17 agosto 2025
Lamotrigina – aumento della salivazione.
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18 gennaio 2025
Lamotrigina – aumento della salivazione.
Buongiorno Vorrei sapere se l'assunzione di lamotrigina (75mg/die) possa causare aumento della salivazione. Da circa tre anni sto seguendo una terapia a base di lamotrigina a seguito di una diagnosi (non formalizzata) di disturbo bipolare formulata da un dottore psichiatra. In particolare, assumo 25 grammi al mattino e 50 milligrammi alla sera. Da subito ho notato un anomalo aumento della salivazione, confermato dagli esami del sangue che hanno denotato un notevole incremento dei livelli di amilasi e lipasi Nonostante abbia immediatamente comunicato allo specialista che mi seguiva (e che tuttora mi segue) tale circostanza, lo stesso ha escluso che tale sintomo fosse riconducibile al farmaco. Ho condotto altri accertamenti, sotto il profilo gnatologico e neurologico, che hanno escluso che tale sintomo possa essere ricondotto a tali ambiti della medicina. Si può escludere in modo assoluto che l'aumento della salivazione (che rappresenta un notevole disturbo, che influisce tra l'altro sui miei rapporti sociali) possa essere collegato all'assunzione di lamotrigina ? Grazie.Risposta del 17 agosto 2025
Risposta a cura di:
Dott. FEDERICO BARANZINI
Buongiorno, il tema dell’ipersalivazione durante terapia con lamotrigina è poco discusso ma di rilevo, soprattutto perché, come nel suo caso, può avere un impatto concreto sulla qualità della vita e sulle relazioni sociali. Lei ci riferisce di assumere lamotrigina 75 mg/die da circa tre anni, per una diagnosi ipotetica di disturbo bipolare, e che fin dall’inizio della terapia ha notato un aumento marcato della salivazione, accompagnato da valori elevati di amilasi e lipasi. Nonostante abbia esplorato altre possibili cause, e abbia riferito il sintomo allo specialista, questo è stato ritenuto improbabile come effetto collaterale del farmaco. La letteratura e la pratica clinica ci dicono che l’ipersalivazione non è tra gli effetti più comuni della lamotrigina, che tende anzi, più spesso, a causare secchezza delle fauci. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi, può manifestarsi anche l’effetto opposto, soprattutto in soggetti particolarmente sensibili o con una risposta farmacologica atipica. Non è quindi possibile escludere del tutto una correlazione, specie se il sintomo è comparso con l’inizio del trattamento e persiste nel tempo. Se ha già escluso altre cause di tipo neurologico, gnatologico o sistemico, potrebbe essere utile, in accordo con il suo specialista, valutare un periodo di sospensione controllata della lamotrigina (ove clinicamente fattibile), per verificare se si osserva una riduzione del sintomo. In alternativa, si può prendere in considerazione la modifica della terapia stabilizzante dell’umore. Nel frattempo, per contenere il disturbo, esistono alcuni interventi sintomatici locali che possono offrire un sollievo parziale: -uso di pastiglie a base di limone o sostanze astringenti che stimolano la deglutizione; -collutori a base antisettica o lievemente anticolinergica, da valutare con il dentista; Tra le opzioni farmacologiche sintomatiche, potrebbe essere interessante valutare, sempre con lo psichiatra, l’impiego di basse dosi di amitriptilina (ad esempio 5-10 gocce la sera). Si tratta di un antidepressivo triciclico che, grazie alle sue proprietà anticolinergiche, è in grado di ridurre la secrezione salivare. Ho avuto modo di utilizzare questa soluzione in casi clinici simili, con buoni risultati, soprattutto nei pazienti che presentavano un’ipersalivazione modesta ma persistente, e senza rilevanti effetti collaterali. Ovviamente ogni proposta va valutata attentamente rispetto alla sua storia clinica globale, ai farmaci assunti e al profilo di tollerabilità. Spero che queste indicazioni possano esserle utili per affrontare più serenamente il problema. Cordiali saluti, Federico Baranzini Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano

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