Dormire poco fa male

01 aprile 2018

News

Dormire poco fa male


Contrariamente a quanto spesso si crede il sonno non è una esigenza alla quale sia possibile rinunciare. E nemmeno una esperienza che è possibile negoziare, contraendo le ore a esso dedicate a proprio piacimento. Al contrario, il sonno rappresenta un custode della buona salute. Complici le abitudini della società attuale, i disturbi del sonno sono sempre più diffusi. Ma ogni alterazione del ritmo sonno-veglia e dell'orologio biologico interno si ripercuote su altre funzioni fisiologiche fondamentali come i livelli ormonali, la temperatura corporea, la pressione arteriosa, il tono dell'umore e il metabolismo energetico.

Che dormire poco faccia male alla salute è dimostrato da studi recenti attraverso i quali è stato appurato il legame tra disturbi del sonno e malattie  come ipertensione e diabete di tipo II: le persone affette da disturbi del sonno infatti hanno un rischio di ipertensione arteriosa più alto del 300-500% rispetto a soggetti non insonni (indipendentemente da età, indice di massa corporea, diabete, consumo di alcool e fumo). Circa 4 pazienti diabetici su 5  e 2 pazienti ipertesi su 5  presentano sintomi di insonnia.

"Associata ai disturbi del sonno, all'ipertensione e al diabete, vi è spesso una ridotta produzione di melatonina, un ormone naturale prodotto nella ghiandola pineale che regola i ritmi circadiani e il funzionamento corretto dell'orologio biologico interno nell'arco delle 24 ore" afferma Lino Nobili, Responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale Niguarda di Milano . "Oltre ad intervenire sul ritmo sonno-veglia, infatti la melatonina ha un'azione diretta nella regolazione del metabolismo energetico e del glucosio nell'arco delle 24-h. Inoltre, agendo sui ritmi circadiani e conseguentemente sulla pressione arteriosa, può influenzare anche il sistema cardiovascolare".

In generale i disturbi del sonno non andrebbero mai sottovalutati e sarebbe opportuno rivolgersi al medico di famiglia per un consiglio su come gestire la situazione. Oltre a specifiche terapie farmacologiche, il primo rimedio passa dall' analisi delle abitudini della persona e dalla modifica dei comportamenti scorretti per arrivare  a praticare una corretta igiene del sonno.

Abitudini per favorire il sonno

• evitare il fumo. La nicotina infatti ha con effetti eccitanti sul sistema nervoso centrale

• ridurre il consumo giornaliero di caffè o di altre bevande energetiche a base di caffeina, da non assumere soprattutto nelle ore serali

• l'alcol ha un effetto sedativo ma, poiché viene eliminato velocemente, lascia uno stato di ipereccitabilità che può favorire risvegli notturni. Sconsigliato il consumo prima di coricarsi

• usare il letto solo per riposare, evitando di passarvi tempo per guardare la tv, lavorare al pc o studiare

• Limitare il più possibile l'uso di dispositivi digitali prima di coricarsi, in quanto causano uno stato di eccitazione

• andare a dormire e svegliarsi a orari il più possibile regolari

• limitare il sonno del mattino e i pisolini durante il giorno, anche se la notte si è dormito poco.

• alimenti che contengono triptofano, come latte e derivati, frutta e verdura sono amici del sonno. Il triptofano è un aminoacido che serve per sintetizzare la serotonina, ormone che  tra le altre sue funzioni, regola i ritmi circadiani, sincronizzando il ciclo sonno-veglia.

Stefania Cifani



Notizie e aggiornamenti:

Vedi anche:


Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su FacebookSeguici su Youtube