Ansia

07 agosto 2020

Ansia: cause, sintomi e cure


Indice


Definizione


Ansia: definizione e generalità


I disturbi d'ansia rappresentano il disturbo psico-patologico più frequente sia in età adulta sia in età infantile; infatti è stato stimato che più del 20% della popolazione ha sofferto almeno una volta di un disturbo d'ansia nel corso della vita.

Il disturbo d'ansia generalizzato è definito come la presenza di ansia e preoccupazione eccessiva per eventi o attività presente per la maggior parte dei giorni nell'arco di almeno sei mesi.*

Cause: fattori psicologici e basi biologiche


L'eziopatogenesi dei disturbi d'ansia non è ancora esattamente stabilita e si ipotizza che fattori ereditari, chimico-metabolici e psicologici, concorrano al suo sviluppo. Appare però acclarato il ruolo chiave che giocano alcuni neurotrasmettitori (noradrenalina, GABA e serotonina) presenti soprattutto in alcune aree cerebrali quali l'amigdala, preposte alle dinamiche di codifica della paura.

Parimenti il ruolo di fattori psicologici è stato sottolineato in studi condotti su gemelli, che hanno attribuito l'insorgenza degli attacchi di panico a traumi da separazione subiti durante l'infanzia.

Le cause dell'ansia possono essere molteplici. Da una parte ci sono i fattori psicologici e caratteriali: quando la risposta agli stress, come la rottura di relazioni importanti o eventi che mettono in pericolo la vita, è inadeguata o si è sopraffatti dagli eventi, può insorgere un disturbo d'ansia. Questo vale per la depressione (è difficile essere allegri se muore il gatto) e a maggior ragione per l'ansia. Se si è alla vigilia di un esame o di una competizione, essere ansioso è normale. E questo è un "modo normale". Se però si comincia a preoccuparsi con mesi di anticipo rispetto alla data dell'esame, e magari l'ansia assume forme che impediscono le attività quotidiane, ha senso parlare di disturbo d'ansia.
Studi retrospettivi hanno dimostrato che i bambini molto repressi, che sviluppano inibizioni nei confronti di alcuni comportamenti per altri versi normali (l'ira, la paura) sono più propensi a sviluppare i disturbi d'ansia, o anche la depressione.
Un secondo schema di spiegazione punta invece alle basi biologiche. È stata infatti ipotizzata la presenza di uno squilibrio nel funzionamento di vari sistemi di neurotrasmettitori (soprattutto i sistemi noradrenergico, serotoninergico e gabaergico). Questo squilibrio favorirebbe una risposta scorretta e inappropriata davanti a stimoli potenzialmente pericolosi.
Infatti le risposte di paura ed eccitazione hanno ben precisi meccanismi fisici, in cui sono coinvolte sia particolari aree del cervello sia i neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina. Nelle personalità inibite, in effetti, si sono riscontrate alterazioni del sistema noradrenergico, in particolare, ma anche del sistema serotoninergico. Per inciso, gli stessi neurotrasmettitori coinvolti nel meccanismo della depressione.
Nell'arco della vita circa il 5% delle le persone sperimentano fenomeni di ansia patologica.
Inoltre, l'ansia si accompagna spesso ad altri disturbi, in particolare la depressione. Per alcune delle forme del disturbo d'ansia la presenza anche della depressione ha una frequenza elevatissima: il 60-67% dei casi.


Sintomi più comuni dell'ansia

La persona soggetta ad ansia avverte costantemente un senso di preoccupazione e di angoscia e non riesce a controllare queste emozioni. Spesso è soggetta a cambiamenti di umore, irrequietezza, irritabilità e disturbi del sonno. Può presentare inoltre problemi di memoria, difficoltà di concentrazione e stanchezza. Una manifestazione acuta dell'ansia sono gli attacchi di panico, che consistono in una improvvisa e intensa sensazione di terrore, accompagnata da cardiopalmo, mancanza di fiato, tremori, nausea, sudorazione fredda. L'ansia può anche essere sintomo di altre malattie ed essere associata a depressione.
Gli attacchi di panico sono la manifestazione più forte del disturbo d'ansia. Chi ne è colpito prova un vero e proprio panico che gli rende quasi impossibile fronteggiare situazioni anche assolutamente banali, Ovviamente, vista l'intensità del coinvolgimento, ci sono anche sintomi fisici: palpitazioni, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione. Un altro tratto distintivo è che spesso il principale timore che si presenta è quello di impazzire, che altro non è se non il timore di perdere il controllo non soltanto sull'ambiente ma anche su se stessi.
Vi è poi il disturbo d'ansia generalizzato, nel quale in sostanza si assiste a una "drammatizzazione" di un po' tutte le attività che normalmente si svolgono, che vengono indistintamente caricate di un'attesa negativa, un po' come sentire che tutto sia pericoloso o destinato a prendere una brutta piega. In questo caso a fare la differenza è il fatto che questa situazione si ripresenta nella maggior parte dei giorni. Di solito questo disturbo è accompagnato dall'insonnia, che a sua volta provoca facilità di affaticamento, e dall'irritabilità.

