Cancro alla prostata, in aumento nei giovani. Cause ancora da identificare

17 dicembre 2019
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Cancro alla prostata, in aumento nei giovani. Cause ancora da identificare


L'incidenza del cancro alla prostata negli adolescenti e nei giovani adulti è in aumento in gran parte del mondo, e le cause di questa crescita non sono del tutto chiare, secondo uno studio pubblicato su Cancer.
«L'incidenza del cancro alla prostata è aumentata in tutti i gruppi di età compresa tra 15 e 40 anni e sale a livello globale a un tasso costante medio del 2% all'anno dal 1990» afferma Archie Bleyer, del Knight Cancer Institute dell'Oregon Health and Science University di Portland, primo autore del lavoro.
I ricercatori hanno analizzato i dati del programma Surveillance, Epidemiology, and End Results e dati globali provenienti dall'Institute for Health Metrics and Evaluation's Global Burden of Disease, comprendendo nello studio Nord, Sud e Centro America, Europa, Asia e Africa.

Ebbene, la loro analisi ha mostrato che dal 1990 al 2017 l'incidenza del cancro alla prostata è costantemente aumentata in tre fasce di età (25-29 anni, 30-34 anni e 35-39 anni) in tutte le regioni considerate. Sono state osservate solo alcune eccezioni per il 2016 e il 2017, gli anni più recenti tra quelli analizzati, durante i quali il tasso di mortalità è aumentato solo in alcune regioni e in determinate fasce di età.
Gli esperti sottolineano che è molto complesso comprendere il perché di questo aumento dell'incidenza negli uomini più giovani, e offrono alcune spiegazioni, legate o meno a prove osservazionali. Tra le altre cose, citano la tendenza a una sempre maggiore obesità, l'inattività fisica, l'infezione da papillomavirus umano, l'esposizione a sostanze o agenti cancerogeni ambientali.
Ricordano anche che un recente studio ha rilevato che dal 2000 al 2015 negli Stati Uniti il 2% degli uomini tra i 30 e i 39 anni e il 5-6% di quelli di età compresa tra 40 e 49 anni titolari di un'assicurazione sanitaria sono stati sottoposti a screening con test Psa, contrariamente a quanto consigliano tutte le linee guida di pratica esistenti.

Quello che però appare certo è che i giovani statunitensi con cancro alla prostata hanno tassi di sopravvivenza molto peggiori dei pazienti più anziani. Infatti, il tasso di sopravvivenza relativa a cinque anni complessivo negli Stati Uniti per gli uomini che hanno ricevuto una diagnosi tra i 40 e gli 80 anni è risultato compreso tra il 95% e il 100%, contro il 30% negli uomini con età compresa tra 15 e 24 anni, il 50% in quelli dai 20 ai 29 anni e l'80% in quelli dai 25 ai 34 anni.
«Sfortunatamente non siamo attualmente in grado di dire in che modo la biologia dei tumori presenti nei giovani differisca da quella della malattia in uomini più anziani. Negli Stati Uniti, i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) hanno riconosciuto il problema dell'aumento di incidenza di questa patologia tra i maschi di età compresa tra 15 e 39 anni e hanno richiesto ulteriori indagini» affermano gli esperti.
Gli autori hanno anche riferito in un commento all'articolo che la maggior parte degli uomini che ricevono una diagnosi di carcinoma prostatico prima dei 40 anni presentano una malattia localizzata alla diagnosi, e che i loro tumori sono generalmente indifferenziati, metastatizzano precocemente, hanno metastasi ossee litiche piuttosto che sclerotiche, e rispondono male alle terapie ormonali.

Cancer. 2019. Doi: 10.1002/cncr.32498

Fonte: Doctor33





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