Helicobacter pylori: perché i farmaci da banco possono ritardare la diagnosi
L'infezione da Helicobacter pylori, responsabile di gastrite, ulcere e del 90% dei casi di tumore gastrico nel mondo, spesso viene sottovalutata. In Italia, di fronte a questi sintomi, un paziente su due assume antiacidi e inibitori di pompa protonica senza rivolgersi a un medico e senza alcuna prescrizione, rischiando di nascondere segnali d'allarme che permetterebbero una diagnosi precoce. La Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (SINuC) lancia un appello: stop all'automedicazione, attenzione ai sintomi persistenti e più screening mirati.
Helicobacter pylori: un killer silenzioso
Il batterio Helicobacter pylori è il principale fattore di rischio per il carcinoma gastrico. Nella maggior parte dei casi resta silente, senza causare danni, ma in altri aggredisce la mucosa dello stomaco innescando infiammazione cronica che può evolvere in gastrite, ulcere e, nel tempo, in trasformazioni tumorali.
Tra i fattori che aumentano il rischio, ci sono una dieta ricca di carni e alimenti conservati, scarso consumo di frutta e verdura, fumo e alcol.
Automedicazione: perché è pericolosa
Secondo le statistiche nazionali, un italiano su due assume farmaci antiacidi o inibitori di pompa protonica senza consultare il proprio medico. Questa pratica crea una "falsa sicurezza": i sintomi gastrici si attenuano, ma l'infezione da Helicobacter continua a danneggiare la mucosa.
Un semplice test del respiro (Urea Breath Test) o un test antigenico sulle feci sarebbero sufficienti a rilevare l'infezione e permettere una terapia mirata.
La sfida dell'Antibiotico-resistenza
La cura dell'Helicobacter pylori si basa su terapie antibiotiche. Ma la diffusione di ceppi resistenti, in particolare alla claritromicina, rende sempre più difficile l'eradicazione del batterio. Oggi circa un terzo delle terapie di prima linea risulta inefficace, aumentando il rischio che l'infezione persista e progredisca verso complicanze gravi.
Diagnosi tardiva: solo 1 caso su 5 è precoce
Ogni anno in Italia si registrano circa 15.000 nuovi casi di tumore gastrico. Solo uno su cinque viene diagnosticato nelle fasi iniziali, quando le probabilità di cura sono elevate.
Nella maggior parte dei pazienti la scoperta arriva in stadio avanzato, quando il tumore ha già oltrepassato la parete dello stomaco e inizia a diffondersi ai linfonodi regionali, quando le opzioni terapeutiche sono ormai limitate.
Le raccomandazioni degli esperti
La SINuC invita la popolazione a:
● non sottovalutare sintomi gastrici persistenti, anche se lievi;
● evitare l'automedicazione con antiacidi e inibitori di pompa protonica;
● rivolgersi a uno specialista per sintomi ricorrenti;
● aderire ai programmi di screening proposti dalle autorità sanitarie.
Inoltre, gli esperti chiedono campagne di sensibilizzazione dedicate, screening mirati per le categorie a rischio (familiari di pazienti con carcinoma gastrico) e formazione per medici di base e farmacisti.
Fonte: Farmacista33
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