L'individuo non è in grado di gestire la preoccupazione e presenta almeno tre dei seguenti sintomi: 1) irrequietezza; 2) facile affaticabilità; 3) difficoltà nella concentrazione; 4) irritabilità; 5) tensione muscolare; 6) disturbi del sonno. L'ansia non è limitata ad una specifica situazione, modificando la routine del soggetto.

Vi è poi il post-traumatic stress disorder (disturbo da stress post traumatico). Già la definizione è esplicativa: si tratta del disturbo che colpisce chi è stato vittima o testimone diretto di avvenimenti che hanno messo a repentaglio la vita sua o di persone vicine, o comunque avvenimenti che lui ha interpretato come potenzialmente pericolosi: dalle violenze alle calamità naturali. Le manifestazioni si centrano soprattutto sull'impossibilità di "uscire" dall'avvenimento traumatico, che viene continuamente rivissuto. Questo "blocco" si presenta anche sottoforma di incubi e, inoltre, crisi e forte stress si producono quando alla persona si presentano oggetti, situazioni e discorsi che richiamano la precedente esperienza traumatica.

È presente inoltre una sensazione di distacco dagli altri, di limitazione affettiva e di programmazione futura.
Nei disturbi d'ansia rientrano anche le fobie, a cominciare dalla più comune: l'agorafobia. Si tratta di una forma d'ansia quando non vera e propria paura che coglie negli spazi aperti, soprattutto se affollati, dai quali si ritiene difficile, se non impossibile, allontanarsi senza provare imbarazzo. Accanto a questa si colloca la fobia sociale, a volte indicata come ansia sociale, che può essere legata a molte situazioni diverse o a una sola situazione. L'ingrediente immancabile, però, è la presenza degli altri.


Diagnosi d'ansia

Nella diagnosi di disturbi d'ansia ricade una serie di disordini accomunati dalla presenza di uno stato d'animo caratterizzato da aspettativa penosa di pericolo imminente con senso di impotenza, senza che vi sia necessariamente un oggetto reale a scatenarlo.

  • Attacco di panico
    Viene diagnosticato attraverso la presenza di almeno quattro dei seguenti sintomi: 1) palpitazioni, 2) sudorazione, 3) tremori, respiro corto o accelerato, 4) sensazione di soffocamento, 5) dolore toracico, 6) nausea, 7) vertigine, 8) depersonalizzazione, 9) paura di perdere il controllo, 10) paura di morire, 11) parestesie, 12) vampate di calore o brividi.

  • Agorafobia
    Si caratterizza per la presenza di: 1) ansietà correlata all'essere in luoghi o situazioni da cui potrebbe essere difficile o imbarazzante una fuga; 2) tali situazioni vengono evitate o vengono vissute con afflizione o ansia; 3) l'ansia non è meglio ascrivibile ad una fobia specifica, ad un disturbo ossessivo-compulsivo, post traumatico da stress o disturbo d'ansia da disperazione..

    Per approfondire:


  • Disturbo di panico con o senza agorafobia
    Il disturbo di panico viene identificato attraverso la presenza di ricorrenti attacchi di panico e di uno dei seguenti criteri: 1) persistente preoccupazione di avere nuovi attacchi di panico; 2) preoccupazione per possibili conseguenze organiche degli attacchi; 3) cambiamenti del comportamento abituale dovuti agli attacchi.

  • Fobia specifica
    Le fobie specifiche si caratterizzano per: 1) presenza di una paura irragionevole per un determinato oggetto o situazione; 2) l'esposizione allo stimolo fobico provoca pressoché invariabilmente un immediato attacco d'ansia; 3) coscienza dell'irragionevolezza della paura; 4) la situazione fobica è evitata o vissuta con intensa ansia; 5) la fobia interferisce con la normale routine del soggetto; 6) nei soggetti di età inferiore ai 18 anni la durata è di almeno 6 mesi; 7) il disturbo non è meglio associato ad altro disordine mentale o condizioni generali.

  • Disturbo d'ansia sociale
    La fobia sociale si connota delle seguenti particolarità: 1) paura marcata e persistente per situazioni in cui si debba venire in contatto con sconosciuti; 2) l'esposizione alla situazione sociale temuta provoca quasi invariabilmente ansia; 3) coscienza dell'irragionevolezza della paura; 4) la situazione fobica è evitata o vissuta con intensa ansia; 5) la fobia interferisce con la normale routine del soggetto; 6) nei soggetti di età inferiore ai 18 anni la durata è di almeno 6 mesi; 7) il disturbo non è meglio associato ad altro disordine mentale o condizioni generali.

