Esercizio fisico e diabete: lo sport come medicina

01 marzo 2013

Interviste

Esercizio fisico e diabete: lo sport come medicina



ginnastica


Sono sempre più numerosi gli studi che indicano che l'esercizio fisico funziona come una vera e propria medicina anti-diabete. Pierpaolo De Feo, associato di Endocrinologia presso l'università di Perugia ed esperto della Società italiana di diabetologia, illustra le regole cardine per prescrivere ed esercitare la giusta dose di attività fisica.


Prevenire e curare il diabete muovendosi, si può?
Il miglioramento dello stile di vita, inteso come sana alimentazione e regolare attività fisica, comporta una riduzione del 50-60% del rischio di comparsa di diabete in persone ad alto rischio, cioè in quelle che già presentano un'alterazione dell'intolleranza ai carboidrati. Il Diabetes prevention study, un ampio studio finlandese, dimostra che per prevenire il diabete è sufficiente camminare 150 minuti alla settimana. E anche nei pazienti con diabete di tipo 2 l'attività fisica migliora il controllo glicemico e riduce il rischio per malattia cardiovascolare, lo dimostrano anche due studi italiani, uno dell'università di Perugia e l'altro dell'università La Sapienza di Roma.


Quale tipo di esercizio fisico è più adatto?
L'esercizio aerobico, come camminare a passo svelto, corsa, bicicletta, sci da fondo, serve a ridurre il peso, in particolare la massa grassa addominale, migliora l'efficienza del sistema cardiovascolare, il controllo metabolico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare. L'esercizio di resistenza, come il sollevamento pesi o gli esercizi con bande elastiche, serve ad aumentare la forza muscolare e quindi a prevenire infortuni e cadute, ad aumentare la massa muscolare e di conseguenza il metabolismo basale, cioè la spesa energetica a riposo e a ridurre la glicemia. In sintesi, la tipologia di allenamento deve essere mista e maggiore è il volume dell'esercizio fisico, maggiore sarà la riduzione della glicemia. Per quanto riguarda la prevenzione la strategia più semplice sta nello sfruttare tutte le occasioni utili ad aumentare il dispendio energetico, ad esempio camminando e facendo le scale in ogni occasione possibile.


L'intensità e la frequenza vanno prescritte su misura del paziente?
Per tutti vale la regola che si deve iniziare con gradualità possibilmente dopo una valutazione specialistica e pianificare il programma di esercizio fisico con il supporto del medico e del laureato in Scienze Motorie. Questo per dare tempo all'apparato muscolo scheletrico di adeguarsi e poi incrementare l'intensità ed il volume in modo graduale. La frequenza minima di esercizio fisico che comporta benefici nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 è di due sedute settimanali, distribuite ad intervalli omogenei. Infine il dispendio energetico deve essere pari a quello ottenuto con almeno 150 minuti di esercizio alla settimana (ad esempio trenta minuti per 5 giorni alla settimana).


Ci sono delle controindicazioni specifiche per i diabetici?
Alcune patologie associate al diabete e all'obesità possono limitare alcuni tipi di esercizio; in questi casi la ginnastica in acqua o l'uso di alcuni ergometri (ad esempio ergometro a braccia per chi problemi di artrosi dell'anca o del ginocchio) possono supplire a deficit funzionali o patologie osteo-articolari. A parte queste precauzioni l'esercizio fisico, può essere praticato, dopo valutazione medica di idoneità, a tutte le età. Non è mai troppo tardi, perché i sistemi cardiovascolare e muscolo-scheletrico, se stimolati correttamente, hanno sempre margini di miglioramento.


Alcune persone con diabete hanno paura di incorrere in una crisi ipoglicemica facendo esercizio fisico. È un pericolo reale?
Il rischio che un'attività fisica personalizzata possa indurre ipoglicemia in persone con diabete tipo 2 è solitamente trascurabile. Farmaci come la metformina e le incretine, soprattutto se non associati a farmaci ipoglicemizzanti, non aumentano il rischio di ipoglicemia anche a fronte di un aumento dell'attività fisica. Il rischio aumenta, invece, in quei soggetti che assumono sulfoniluree o insulina. Questi pazienti devono controllare la glicemia ogni 30-60 minuti durante la seduta di allenamento per poter introdurre zuccheri semplici quando necessario.



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