Dottore, mio figlio “non mi mangia”

05 novembre 2018

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Dottore, mio figlio “non mi mangia”



L'alimentazione del bambino è una della maggiori preoccupazioni dei genitori, e in particolare delle mamme. Spesso però questo si traduce in una serie di comportamenti scorretti da parte delle famiglie che, pur di veder mangiare bambini che manifestano scarso interesse per il cibo, concedono cibi troppo grassi o zuccherati, o assecondano capricci e comportamenti a danno del bambino stesso.

Il mio bambino non mangia niente


Questa è una frase usata da alcune mamme appena entrano in studio. Il pediatra guarda il bambino, un simpatico marmocchio di età variabile da 1 a 4-5 anni che non sta fermo un momento e che, anche quando sta fermo per la visita muove le gambe o le braccia. Insomma un concentrato di forza, di energia e di vitalità.

Il pediatra pesa e misura il bambino e, nella maggior parte dei casi, il peso e l'altezza risultano nella norma per l'età. I genitori o la mamma e la nonna si guardano sbigottiti e dicono che  non è possibile: il loro figlio non mangia niente, o quasi.


Bambini e alimentazione sbagliata


Questi bambini manifestano poco interesse per il cibo ma, andando a vedere quanto cibo introducono, risulta che mangiano a sufficienza e spesso, se non sempre, in modo disordinato e praticando diete scorrette. 
Non mangiano a tavola ma mangiano qualche "paciugo" (merendine e alimenti confezionati) al di fuori  dei pasti o, pur di farli mangiare assumono succhi di frutta in abbondanza oppure si degnano 
di mangiare se qualcuno fa il teatrino, oppure se c'è  la televisione ecc. 

Ci sono piccoli despoti i cui genitori, pur di vederli mangiare, instaurano una specie di "coprifuoco" in casa: guai a parlare, tutti fermi, non ci si può alzare. Un crisi di nervi coglie i genitori se squilla il telefono o se una intempestiva pubblicità interrompe lo spettacolo preferito del marmocchio in quanto, appena succede qualcosa di questo tipo, si blocca il "miracolo" del bambino che mangia. Il bambino ti guarda in faccia come per dire "ma come faccio a mangiare con questo rumore" e non c'è più verso di farlo mangiare. 


Il cibo e l’alimentazione dei bambini diventano una fonte di ansia

Questi bambini crescono bene ma i genitori vivono nell'ansia continua del cibo che diventa 
l'argomento di conversazione e di conflitto principale tra loro, tra loro e i nonni.  I bambini ne approfittano per ridurre queste famiglie in totale schiavitù; vengono instaurate diete improprie per un bambino dove prevalgono cibi preconfezionati e fritti (anche 3-4 volte alla settimana patatine fritte o cotoletta alla milanese). 

Alcuni di questi bambini si mettono a mangiare quando vanno all'asilo, altri, la maggior parte, non mangiano neanche all'asilo per cui le mamme richiedono diete "speciali" o chiedono al pediatra di inventare malattie inesistenti per fargli preparare quelle poche cose che il bambino mangia.

 

Alberto Ferrando

Pediatra di famiglia



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