  • Disturbo ossessivo compulsivo
    Tale disturbo si caratterizza appunto per la presenza sia di sintomi ossessivi (presenza di pensieri persistenti che generano ansia; tali ideazioni non scaturiscono da problemi di vita reale; tentativo di ignorare o sopprimere tali pensieri; coscienza dell'irragionevolezza dell'ossessione) sia di sintomi compulsivi (comportamenti ritualistici; tali atti mirano a prevenzione di una situazione temuta, ma appaiono eccessivi o irragionevoli). Inoltre devono essere presenti i seguenti criteri: 1) coscienza del disturbo; 2) interferenza con la normale routine del soggetto; 3) il disturbo non è meglio associato ad altro disordine mentale o condizioni generali.

  • Disturbo post-traumatico da stress
    Il disturbo si caratterizza per la presenza per la durata di almeno un mese di almeno due dei seguenti sintomi: 1) insonnia; 2) irritabilità; 3) difficoltà di concentrazione; 4) ipervigilanza; 5) risposte emotive esagerate.

  • Disturbo d'ansia generalizzato
    Il disturbo d'ansia generalizzato è definito come la presenza di ansia e preoccupazione eccessiva per eventi o attività presente per la maggior parte dei giorni nell'arco di almeno sei mesi. L'individuo non è in grado di gestire la preoccupazione e presenta almeno tre dei seguenti sintomi: 1) irrequietezza; 2) facile affaticabilità; 3) difficoltà nella concentrazione; 4) irritabilità; 5) tensione muscolare; 6) disturbi del sonno. L'ansia non è limitata ad una specifica situazione, modificando la routine del soggetto.

I farmaci per curare l'ansia

La terapia dei disturbi d'ansia prevede l'utilizzo di antidepressivi e benzodiazepine. Gli antidepressivi utilizzati prevalentemente sono i tricicli, SSRI e SNRI che, agendo su serotonina e noradrenalina, svolgono un'azione preventiva sullo sviluppo degli attacchi soprattutto nelle forme ansiose più complesse. Le benzodiazepine invece, agendo direttamente sul GABA, sono i farmaci indicati per eccellenza nella terapia acuta dell'attacco di panico.

Si tratta di medicinali efficaci, ma da somministrare con cautela perché presentano effetti collaterali e creano dipendenza, soprattutto se vengono usati per lunghi periodi di tempo. Il buspirone, un farmaco contro l'ansia che non appartiene alla classe delle benzodiazepine, non crea dipendenza, ma può richiedere più tempo per avere effetto. Alcuni antidepressivi sono efficaci per il trattamento del disturbo d'ansia ed agiscono spesso rapidamente. Le tecniche psicoterapeutiche, eventualmente associate al trattamento farmacologico, possono essere molto utili per l'identificazione dei fattori psicologici alla base dell'ansia. L'ansia può essere trattata anche con tecniche di rilassamento e ipnosi.


Cure alternative: fitoterapia, omeopatia, fiori di Bach e agopuntura

Praticare costantemente esercizi fisici aiuta a risolvere i disturbi d'ansia. Seguire specifici programmi di attività fisica della durata di almeno 30 minuti, sarebbero in grado di ridurre di circa il 30% i sintomi dell'ansia rispetto alla conduzione di una vita sedentaria senza il ricorso ad alcun intervento. L'attività fisica per poter alleviare l'ansia deve entrare a far parte della giornata dei malati cronici, ma non essere vissuta come un impegno gravoso da portare obbligatoriamente a termine. Non deve diventare un peso, un dovere o un ulteriore problema da affrontare.
Fra i prodotti d'erboristeria, la kava e la valeriana sembrano avere proprietà benefiche; la passiflora aiuta a rilassarsi, mentre l'iperico, può essere utile per l'ansia accompagnata da depressione. Segnalati anche trattamenti omeopatici, fiori di Bach, agopuntura e aromaterapia.

Curare l'ansia con l'alimentazione

È molto importante tenere sotto controllo i livelli glicemici perché un loro abbassamento può scatenare o intensificare l'ansia. A ogni pasto è bene assumere una buona quantità di frutta e verdura fresca.


Farmaci

Di seguito è riportato l'elenco dei principi attivi maggiormente utilizzati nella cura di questa patologia. E' sempre necessario consultare il proprio medico per la scelta di un farmaco, del principio attivo e della posologia più indicati per il paziente.




Patologie e sintomi:

Vedi anche:
Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su FacebookSeguici su Youtube