Endometriosi, nasce Endovision: un Manifesto per diagnosi precoci e migliori percorsi di cura
Favorire una diagnosi precoce, migliorare la qualità dei percorsi di cura e creare una rete nazionale di riferimento per l'endometriosi. È l'obiettivo del progetto Endovision, presentato al Ministero della Salute con la collaborazione di società scientifiche, professionisti sanitari e associazioni di pazienti. Promosso da Edra S.p.A. con il contributo incondizionato di Gedeon Richter, il "Manifesto per il miglioramento del patient journey dell'endometriosi" mette al centro le donne e promuove un approccio condiviso alla gestione di una malattia cronica ancora troppo sottovalutata.
Un problema che colpisce milioni di donne
L'endometriosi è una patologia cronica che interessa circa il 10-15% delle donne in età fertile. Si manifesta quando il tessuto simile a quello dell'endometrio (il rivestimento interno dell'utero) cresce in altre sedi del corpo, provocando dolore pelvico, infiammazione e, in alcuni casi, infertilità.
Nonostante la sua diffusione, i tempi di diagnosi restano ancora lunghi: in media, possono passare fino a 7 anni tra la comparsa dei primi sintomi e la diagnosi definitiva.
Endovision: costruire una rete nazionale di riferimento
Il progetto Endovision nasce proprio per colmare queste lacune. Tra i suoi obiettivi principali:
● potenziare la diagnosi precoce, attraverso la formazione di ginecologi territoriali e medici di medicina generale;
● definire percorsi di diagnosi uniformi in tutte le regioni italiane;
● promuovere un approccio multidisciplinare che coinvolga ginecologi, chirurghi, nutrizionisti e psicologi;
● creare una rete nazionale di centri di riferimento, distribuiti omogeneamente per garantire continuità di assistenza sul territorio;
● introdurre l'educazione sanitaria sull'endometriosi nelle scuole, promuovere una cultura della consapevolezza e del riconoscimento dei sintomi e sostenere campagne di sensibilizzazione per professionisti e cittadini;
● favorire l'utilizzo di strumenti digitali per facilitare l'orientamento delle pazienti e raccogliere dati epidemiologici affidabili.
Il ruolo delle istituzioni e delle associazioni
L'iniziativa è stata presentata al Ministero della Salute e ha coinvolto rappresentanti istituzionali, esperti del settore e associazioni di pazienti. Tutti hanno contribuito con la propria esperienza diretta nel delineare le linee di intervento per una gestione più efficace e omogenea della malattia, che in Italia interessa oltre tre milioni di donne. Le associazioni di pazienti hanno ribadito l'urgenza di percorsi più equi e personalizzati, con il coinvolgimento del care manager come figura di riferimento.
L'obiettivo comune è costruire un modello di cura che risponda ai bisogni reali delle donne, migliorando non solo l'efficacia terapeutica, ma anche la qualità della vita. Al centro dell'attenzione, l'impegno condiviso per migliorare il percorso diagnostico e terapeutico dell'endometriosi, ridurre le disuguaglianze territoriali e restituire voce e dignità alle pazienti.
Fonte: Ginecologia33
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