Spirale contraccettiva: come funziona

11 aprile 2020

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Spirale contraccettiva: come funziona


La spirale è un metodo contraccettivo che impedisce l'impianto dell'ovulo (e quindi la fecondazione). È un piccolo dispositivo di materiale anallergico che viene inserito dal ginecologo profondamente nell'utero - attraverso la cervice, usando una sottile cannula flessibile - e garantisce una copertura pari al 98%. I suoi effetti (impedire una gravidanza) sono reversibili. La praticità della spirale deriva dal fatto che può essere mantenuta nella stessa posizione, senza mai essere rimossa, per un periodo prolungato: dai 3 ai 5 anni. La spirale contraccettiva è nota anche con l'acronimo IUD, intra uterine device.


Spirale: quale tipo


Esistono due tipi di spirale. Quella al rame e quella ormonale:

  • spirale al rame: gli ioni del rame hanno un potere spermicida e impediscono l'impianto dell'ovulo nell'utero

  • spirale ormonale: avviene un rilascio graduale di ormone progestinico sintetico (levonorgestrel) che rende la parete dell'utero non "attaccabile" dagli spermatozoi

Lavora come la pillola anticoncezionale o l'anello vaginale.

La spirale ormonale ha la forma di una piccola àncora. Ne esistono di quattro tipi in commercio e si differenziano per la loro copertura, compresa tra i 3 e i 5 anni. Questo tipo di spirale viene preferita dalle donne che hanno flussi mestruali abbondanti e che, con l'inserimento del dispositivo, riducono sensibilmente il flusso.

La spirale contraccettiva al rame è un dispositivo in plastica. È ricoperto (a spirale appunto) da un filo di rame e uccide gli spermatozoi grazie all'azione di questo elemento. Anche per questo tipo di dispositivo gli effetti durano dai 3 ai 5 anni.


Spirale: come viene inserita


Non tutte le donne possono ricorrere al metodo contraccettivo della spirale. È il ginecologo che accerta se l'inserimento può essere realizzato. Lo specialista valuta il tipo di modello più adatto e procede prima a un pap test e a un tampone vaginale per verificare che non siano in atto forme infettive a livello locale. Durante l'inserimento della spirale, infatti, potrebbero essere trasmesse alla cavità uterina.

L'inserimento e la rimozione vengono effettuati durante la normale visita ginecologica, in ambulatorio. Sono due operazioni che possono rivelarsi un po' dolorose (il livello del dolore è molto soggettivo, dipende dalla sensibilità della donna e dalla "leggerezza" del medico). Per questo può essere prescritto prima un antidolorifico. Il momento migliore per questa applicazione è nel periodo della mestruazione per "sfruttare" la dilatazione del collo dell'utero. Nelle successive 48 ore non vanno usati tamponi interni ed è necessario astenersi da rapporti sessuali per evitare eventuali infezioni di natura batterica.

È raro che la spirale si muova durante i cicli mestruali successivi. È comunque consigliato un autocontrollo al termine di ogni flusso mestruale. Se attraverso il dito inserito all'interno della vagina si avverte la presenza del dispositivo, è bene farsi controllare dal ginecologo. Sono controlli ancora più necessari - attraverso il filo di rame - soprattutto nei primi tre mesi quando la spirale potrebbe venire espulsa senza che la donna se ne accorga. Il primo controllo dallo specialista viene fissato dopo 30 giorni dall'inserimento e successivamente a cadenza semestrale o annuale. L'effetto contraccettivo inizia dopo circa tre settimane dall'inserimento.


Carla De Meo


Riferimenti bibliografici

Faculty of Family Planning and Reproductive Health Care Clinical Effectiveness Unit: FFPRHC Guidance on Emergency Contraception. J Fam Plann and Reprod Health Care 2003; 29 (2): 9-16

World Health Organisation. Selected practice recommendations for contraceptive use (2nd Ed). Geneva: WHO; 2005



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