Covid-19, i bambini trasmettono il virus?

13 novembre 2021
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Covid-19, i bambini trasmettono il virus?



Il possibile ruolo dei bambini nella trasmissione di SARS-CoV-2 potrebbe essere maggiore di quanto precedentemente ipotizzato


Il possibile ruolo dei bambini nella trasmissione di SARS-CoV-2 potrebbe essere maggiore di quanto precedentemente ipotizzato. A dirlo è uno studio pubblicato su Jama Network Open condotto in una scuola primaria di Liège, in Belgio, che ha coinvolto bambini, personale scolastico e genitori. Gli autori hanno scoperto che, nonostante diverse misure di mitigazione, l'incidenza di COVID-19 tra i più piccoli era paragonabile a quella osservata tra gli adulti.

In particolare, allo studio, condotto tra il 21 settembre e il 31 dicembre 2020, hanno partecipato 181 volontari, di cui 63 bambini tra i 5 e i 13 anni (età media 8,6 anni). Il test per il SARS-CoV-2 è stato eseguito ogni settimana per 15 settimane servendosi di un campione di lavaggio boccale (a seguito di gargarismi). Se positivi, i partecipanti dovevano, oltre che isolarsi, completare un questionario mirato a determinare il tempo di insorgenza dei sintomi e la loro durata.

I ricercatori hanno inoltre eseguito il sequenziamento genetico del virus. In totale, 45 individui, tra i quali 13 bambini, sono risultati positivi all'infezione. Rispetto agli adulti, i bambini erano più spesso asintomatici e avevano una durata mediana dei sintomi minore. «Poiché avevamo dati completi in merito ai tempi di insorgenza dei sintomi e al tracciamento dei contatti, nonché sulle sequenze di SARS-CoV-2, siamo stati in grado di ricostruire gli alberi di trasmissione.

Abbiamo osservato che la maggior parte delle trasmissioni si è verificata tra insegnanti o dipendenti e tra bambini all'interno della scuola, con la propagazione dai bambini ai loro genitori e dagli insegnanti ai loro partner all'interno delle famiglie» affermano i ricercatori, i quali spiegano come alcuni dati suggeriscano che la maggior parte delle trasmissioni avvenute nei nuclei familiari possa aver avuto origine da qualcuno che ha contratto l'infezione a scuola. Questo è avvenuto nonostante l'implementazione nel tempo di misure di mitigazione, sebbene ai bambini non fosse richiesto l'uso di mascherine e il distanziamento e le attività extrascolastiche fossero permesse. «Il nostro studio suggerisce che andrebbero considerate misure aggiuntive per ridurre la trasmissione di SARS-CoV-2 a scuola.

Le misure di mitigazione quali test, tracciamento dei contatti e isolamento dovrebbero essere rafforzate in modo che le scuole possano continuare a rimanere aperte e i bambini e il personale siano al sicuro» scrivono i ricercatori. «Il possibile ruolo delle scuole nella trasmissione di SARS-CoV-2 dovrebbe essere incluso anche nel dibattito riguardo le strategie di vaccinazione, in particolare quelle relative ai bambini» concludono.

Fonte: Doctor33

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