Parto prematuro: gli esperti imparano a comunicare con le famiglie

18 maggio 2018

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Parto prematuro: gli esperti imparano a comunicare con le famiglie



Un parto prematuro è sempre un evento difficile per i neogenitori, ma anche per la famiglia allargata. È frequente che i genitori, in particolare la madre, si sentano responsabili della nascita pretermine.  Disorientamento, preoccupazione, senso di impotenza e senso di colpa sono i sentimenti che accompagnano un parto prematuro, sia nell'evento che avviene improvvisamente, sia nel caso di una gravidanza difficile, in cui un parto pretermine è una possibilità concreta. La comunicazione tra operatori sanitari, che comprendono ginecologo, ostetrica, infermiere, neonatologo, e genitori è ha un ruolo chiave per affrontare al meglio questa delicata problematica.

Una nuova guida


Per migliorare il dialogo tra sanitari e famiglie, la Società Italiana di Medicina Perinatale, che riunisce tutte le figure che si occupano della donna e del bambino, durante la gravidanza e dopo il parto, ha messo a punto un documento rivolto agli operatori, che offre delle linee guida di approccio alla comunicazione del parto pretermine
La nuova guida "Prematurità: counseling perinatale per le famiglie", a disposizione dei professionisti e degli operatori per prepararsi alla comunicazione con le famiglie che devono affrontare l'eventualità di un parto pretermine, nasce dall'impegno della SIMP insieme a Vivere Onlus, l'associazione che supporta i genitori dei bambini nati prematuri, e in collaborazione con AOGOI, SIN FNCO, IRIS.

Un evento imprevedibile


È importante sottolineare con i genitori e in particolare con la gestante che nella maggior parte delle situazioni il parto pretermine è un evento imprevedibile e non dipendente da loro comportamenti o azioni. In questa fase bisogna trasmettere ai genitori la disponibilità dei professionisti ad accompagnarli e sostenerli nelle opzioni di cura prospettate, tenendo conto dei loro bisogni specifici, dubbi e difficoltà. Quando si prevede o accade una nascita prematura, i genitori devono affrontare una difficile condizione emotiva, in cui necessitano di un approccio caratterizzato da sensibilità, empatia e chiarezza da parte di medici e operatori.
 "Questa guida ha come fine quello di colmare un vuoto nei percorsi assistenziali sia intra sia extra-ospedalieri, che si occupano della nascita." spiega Giuseppe Battagliarin, Presidente della Commissione "Percorso Nascita" regionale Emilia Romagna "Comunicare in modo adeguato è parte integrante della terapia e consente l'instaurarsi di un rapporto di fiducia tra i medici e la famiglia che si trova ad affrontare una nascita prematura. Accogliere, ascoltare, accompagnare con parole adeguate la coppia, la famiglia in un momento difficile". 

Facilitare la comunicazione, migliorare il benessere

Il documento ha la finalità di fornire orientamenti e strumenti per facilitare la comunicazione e migliorare il benessere delle donne, delle famiglie e dei professionisti coinvolti. Le raccomandazioni sono state preparate attraverso un approfondimento specifico sui tre scenari integrando la valutazione di prove specifiche con l'esperienza e il giudizio multidisciplinare di esperti perinatologi, neonatologi, psicologi, ostetriche, infermieri pediatrici e associazioni genitori.
"Comunicare adeguatamente alle famiglie con bambini nati prematuri è un fattore determinante per consentire ai genitori di percepire nel modo migliore quello che sta accadendo e per ottenere dei buoni risultati anche in termini clinici - ha commentato Irene Cetin, Past President SIMP, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia, Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche L. Sacco Università degli Studi di Milano, Direttore UOC Ostetricia e Ginecologia Ospedale Buzzi. Queste raccomandazioni vogliono essere un nuovo strumento per medici e operatori sanitari da utilizzare nel loro lavoro per facilitare il dialogo con le coppie e le famiglie in queste particolari eventualità".

Comunicazione a tre passi

Nell'approccio comunicativo la giuda prende spunto dalla struttura interattiva detta sequenza dei "tre passi" che prevede tre fasi: accoglienza (ascolto e conferma), posizionamento (contenuto del colloquio) e accompagnamento al termine del colloquio.
"Quando si parla con donne e famiglie che si trovano in questa situazione, è importante porsi in un atteggiamento di ascolto e di accoglienza delle loro preoccupazioni - ha dichiarato la dott.ssa Giovanna Bestetti, Istituto IRIS Milano. Oltre a comprensione ed empatia, bisogna fornire informazioni che consentano di comprendere cosa sta accadendo alla mamma e al bambino, e soprattutto sottolineare tutto ciò che potranno fare per accogliere il loro bambino, essergli vicino sin dai primi momenti, perché il loro ruolo è fondamentale e insostituibile. La comunicazione è un elemento essenziale del percorso di cura, per il quale deve essere previsto un tempo adeguato sia con le famiglie che tra professionisti, perché possano fornire messaggi coerenti e trasmettere ai genitori la percezione di essere accolti in un contesto assistenziale attento, coerente e condiviso".

Ascoltare le esigenze dei genitori

Il Gruppo di lavoro della SIMP sottolinea quanto sia fondamentale partire dalle conoscenze e dalle preoccupazioni dei genitori, basando il colloquio sui dati legati al contesto clinico e della propria realtà, possibilmente fornendo del materiale informativo scritto, per migliorarne la comprensione e la possibilità di riguardarle in un secondo tempo. Per ogni situazione bisogna indicare e far comprendere alle famiglie il perché di ogni scelta o terapia intrapresa.
Ad esempio, illustrare le possibili strategie per proseguire la gravidanza, spiegando che il grembo della mamma è l'ambiente migliore per il bambino e che ogni ora, ogni giorno, ogni settimana guadagnate, in condizioni favorevoli per mamma e bambino, portano effetti positivi.


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