Covid-19, bambini e adolescenti: picco di psicofarmaci

28 settembre 2021
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Covid-19, bambini e adolescenti: picco di psicofarmaci



Nell'anno della pandemia Covid-19 sono diminuite di circa il 30% le prescrizioni di farmaci e il numero di confezioni prescritte a bambini e adolescenti rispetto all'anno precedente, con una forte riduzione dei consumi di antibiotici (amoxicillina/acido clavulanico -47,1%), mentre sono in crescita i farmaci del sistema nervoso centrale che "si collocano al terzo posto tra i farmaci più prescritti". I dati sul consumo di farmaci nella popolazione pediatrica emergono dal Rapporto nazionale 2020 sull'uso dei farmaci in Italia, realizzato dall'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (Osmed) dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, presentato nei giorni scorsi.

Effettuate 12,6 milioni di prescrizioni per la popolazione pediatrica


Nel 2020 sono state effettuate 12,6 milioni di prescrizioni di farmaci per la popolazione pediatrica, per un totale di circa 13 milioni di confezioni (circa 1,4 confezioni per utilizzatore) e una spesa di 202,7 milioni di euro (21,2 euro pro capite e 59,5 per utilizzatore). Rispetto all'anno precedente si è rilevato ovviamente un consistente decremento della spesa pro capite (-24,9%). A livello regionale si riscontra una marcata variabilità nel ricorso ai farmaci in età pediatrica, con un livello di prevalenza d'uso che varia dal 26% nella Provincia autonoma di Bolzano al 46% in Abruzzo. Tra i primi 30 principi attivi a maggior consumo nella popolazione pediatrica per l'anno 2020 se ne trovano 11 appartenenti alla categoria dei farmaci dell'apparato respiratorio, 8 antibiotici, 4 nella categoria degli ormoni (esclusi quelli sessuali), 3 del sistema nervoso centrale (antiepilettici), 3 appartenenti alla categoria dei farmaci del tratto gastrointestinale e uno appartenente alla categoria degli antiparassitari, insetticidi e repellenti.

Antibiotici in calo. Amoxicillina/acido clavulanico il più prescritto


Nell'anno della pandemia oltre 3,4 milioni di bambini e adolescenti hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica, il 35,7% della popolazione pediatrica generale (con una prevalenza leggermente maggiore nei maschi rispetto alle femmine, 36,7% contro 34,7%), e il 46,4% nella fascia di età prescolare (1-5 anni). E si osserva, spiegano gli autori del report, un numero di prescrizioni e confezioni prescritte "fortemente ridotto rispetto all'anno precedente". Si parla di un -32,7% nelle prescrizioni e -32,9% nel numero di confezioni prescritte. Uno degli "effetti pandemia", commentano gli autori in relazione ai farmaci più prescritti: "Gli antibiotici per uso sistemico si confermano i farmaci a maggior consumo, seguiti da quelli per l'apparato respiratorio, sebbene per entrambe le categorie sia possibile osservare una riduzione delle prescrizioni rispetto all'anno precedente, verosimilmente per effetto dell'emergenza sanitaria da Covid-19". Queste due categorie fanno rilevare un calo di prescrizioni rispettivamente del 46,4% e 31%. In particolare, per gli antibiotici per uso sistemico si contano 475,6 prescrizioni per 1.000 bambini, con l'associazione amoxicillina/acido clavulanico come il farmaco più prescritto della categoria anche se, anche antibiotico registra valori nettamente inferiori rispetto al 2019 (-47,1%), in analogia a tutti gli altri farmaci della categoria. Nonostante la forte riduzione dei consumi, nella popolazione pediatrica italiana si conferma il primo posto di questa associazione tra i primi 30 principi attivi a maggior consumo anche nel 2020, mentre l'amoxicillina, che sarebbe l'antibiotico di prima scelta nel trattamento delle infezioni pediatriche più comuni secondo le linee guida (e pertanto da preferirsi all'associazione con acido clavulanico), si colloca al secondo posto pur facendo registrare una delle riduzioni maggiori nei consumi (-53,5%).

In crescita prescrizione psicofarmaci

Tendenza diversa, in crescita rispetto all'anno scorso, per i farmaci del sistema nervoso centrale: "si collocano al terzo posto tra i farmaci più prescritti, con un consumo pari al 10,7% del totale, registrando, contrariamente alle precedenti due categorie, un aumento del 4,2% rispetto al 2019". Nel 2020, afferma l'Osmed, la prevalenza d'uso degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica è stata pari allo 0,3%, con un tasso di prescrizione di 28,2 per 1.000 bambini, in aumento dell'11,6% rispetto all'anno precedente. Ma questi medicinali hanno rappresentato comunque solo 0,6% del totale del consumo di farmaci in età pediatrica. Il ricorso agli psicofarmaci presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12-17 anni, nella quale si registrano un tasso di prescrizione di 65 per 1.000 bambini e una prevalenza dello 0,71%.
Analizzando le prescrizioni per sottocategoria di farmaci, la prevalenza d'uso maggiore si osserva per gli antipsicotici (0,19%), con un numero di confezioni pari a 15,7 per 1.000 bambini, a cui seguono gli antidepressivi, con una prevalenza d'uso dello 0,14% e la prescrizione di 8,1 confezioni per 1.000 bambini, e i farmaci per l'Adhd (metilfenidato e atomoxetina), con una prevalenza pari a 0,06% e una prescrizione di 4,4 confezioni per 1.000 bambini. Gli antipsicotici sono i farmaci che registrano l'aumento maggiore delle prescrizioni (+17,2%) rispetto all'anno precedente. In Italia la prevalenza d'uso di questi farmaci nei pazienti pediatrici "è molto bassa" (circa il 3‰), ma superiore rispetto ai dati osservati nel 2011 (1,76‰) in uno studio multiregionale condotto su un campione che tuttavia copriva solo la metà della popolazione pediatrica italiana.

Fonte: Doctor33

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