Reflusso gastroesofageo, quando i sintomi peggiorano la chirurgia è una soluzione

03 settembre 2025
Aggiornamenti e focus

Reflusso gastroesofageo, quando i sintomi peggiorano la chirurgia è una soluzione



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Con le alte temperature, il reflusso gastroesofageo può diventare particolarmente fastidioso, complicando la vita quotidiana di milioni di italiani. Disidratazione, cambiamenti nelle abitudini alimentari e un rallentamento della digestione sono fattori che, soprattutto d'estate, contribuiscono ad aggravare bruciore, acidità e difficoltà digestive. A sottolinearlo un gruppo di esperti riunitosi a Napoli per il secondo "Hot Topics in Functional Digestive Surgery Meeting", evento promosso dall'Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli e dalla Società Italiana Unitaria di Colon-Proctologia (SIUCP).


Perché il caldo peggiora i disturbi

Il reflusso gastroesofageo interessa circa il 20% della popolazione italiana, pari a oltre 11 milioni di persone. Nei mesi estivi i sintomi possono acuirsi per diversi motivi: le alte temperature rallentano il metabolismo e i processi digestivi, causando gonfiore e acidità; la sudorazione intensa comporta perdita di liquidi ed elettroliti che influenzano lo stomaco; la dieta tipica della stagione, ricca di cibi grassi, fritti, bevande gassate o alcolici, aumenta l'irritazione della mucosa gastrica.

"Le patologie funzionali dell'apparato digerente, come il reflusso gastroesofageo, rappresentano un problema rilevante per la qualità della vita dei pazienti", spiega Adolfo Renzi, responsabile dell'Unità operativa delle Malattie funzionali dell'esofago e del colon-retto dell'Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli. "Negli ultimi anni, la chirurgia ha assunto un ruolo sempre più importante nel trattamento delle forme più gravi e resistenti alle terapie farmacologiche".


Stile di vita e alimentazione: le prime strategie

La gestione iniziale del reflusso si basa su scelte quotidiane mirate:
● mantenere un peso corporeo adeguato;
● consumare pasti piccoli e frequenti, masticando lentamente, senza coricarsi subito dopo;
● ridurre o eliminare alimenti che favoriscono i sintomi, come pomodori, agrumi, cioccolato, spezie piccanti, alcol e tè nero.
Queste misure, insieme all'uso di farmaci quando necessario, possono alleviare i disturbi nella maggior parte dei casi.


Quando la chirurgia diventa un'opzione

Nei pazienti con reflusso cronico o severo, resistente alle terapie farmacologiche, la chirurgia rappresenta una soluzione efficace e spesso definitiva.

Come sottolinea Renzi, "è essenziale una diagnosi precisa che identifichi le cause specifiche del reflusso e consenta di scegliere la tecnica chirurgica più adatta".

Gli specialisti valutano la situazione attraverso esami come gastroscopia, pH-metria delle 24 ore e manometria esofagea, per identificare la causa e scegliere la tecnica più adatta.
La più tradizionale è la fundoplicatio secondo Nissen, che consiste nell'avvolgere il fondo dello stomaco attorno all'esofago per creare un effetto anti-reflusso.
Nei centri più avanzati si utilizzano anche tecnologie come il sistema LINX, che prevede l'impianto di un anello magnetico in titanio attorno allo sfintere esofageo inferiore per rafforzarne la funzione senza ostacolare il passaggio di cibo.
Tra le innovazioni più recenti, infine, c'è il dispositivo Reflux Stop, in silicone, che ripristina la normale funzionalità dello sfintere esofageo senza comprimerlo, riducendo così il rischio di effetti collaterali e permettendo un recupero più rapido.

"Queste soluzioni chirurgiche - conclude Renzi - offrono ai pazienti trattamenti personalizzati ed efficaci, in grado di migliorare significativamente la qualità della vita, soprattutto nei mesi estivi, quando i sintomi tendono a diventare più intensi".

Fonte: Doctor33




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