Le ondate di calore aumentano i ricoveri per disturbi mentali
Il caldo estremo non è solo un problema fisico. Uno studio pubblicato su Nature Health mostra che ondate di calore prolungate sono associate a un aumento significativo dei ricoveri ospedalieri per disturbi mentali e comportamentali. I ricercatori della Monash University hanno analizzato oltre 2,6 milioni di ricoveri avvenuti tra il 2000 e il 2019 in quattro paesi (Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda) e hanno rilevato un incremento del rischio di ricovero psichiatrico del 3,3% nel giorno stesso dell'esposizione al caldo, che sale al 5,6% considerando i nove giorni successivi. Un dato che porta a rivedere il modo in cui le ondate di calore vengono gestite dal punto di vista sanitario.
Lo studio: 2,6 milioni di ricoveri in 20 anni
I ricercatori guidati da Yuming Guo e Shanshan Li hanno esaminato 2.618.307 ricoveri registrati in 852 località di quattro paesi durante la stagione calda, nell'arco di due decenni. Le ondate di calore sono state definite come periodi di almeno quattro giorni consecutivi con temperature medie giornaliere superiori al 97,5° percentile locale, cioè temperature eccezionalmente alte rispetto alla media storica di ciascuna area.
È il primo studio multicentrico internazionale a valutare specificamente l'associazione tra ondate di calore e ricoveri per disturbi mentali, analizzando anche le differenze legate a età, sesso, densità di popolazione, livello economico, diffusione dei condizionatori d'aria e accessibilità ai servizi sanitari.
I risultati: più caldo, più ricoveri psichiatrici
I dati mostrano un'associazione chiara. L'esposizione a ondate di calore prolungate è associata a un aumento del rischio di ricovero per disturbi mentali del 3,3% nel giorno stesso dell'esposizione. L'effetto cumulativo nei nove giorni successivi raggiunge un incremento del 5,6%.
L'associazione è risultata più marcata in due categorie specifiche: gli anziani e i residenti in aree a bassa densità di popolazione, probabilmente perché più isolati e con minore accesso a sistemi di raffreddamento e supporto sociale.
Perché il caldo colpisce la salute mentale
Gli autori identificano diversi meccanismi attraverso cui il caldo estremo può aggravare condizioni psichiatriche preesistenti o destabilizzare chi è già in una situazione di fragilità.
Le alterazioni del sonno sono tra i fattori più rilevanti: le notti troppo calde compromettono la qualità del riposo, con effetti diretti sull'umore, sulla regolazione emotiva e sulla soglia di stress. Le risposte fisiologiche al calore, che comprendono aumento del cortisolo, disidratazione e alterazioni elettrolitiche, possono interferire con l'equilibrio neurochimico. Chi assume farmaci psichiatrici è particolarmente esposto perché molti di questi farmaci riducono la capacità di termoregolazione, aumentando la vulnerabilità al caldo.
A questi fattori si aggiungono il disagio psicologico diretto legato alle alte temperature e le modificazioni comportamentali che possono contribuire alla destabilizzazione dei sintomi, come la riduzione dell'attività fisica, l'isolamento e la alterazione delle routine.
Le implicazioni per la sanità pubblica
«Questi risultati indicano che il caldo estremo prolungato può aumentare acutamente la domanda di assistenza ospedaliera per problemi di salute mentale e supportano la necessità di una preparazione mirata durante le ondate di calore intense», afferma Yuming Guo.
Per Shanshan Li, il cambiamento climatico è un fattore sempre più rilevante per la salute mentale globale. L'aumento della frequenza e dell'intensità delle ondate di calore osservato in molte aree del mondo rischia di amplificare il carico dei disturbi mentali e comportamentali, un aspetto che le politiche sanitarie devono iniziare a considerare in modo sistematico.
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