Che cos'è l'Helicobacter pylori

28 giugno 2019

Che cos'è l'Helicobacter pylori



Indice


Definizione di Helicobacter pylori


Helicobacter pylori è un batterio gram-negativo, di forma a spirale, dotato di flagelli che lo rendono mobile; grazie alla presenza di ureasi sulla superficie batterica, supera la barriera mucosa e si insinua nelle cripte ghiandolari e negli spazi intercellulari. L'ureasi idrolizza l'urea presente nelle secrezioni gastriche con produzione di ammoniaca e bicarbonati che neutralizzano l'acidità gastrica, consentendo così al microrganismo di muoversi e moltiplicarsi. Produce citotossine vacuolizzanti che ledono le cellule parietali gastriche, favorendo così la formazione di gastrite cronica antrale e di ulcera peptica, soprattutto duodenale.

L'identificazione dell'Helicobacter pylori ha sfatato un mito, quello sulla sterilità (condizione che ostacola la crescita batterica) dell'ambiente acido tipico dello stomaco che è ricco in enzimi digestivi e acido cloridrico. Ma i perché sembrano abbastanza chiari. Per cominciare; se "Helicobacter" sta per un batterio a forma di spirale (o anche come il perno di un elica), "pylori", invece, precisa la zona più soggetta all'infezione, cioè il piloro (la zona più bassa dello stomaco che ha funzioni di contenzione e di transito del cibo trasformato verso l'intestino tenue sottostante) . C'è poi l'arma letale, un enzima, in particolare una ureasi, che il batterio possiede in abbondanza e che gli permette di aprirsi un varco nella mucosa dello stomaco. L'ureasi poi si trasforma per fermentazione in urea e anidride carbonica. Così l'acidità gastrica viene contrastata (tamponata) a favore della crescita batterica. Ecco perché nel giro di poco tempo può cominciare l'erosione della mucosa dello stomaco fino alla formazione di un'ulcera.

Sintomi


Qualche volta la sintomatologia tipica dell'ulcera non è presente, ma il batterio può essere già insediato nello stomaco e qualche altra volta ci sono sintomi tipici ma non si trova la causa. In altri termini, seppure non tutte le ulcere gastriche sono provocate dall'Helicobacter, quando c'è si vede, o meglio, si può cercarlo anche prima che faccia grossi danni.

Diagnosi: come si scopre l'Helicobacter pylori

Esistono oggi dei test diagnostici invasivi e non invasivi, precisi e specifici. I primi, sono esami che si accompagnano alla gastroscopia. Tramite questo esame il gastroenterologo, oltre a vedere con chiarezza tutto l'ambiente interno gastrico, preleva una microscopica fettina di tessuto che sarà poi analizzato in laboratorio (con colorazioni specifiche si evidenzia con sicurezza la presenza del batterio). I secondi, invece, sono essenzialmente due e si possono eseguire insieme l'uno a conferma dell'altro. Il più rapido è un semplice prelievo di sangue che sarà testato in laboratorio per saggiare l'eventuale presenza di anticorpi specifici anti-helicobacter (Ig - immunoglobuline prodotte in risposta all'invasione batterica). L'altro, è un test chiamato "test del respiro" (all'anglosassone urea breath test). Quest'ultimo si basa sulla capacità dell'Helicobacter Pylori di metabolizzare rapidamente l'urea in ammonio e CO2 (anidride carbonica). L'urea, marcata con l'isotopo 13 del carbonio, non radioattivo e presente in natura, viene somministrata al paziente ed attraverso il respiro (aria espirata) si può misurare l'eliminazione di CO2 marcata mediante una raffinata metodica di laboratorio (spettrometria di massa). Un aumento della quota di CO2 , tra due prove consecutive (una si fa prima e l'altra mezz'ora dopo la somministrazione dell'urea), è quindi un indice indiretto della presenza di infezione da H. Pylori a livello gastrico.
Per ultimi ci sono anche dei nuovissimi test per misurare l'eliminazione del batterio (o dei suoi prodotti di trasformazione) nelle feci, ma sembrano ancora un po' imprecisi.

Approfondimenti


Terapia

La cura dell'ulcera da Helicobacter consiste in una terapia farmacologica combinata, cioè in parte diretta a correggere l'alterazione della funzioni gastriche (per questa si rimanda alla parte sui farmaci) e in parte diretta propriamente contro la moltiplicazione del batterio (terapia antibiotica). I test citati sono consigliati e necessari (il breath test è quello di prima scelta), non solo in fase diagnostica, ma anche nella fase di controllo dell'efficacia della cura, dato che in qualche caso è possibile una recidiva da reinfezione. In Italia sono allo scopo disponibili: l'amoxicillina, le tetracicline e la claritromicina (ultima nata). In qualche caso si utilizza un solo antibiotico, per esempio una tetraciclina per un periodo massimo di 14 giorni o ancora, la sola claritromicina può essere sufficiente. Invece, in altre condizioni si suggerisce l'abbinamento di claritromicina e amoxicillina per un periodo di 7 giorni. In America è utilizzato anche l'abbinamento con un antifungino (antibiotico diretto contro le infezioni da funghi) uno di questi è il metronidazolo che nel nostro Paese è più utilizzato per infezioni dell'apparato uro-genitale. Nel complesso l'eradicazione dell'Helicobacter è un problema risolto, la terapia antibiotica è mirata, sicura e pressoché libera da effetti collaterali indesiderati. Insomma, se mai un batterio va sottovalutato, tanto più questo che ha mostrato per molti anni un'ostinata resistenza ai nuovi mezzi di diagnosi.

Cure complementari

Nei pazienti pediatrici con gastrite positiva ad Helicobacter pylori l'aggiunta di una formula probiotica alla triplice terapia antibiotica riduce in modo significativo il dolore epigastrico, la nausea, il vomito e la diarrea. Lo studio, condotto da Salvatore Tolone della Seconda università degli studi di Napoli, ha arruolato 68 bambini con infezione da H. pylori confermata dall'istopatologia, procedendo alla randomizzazione in due gruppi.

Approfondimenti:

Complicazioni

Il batterio dell'ulcera (Helicobacter pylori) favorisce lo sviluppo del tumore allo stomaco producendo una infiammazione nociva per l'uomo.  La scoperta del meccanismo lo si deve a uno studio italiano: In che modo il batterio dell'ulcera scatena il tumore allo stomaco.

Approfondimenti:

Cosa si può fare per prevenire le infezioni?

Oltre alle consuete norme igienico-sanitarie, non ci sono procedure specifiche da seguire. Lavare bene le verdure e gli ortaggi, che potrebbero essere potenzialmente contaminati da feci umane, rimane una misura di buon senso, così come non bere acqua dal rubinetto quando si viaggia in Paesi in via di sviluppo. Non esiste un vaccino.


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