Cos'è la ciclosporiasi, l'infezione intestinale causata da un parassita microscopico

13 luglio 2026
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Cos'è la ciclosporiasi, l'infezione intestinale causata da un parassita microscopico



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Si chiama Cyclospora cayetanensis ed è un parassita microscopico che vive nell'acqua e negli alimenti contaminati. L'infezione che provoca, la ciclosporiasi, è molto meno conosciuta della salmonella o dell'escherichia coli, ma causa gli stessi problemi: diarrea acquosa e frequente, gonfiore addominale, nausea e affaticamento. I sintomi compaiono in genere circa una settimana dopo il contagio e possono durare da pochi giorni a oltre un mese, con la particolarità che tendono a ripresentarsi dopo essere apparentemente scomparsi. La fonte dell'infezione è quasi sempre alimentare (verdure crude, erbe fresche, frutti di bosco) ma non può esserci trasmissione da persona a persona.


Cos'è la Cyclospora cayetanensis

La Cyclospora cayetanensis è un parassita unicellulare microscopico che infetta l'intestino tenue degli esseri umani. Non è visibile a occhio nudo e non può essere eliminato con il semplice lavaggio di frutta e verdura. Vive nell'acqua e negli alimenti contaminati da feci umane infette.

L'infezione che provoca è meno comune di altre malattie di origine alimentare come la salmonella, ma è considerata una malattia a notifica obbligatoria in molti paesi perché può causare focolai rilevanti, soprattutto legati a prodotti freschi distribuiti su larga scala.


Come si trasmette

La Cyclospora si contrae consumando cibo o acqua contaminati dal parassita. Non si trasmette da persona a persona: per essere infettante, il parassita deve prima "maturare" nell'ambiente esterno, quindi il contatto diretto con una persona malata non costituisce un rischio.

Le fonti più frequentemente associate ai focolai documentati in passato includono insalate miste e kit per insalata in busta, coriandolo fresco, basilico fresco, lamponi, piselli e cipollotti. La contaminazione avviene spesso a livello di coltivazione o irrigazione aziendale, il che rende difficile risalire all'origine specifica di un focolaio.


I sintomi: diarrea esplosiva e affaticamento

Il sintomo principale della ciclosporiasi è una diarrea acquosa, frequente e talvolta esplosiva. A questa si aggiungono perdita di appetito, gonfiore addominale, nausea e affaticamento persistente. Alcune persone manifestano anche dolori muscolari, mal di testa o vomito.

I sintomi compaiono in genere circa una settimana dopo l'infezione. Il malessere può durare da pochi giorni a oltre un mese, con una caratteristica peculiare: i sintomi possono apparentemente scomparire e poi ripresentarsi. Chi è immunodepresso può sviluppare forme più gravi e prolungate.

È probabile che il numero reale di persone infette sia superiore a quello segnalato ufficialmente: molte persone guariscono senza ricevere cure mediche e non vengono mai sottoposte al test specifico.


Come si cura

La ciclosporiasi si tratta con antibiotici e risponde bene alla terapia se diagnosticata correttamente. È importante che la diagnosi avvenga tramite test specifici delle feci, perché la Cyclospora non viene rilevata dagli esami di routine per altri parassiti intestinali.


Come proteggersi

Le principali indicazioni preventive riguardano la gestione degli alimenti freschi. Occorre lavare accuratamente frutta e verdura sotto acqua corrente, rimuovere gli strati esterni di lattuga e cipollotti, cuocere lamponi e verdure a foglia verde quando possibile.

Il semplice lavaggio non elimina il parassita in modo affidabile, ma riduce comunque il rischio di contaminazione da altri agenti patogeni. Chi ha sintomi di diarrea persistente, soprattutto dopo aver consumato alimenti freschi, dovrebbe contattare il medico per escludere un'infezione da Cyclospora.


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