Test rapidi antigenici, sono efficaci nel rilevare i positivi?

04 maggio 2021
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Test rapidi antigenici, sono efficaci nel rilevare i positivi?


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Secondo un aggiornamento della revisione Cochrane sulla valutazione dei test rapidi per il rilevamento dell'infezione da SARS-CoV-2, i test rapidi antigenici riescono meglio a identificare correttamente i casi di COVID-19 nelle persone con sintomi rispetto a quelle senza sintomi. «La nostra revisione mostra che alcuni test antigenici possono essere utili in ambienti sanitari in cui si sospetta COVID-19 in persone con sintomi. Questi test non sembrano funzionare altrettanto bene nelle persone che non hanno sintomi» afferma Jac Dinnes, della University of Birmingham, co-autore della revisione. Sono disponibili due tipi di test rapidi da utilizzare presso i point-of-care, che utilizzano campioni da naso o gola. I test antigenici identificano le proteine del virus e sono disponibili in cassette di plastica usa e getta simili ai test di gravidanza, con risultati disponibili entro 30 minuti. I test molecolari rilevano invece il materiale genetico del virus, tramite analizzatori desktop o piccoli dispositivi portatili, con risultati che sono abitualmente disponibili dopo un periodo che va da 30 minuti a due ore.

Accuratezza dei test


Per capire quanto siano accurati questi test nelle persone con sintomi e in quelle senza sintomi gli esperti Cochrane hanno rivisto gli studi che misuravano l'accuratezza di qualsiasi test point-of-care utilizzato negli ospedali o in comunità in confronto con il test di laboratorio standard, RT-PCR, per rilevare un'infezione da SARS-CoV-2 in corso. La prima versione di questa revisione, pubblicata nell'agosto 2020, comprendeva 22 studi, mentre quella attuale ne comprende ben 64, provenienti per la maggior parte dall'Europa e dagli Stati Uniti. Solo tre studi erano effettuati esclusivamente su persone senza sintomi, e oltre la metà degli studi sul test antigenico includeva campioni di persone sottoposte a test in comunità. Gli studi sui test molecolari, invece, sono stati condotti principalmente in laboratorio.

Risultati dei test


Ebbene, gli esperti hanno scoperto che i test antigenici hanno identificato come infetto in media il 72% delle persone che avevano infezione e mostrava sintomi; i test hanno funzionato meglio nella prima settimana dopo l'inizio dei sintomi, quando hanno identificato il 78% delle persone che avevano la malattia. Nelle persone senza sintomi, invece, i test antigenici hanno identificato in media correttamente il 58% di coloro che erano stati infettati. I test antigenici hanno escluso correttamente l'infezione nel 99,5% delle persone non infette con sintomi simili a COVID-19 e nel 98,9% delle persone non infette senza sintomi.
La percentuale di persone infettate che sono state identificate correttamente è risultata variabile a seconda dei marchi del test e dipendeva anche dal fatto che venissero seguite le istruzioni dei produttori. «Tutti i test antigenici purtroppo non riusciranno a identificare alcune persone con infezione, quindi è importante informare chi riceve un risultato negativo del test che potrebbe comunque essere infetto» concludono gli autori.

Fonte: Doctor33

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