La cicogna arriva anche per le donne con sclerosi multipla

08 aprile 2019

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La cicogna arriva anche per le donne con sclerosi multipla



Fra tante notizie cattive che sentiamo tutti i giorni ne arriva una buona che va anche premiata: le donne con sclerosi multipla possono tranquillamente diventare mamme e ci sono ben 77 centri clinici in Italia che offrono servizi multidisciplinari alla loro gravidanza.

Nel nostro Paese sono oltre 79.000 le donne colpite da questa malattia cronica e progressiva di genere che viene diagnosticata prevalentemente in età fertile (tra i 20 e i 40 anni) mettendo in forse un progetto di gravidanza.  Un'indagine europea condotta nel 2017 in 5 Paesi, fra cui l'Italia - su 1000 pazienti tra i 25 e i 35 anni - infatti, ha mostrato che l'85 per cento delle italiane con sclerosi multipla teme di non poter diventare madre e il 49 per cento ha dichiarato di aver paura di trasmettere la malattia ai propri figli. Ma se un tempo alle donne con sclerosi multipla era sconsigliato avere figli, oggi la scienza ha mostrato che è possibile pianificare la gravidanza e avere un bambino senza che la malattia incida né sulla madre né sul figlio e, anzi, durante il periodo di attesa e, a volte, di allattamento, la donna sembra essere protetta dalla recrudescenza della patologia.
Tuttavia se si decide di intraprendere la strada della natalità e della genitorialità c'è bisogno del supporto di uno staff interdisciplinare che metta al servizio della donna le competenze collaborative di neurologo, ginecologo, anestesista, ostetrica, neonatologo ma anche sessuologo e psicologo, per affrontare a 360 gradi questo delicato momento della vita.

La buonissima notizia è che in Italia ci sono almeno 77 strutture cliniche - 21 solo in Lombardia - che possono offrire questo supporto e sono quelle che Onda, l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere -  che ha anche realizzato una brochure informativa sul tema scaricabile online - con il patrocinio dell'Associazione italiana sclerosi multipla e la Società italiana di neurologia e il contributo dell'azienda Teva, hanno deciso di mettere in luce e premiare con l'iniziativa  'Una cicogna per la sclerosi multipla'.


Per saperne di più e trovare il Centro più vicino


In queste strutture, come hanno sottolineato il dottor Francesco Patti, neurologo e coordinatore del Gruppo di studio sclerosi multipla e responsabile del Centro Sclerosi Multipla del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania e il dottor Luca Marozio, ginecologo A.O.U. Città della Salute e della scienza di Torino, dell'Ospedale ostetrico ginecologico Sant'Anna, le  analisi scientifiche hanno potuto mostrare che la sclerosi multipla non compromette la fertilità delle donne, non aumenta il rischio di complicanze ostetriche durante la gravidanza, non è una malattia ereditaria e quindi non viene trasmessa al bambino.
La possibilità di pianificare la gravidanza con l'aiuto di numerosi specialisti che accompagnano la donna dal momento decisionale al post partum e poi ai primi mesi del nascituro, con un'offerta diagnostica e terapeutica mirata, può sostenere la natalità nel nostro Paese e rassicurare le donne con sclerosi multipla sulla loro scelta di diventare madri.
A sottolinearlo è stata Roberta Amadeo, consigliere nazionale Aism, durante l'incontro per la premiazione dei Centri, che ha visto nell'iniziativa 'Una cicogna per la sclerosi multipla' la valorizzazione dell'importante collaborazione fra istituzioni mediche e Associazioni di pazienti, sostenuta da Onda e da un'azienda come Teva che, da 20 anni, produce farmaci per curare questa malattia.
Le donne con sclerosi multipla che si rivolgeranno alle strutture segnalate  avranno la possibilità di accedere a un'assistenza qualificata attraverso l'integrazione delle competenze specialistiche necessarie al  proprio progetto di maternità, in tutta sicurezza.

Luisella Acquati



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