Covid-19, per gli anziani cure domiciliari e telemedicina

04 febbraio 2022
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Covid-19, per gli anziani cure domiciliari e telemedicina



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Migliorare l'assistenza a lungo termine degli anziani


Dopo due anni ad alto rischio, nei quali gli anziani hanno pagato il prezzo più alto, si può ora guardare al futuro con maggiore serenità dal momento che la maggioranza degli over 70 è ben protetta grazie al 92% della copertura vaccinale. Lo sottolineano gli esperti della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), tracciando un bilancio su come è cambiata la vita degli anziani a due anni da quel 30 gennaio, in cui venivano diagnosticati i primi due casi di Covid-19 nel nostro Paese su una coppia di turisti cinesi. «Oggi l'età media dei ricoverati in reparti ordinari e di terapia intensiva sta scendendo e gli over 65, pur restando soggetti fragili e a rischio a causa dell'età e della frequente compresenza di più patologie, grazie alle vaccinazioni sono ben protetti dalle conseguenze più gravi del contagio - osserva Francesco Landi, presidente SIGG -. A oggi il 92,4% degli over 70 ha completato il ciclo vaccinale, inoltre le nuove regole per l'accesso alle RSA, che richiedono il green pass rafforzato, hanno messo in sicurezza anche i più fragili fra gli anziani. Resta tuttavia da raggiungere con il vaccino il 5,6% degli over 70, oltre 500.000 persone che sono ad altissimo rischio in caso di contagio, e dobbiamo trovare una nuova normalità per tutti gli anziani, fatta di minor isolamento e socialità in sicurezza», precisa Landi.

L'isolamento da una parte riduce il livello di attività fisica con conseguenze negative soprattutto per chi soffre di patologie come osteoporosi, artrosi, malattie neurologiche come il Parkinson, diabete, malattie cardiovascolari; dall'altra peggiora il tono dell'umore e la performance cognitiva, con ripercussioni sul benessere emotivo perché l'anziano può percepire più acutamente la perdita di contatti sociali dovuta alle rinunce imposte dalla pandemia, da un pranzo in famiglia a una visita dei nipotini.
È perciò fondamentale, ora, fare in modo che gli anziani possano tornare all'attività fisica e alla socialità pur nel rispetto delle regole che ne tutelino la sicurezza, perché proprio movimento e relazioni sono i 'farmaci' che assieme ai vaccini potranno consentirci di uscire dalla pandemia.

Il progetto GeroCovid SIGG, nato per capire l'impatto della pandemia nelle RSA tenendo conto di numerosi indicatori organizzativi e di salute, sta costituendo un valido aiuto in questo senso perché sta indicando con chiarezza i punti di forza e di debolezza del sistema, su cui agire non solo perché non si ripetano gli errori della primavera di due anni fa, ma anche per migliorare l'assistenza a lungo termine degli anziani. «Dovremo tuttavia ripensare l'intero sistema dell'assistenza - prosegue Landi - perché sia finalmente adeguato alle reali esigenze degli anziani, per esempio aumentando l'offerta di servizi a domicilio oppure in strutture intermedie che possano ridurre l'istituzionalizzazione dopo eventi acuti, riattivando percorsi di cura ambulatoriali e di Day Hospital, ma anche promuovendo la formazione in geriatria in medicina e nelle professioni sanitarie». Il PNRR prevede tutto questo, dalla riorganizzazione dei servizi territoriali e delle cure domiciliari al potenziamento delle strutture deputate alla riabilitazione per il recupero delle funzionalità residue, fino a una 'anagrafe' degli anziani più fragili da poter raggiungere con la telemedicina e in rete con i medici di famiglia.

Rossella Gemma

Fonte: Doctor33



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