L'accidia è l'avversione all'operare, mista a noia e indifferenza. Eppure per l'evoluzione ha i suoi vantaggi.

18 gennaio 2020

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L'accidia è l'avversione all'operare, mista a noia e indifferenza. Eppure per l'evoluzione ha i suoi vantaggi.


L'accidia porta un vantaggio, auspicabile in alcuni momenti per tutti, cruciale per l'evoluzione. È  l'elogio della lentezza, delle pause, il piacere di vivere secondo ritmi più blandi, meno agitati e meno turbinosi per tutti gli altri.

Se è vero che chi vive non si vede vivere, a maggior ragione quelli che vivono in fretta come i lussuriosi e i superbi non riescono a vedersi vivere proprio per niente. Questo continuo affaccendarsi è contrario ad ogni critica della ragione pura e pratica; contrario al giudizio dei comportamenti. Per gli accidiosi viceversa la lentezza è la necessità di vivere in modo ponderato, è un tratto del carattere, stabile e sovrano.

Così indolenti e stanchi si vedono vivere e soprattutto osservano la vita degli altri. I regnanti lussuriosi e degenerati prediligono consiglieri accidiosi e puntuali, figure lugubri ma essenziali che hanno salvato molte corone da una fine prematura e infausta. Questo distacco da catene mortali tra cui il continuo e inutile prodigarsi può sembrare in questo periodo un vizio che risalta sullo sfondo di ritmi sempre più frenetici e su questi aspetti si sviluppa la dissonanza evoluzionaria che li riguarda e di cui parleremo tra breve.

Altro innegabile apporto degli accidiosi è la loro capacità di attirare il polo opposto dell'umore, quello del furore e dell'aggressività e di stemperare in questo modo carichi genetici altrimenti intollerabili. Opposita sunt Complementa pare attagliarsi perfettamente all'accoppiamento lussurioso/accidioso ed è molto interessante notare come personalità con tratti cognitivo-comportamentali simili o addirittura uguali, nonostante le apparenze, non dovrebbero mai stare insieme.

Sarà forse perché ognuno di noi sopporta meno negli altri i difetti che riconosce o crede di riconoscere come propri o sarà anche perché (come è in effetti provato) la progenie di tratti del carattere identici, soffre di un numero di tratti molto più alto e di maggiore gravità, sino a disfunzioni gravissime, per singolo tratto del carattere. Capita di rado che due iracondi, due lussuriosi, due accidiosi e due superbi si uniscano tra loro.

Tratto da "Imperfezioni umane" - di Luca Pani e Gilberto Corbellini (Rubbettino)



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