Covid-19, individuato un anticorpo monoclonale efficace per le varianti

06 settembre 2021
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Covid-19, individuato un anticorpo monoclonale efficace per le varianti



Individuato un anticorpo monoclonale altamente protettivo a basse dosi contro un'ampia gamma di varianti virali di Covid-19


In uno studio pubblicato su Immunity, un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis ha descritto un anticorpo monoclonale altamente protettivo a basse dosi contro un'ampia gamma di varianti virali di Covid-19. «L'anticorpo si lega a una parte del virus che differisce poco tra le varianti» afferma l'autore senior Michael Diamond.

Gli anticorpi impediscono alla proteina spike del virus di attaccarsi alle cellule. Molte varianti virali, però, hanno acquisito mutazioni che consentono loro di eludere alcuni anticorpi generati contro la versione originale di Sars-CoV-2. Per trovare anticorpi neutralizzanti funzionanti contro un'ampia gamma di varianti, i ricercatori hanno immunizzato i topi con una parte chiave della proteina spike nota come dominio di legame al recettore. Quindi, hanno estratto le cellule che producono anticorpi e hanno ottenuto 43 anticorpi in grado di riconoscere il dominio di legame del recettore. Hanno poi esaminato i 43 anticorpi misurando la loro efficacia nell'impedire alla variante originale di Sars-CoV-2 di infettare le cellule in vitro. Nove dei più potenti anticorpi neutralizzanti sono stati testati sui topi per vedere se potessero proteggere dalla malattia gli animali infettati da Sars-CoV-2.

Gli esperti hanno quindi selezionato i due anticorpi più efficaci e li hanno messi alla prova con un pannello di varianti virali. L'anticorpo SARS2-38 ha neutralizzato facilmente tutte le varianti. Inoltre, una versione umanizzata di SARS2-38 ha protetto i topi contro le malattie causate da due varianti, kappa e beta, quest'ultima notoriamente resistente agli anticorpi. Ulteriori esperimenti hanno individuato il punto preciso sulla proteina spike riconosciuta dall'anticorpo e hanno identificato due mutazioni in quel punto che potrebbero, in linea di principio, impedire all'anticorpo di funzionare. Tuttavia, queste mutazioni sono estremamente rare nel mondo reale. «Questo anticorpo si lega a un punto unico sulla proteina spike che non è un target di altri anticorpi in fase di sviluppo. È ottimo per la terapia combinata. Potremmo iniziare a pensare di combinare questo anticorpo con un altro che si lega da qualche altra parte per creare una terapia combinata a cui sarebbe molto difficile resistere per il virus» concludono gli esperti.

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