorare le concentrazioni sieriche terapeutiche di fenobarbital per consentire l'uso della minor dose efficace. Di norma, concentrazioni di 15-45 µg/ml sono efficaci nel controllo dell'epilessia; ricontrollare regolarmente la funzionalità epatica (ogni 6-12 mesi); ricontrollare regolarmente l'attività delle crisi epilettiche.



Data ultimo aggiornamento scheda: 03/11/2020

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico




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