Ansia

25 febbraio 2019

Ansia



Indice


Definizione


Condizione psicologica caratterizzata da preoccupazione, inquietudine o timore senza un motivo apparente.

Cause: fattori psicologici e basi biologiche


Le cause dell'ansia possono essere molteplici. Da una parte ci sono i fattori psicologici e caratteriali: quando la risposta agli stress, come la rottura di relazioni importanti o eventi che mettono in pericolo la vita, è inadeguata o si è sopraffatti dagli eventi, può insorgere un disturbo d'ansia. Questo vale per la depressione (è difficile essere allegri se muore il gatto) e a maggior ragione per l'ansia. Se si è alla vigilia di un esame o di una competizione, essere ansioso è normale. E questo è un "modo normale". Se però si comincia a preoccuparsi con mesi di anticipo rispetto alla data dell'esame, e magari l'ansia assume forme che impediscono le attività quotidiane, ha senso parlare di disturbo d'ansia.
Studi retrospettivi hanno dimostrato che i bambini molto repressi, che sviluppano inibizioni nei confronti di alcuni comportamenti per altri versi normali (l'ira, la paura) sono più propensi a sviluppare i disturbi d'ansia, o anche la depressione.
Un secondo schema di spiegazione punta invece alle basi biologiche. È stata infatti ipotizzata la presenza di uno squilibrio nel funzionamento di vari sistemi di neurotrasmettitori (soprattutto i sistemi noradrenergico, serotoninergico e gabaergico). Questo squilibrio favorirebbe una risposta scorretta e inappropriata davanti a stimoli potenzialmente pericolosi.
Infatti le risposte di paura ed eccitazione hanno ben precisi meccanismi fisici, in cui sono coinvolte sia particolari aree del cervello sia i neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina. Nelle personalità inibite, in effetti, si sono riscontrate alterazioni del sistema noradrenergico, in particolare, ma anche del sistema serotoninergico. Per inciso, gli stessi neurotrasmettitori coinvolti nel meccanismo della depressione.
Nell'arco della vita circa il 5% delle le persone sperimentano fenomeni di ansia patologica.
Inoltre, l'ansia si accompagna spesso ad altri disturbi, in particolare la depressione. Per alcune delle forme del disturbo d'ansia la presenza anche della depressione ha una frequenza elevatissima: il 60-67% dei casi.

Sintomi più comuni dell'ansia

La persona soggetta ad ansia avverte costantemente un senso di preoccupazione e di angoscia e non riesce a controllare queste emozioni. Spesso è soggetta a cambiamenti di umore, irrequietezza, irritabilità e disturbi del sonno. Può presentare inoltre problemi di memoria, difficoltà di concentrazione e stanchezza. Una manifestazione acuta dell'ansia sono gli attacchi di panico, che consistono in una improvvisa e intensa sensazione di terrore, accompagnata da cardiopalmo, mancanza di fiato, tremori, nausea, sudorazione fredda. L'ansia può anche essere sintomo di altre malattie ed essere associata a depressione.
Gli attacchi di panico sono la manifestazione più forte del disturbo d'ansia. Chi ne è colpito prova un vero e proprio panico che gli rende quasi impossibile fronteggiare situazioni anche assolutamente banali, Ovviamente, vista l'intensità del coinvolgimento, ci sono anche sintomi fisici: palpitazioni, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione. Un altro tratto distintivo è che spesso il principale timore che si presenta è quello di impazzire, che altro non è se non il timore di perdere il controllo non soltanto sull'ambiente ma anche su se stessi.
Vi è poi il disturbo d'ansia generalizzato, nel quale in sostanza si assiste a una "drammatizzazione" di un po' tutte le attività che normalmente si svolgono, che vengono indistintamente caricate di un'attesa negativa, un po' come sentire che tutto sia pericoloso o destinato a prendere una brutta piega. In questo caso a fare la differenza è il fatto che questa situazione si ripresenta nella maggior parte dei giorni. Di solito questo disturbo è accompagnato dall'insonnia, che a sua volta provoca facilità di affaticamento, e dall'irritabilità.
Vi è poi il post-traumatic stress disorder (disturbo da stress post traumatico). Già la definizione è esplicativa: si tratta del disturbo che colpisce chi è stato vittima o testimone diretto di avvenimenti che hanno messo a repentaglio la vita sua o di persone vicine, o comunque avvenimenti che lui ha interpretato come potenzialmente pericolosi: dalle violenze alle calamità naturali. Le manifestazioni si centrano soprattutto sull'impossibilità di "uscire" dall'avvenimento traumatico, che viene continuamente rivissuto. Questo "blocco" si presenta anche sottoforma di incubi e, inoltre, crisi e forte stress si producono quando alla persona si presentano oggetti, situazioni e discorsi che richiamano la precedente esperienza traumatica.
Nei disturbi d'ansia rientrano anche le fobie, a cominciare dalla più comune: l'agorafobia. Si tratta di una forma d'ansia quando non vera e propria paura che coglie negli spazi aperti, soprattutto se affollati, dai quali si ritiene difficile, se non impossibile, allontanarsi senza provare imbarazzo. Accanto a questa si colloca la fobia sociale, a volte indicata come ansia sociale, che può essere legata a molte situazioni diverse o a una sola situazione. L'ingrediente immancabile, però, è la presenza degli altri.

Diagnosi d'ansia

La diagnosi si basa sull'anamnesi e sulla sintomatologia. Una storia familiare di disturbo d'ansia può essere d'aiuto.

I farmaci per curare l'ansia

I farmaci più usati per la cura dell'ansia sono i tranquillanti della classe delle benzodiazepine. Si tratta di medicinali efficaci, ma da somministrare con cautela perché presentano effetti collaterali e creano dipendenza, soprattutto se vengono usati per lunghi periodi di tempo. Il buspirone, un farmaco contro l'ansia che non appartiene alla classe delle benzodiazepine, non crea dipendenza, ma può richiedere più tempo per avere effetto. Alcuni antidepressivi sono efficaci per il trattamento del disturbo d'ansia ed agiscono spesso rapidamente. Le tecniche psicoterapeutiche, eventualmente associate al trattamento farmacologico, possono essere molto utili per l'identificazione dei fattori psicologici alla base dell'ansia. L'ansia può essere trattata anche con tecniche di rilassamento e ipnosi.

Cure alternative: fitoterapia, omeopatia, fiori di Bach e agopuntura

Praticare costantemente esercizi fisici aiuta a risolvere i disturbi d'ansia. Seguire specifici programmi di attività fisica della durata di almeno 30 minuti, sarebbero in grado di ridurre di circa il 30% i sintomi dell'ansia rispetto alla conduzione di una vita sedentaria senza il ricorso ad alcun intervento. L'attività fisica per poter alleviare l'ansia deve entrare a far parte della giornata dei malati cronici, ma non essere vissuta come un impegno gravoso da portare obbligatoriamente a termine. Non deve diventare un peso, un dovere o un ulteriore problema da affrontare.
Fra i prodotti d'erboristeria, la kava e la valeriana sembrano avere proprietà benefiche; la passiflora aiuta a rilassarsi, mentre l'iperico, può essere utile per l'ansia accompagnata da depressione. Segnalati anche trattamenti omeopatici, fiori di Bach, agopuntura e aromaterapia.

Curare l'ansia con l'alimentazione

È molto importante tenere sotto controllo i livelli glicemici perché un loro abbassamento può scatenare o intensificare l'ansia. A ogni pasto è bene assumere una buona quantità di frutta e verdura fresca.



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