Osteocondrosi dell'astragalo

17 ottobre 2018

Osteocondrosi dell'astragalo




10 ottobre 2018

Osteocondrosi dell'astragalo

Il 31 luglio prendevo una storta alla caviglia dx e nel corso dei mesi sono venute fuori delle complicanze.
A oggi, dopo un mese di magnetoterapia, laser, tekar, kinesi attiva e passiva il dolore è andato un po’ migliorando tanto da lasciare le canadesi ma ancora tendo ad avere fastidio nel momento di carico nel movimento finale del passo.
Oggi ho ritirato il referto della RM: in corrispondenza del profilo articolare con la tibia dell’astragalo, si segnala alterazione focale con interruzione dell corticale e coinvolgimento della spongiosa subcondrale, attualmente priva di significativa componente edemigena; il reperto appare verosibilmente attribuibile ad esiti post traumatici recenti in possibile evoluzione osteocondritica. Si associa minima quota fluida peri e retroastragalica. Sostanziale integrità dei legamenti peroneo astragalici e dei legamenti del comparto mediale. Normali i tendini di Achille e tibiale anteriore. Normali i tendini peronei e gli estensori. Conservati i rapporti articolari. Regolare la fascia plantare.
Cosa significa? Posso continuare con le terapie o devo procedere con altre vite tipo la chirurgia? Ho 33 anni e vorrei tornare a camminare.

Risposta del 17 ottobre 2018

Risposta a cura di:
Dott. ENRICO PELILLI


La storia clinica è suggestiva per un trauma distorsivo che ha interessato soprattutto l'articolazione astragalo-calcaneare. Non sono rare le sindromi dolorose in tale sede, di tipo algodistrofico.
Il trattamento di tale sindrome, nota come sindrome dolorosa del seno del tarso, spesso si giova di trattamento locale con infiltrazione di cortisonico.
In casi resistenti si può associare a tale trattamento l'immobilizzazione in gambaletto gessato o tutore similiare, per una ventina di giorni

Dott. Enrico Pelilli
Casa di cura convenzionata
Casa di cura privata
Specialista attività privata
Specialista in Ortopedia e traumatologia
TORINO (TO)

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