Perdita dell’udito nei bambini, la prevenzione è decisiva. Ecco i segnali da non trascurare

02 marzo 2026
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Perdita dell’udito nei bambini, la prevenzione è decisiva. Ecco i segnali da non trascurare



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Nel mondo circa 90 milioni di bambini e adolescenti tra 5 e 19 anni convivono con una perdita dell'udito, spesso non diagnosticata, ma oltre il 60% dei casi infantili è prevenibile con interventi semplici e accessibili. Screening precoce, trattamento delle patologie dell'orecchio e informazione a famiglie e insegnanti sono strumenti fondamentali per evitare ripercussioni su linguaggio, apprendimento e relazioni sociali. Così l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha scelto di dedicare la Giornata mondiale dell'udito 2026, che si celebra il 3 marzo, ai più piccoli con il tema "Dalle comunità alle classi: cure uditive per tutti i bambini".


Perché l'udito dei bambini è una priorità di salute

L'ipoacusia in età evolutiva può passare inosservata, soprattutto quando si sviluppa gradualmente. Otiti medie, infezioni croniche o cerume accumulato sono cause frequenti e spesso trattabili. Secondo l'Oms, la mancata diagnosi può compromettere lo sviluppo del linguaggio, le capacità cognitive e il rendimento scolastico, con effetti che si riflettono anche sulle opportunità future.


Che cos'è l'ipoacusia

L'ipoacusia è la riduzione parziale della capacità di percepire i suoni, in uno o in entrambi gli orecchi. Se ne distinguono due forme principali:
● l'ipoacusia di trasmissione interessa orecchio esterno o medio ed è spesso legata a otiti, infiammazioni o piccoli traumi, generalmente trattabili.
● l'ipoacusia neurosensoriale deriva invece da un danno alle cellule dell'orecchio interno o al nervo acustico: i suoni risultano più deboli e distorti e il danno può essere irreversibile.
Le cause possono essere congenite, come fattori genetici o infezioni materne in gravidanza, oppure acquisite nel corso della vita per rumore intenso, farmaci ototossici, infezioni come meningite o otiti croniche non curate e invecchiamento.


Rumore e stili di vita: un rischio spesso sottovalutato

L'esposizione a suoni elevati rappresenta una delle principali cause prevenibili di perdita dell'udito. L'Oms stima che circa 1,1 miliardi di giovani tra 12 e 35 anni siano a rischio a causa di un uso improprio di cuffie o della frequentazione di ambienti molto rumorosi. Il danno dipende da intensità e durata dell'esposizione e tende ad accumularsi nel tempo, manifestandosi quando la perdita è già significativa.


Come prevenire la perdita dell'udito

Le misure raccomandate includono mantenere il volume dei dispositivi audio sotto il 60% del massimo, usare protezioni acustiche in ambienti rumorosi e trattare tempestivamente le infezioni dell'orecchio, soprattutto nei bambini. Le vaccinazioni contro rosolia e meningite riducono le forme infettive di ipoacusia. È inoltre importante seguire le indicazioni del medico quando si assumono farmaci potenzialmente ototossici.
L'inserimento di controlli dell'udito nei programmi di salute scolastica e pediatrica consente di individuare precocemente eventuali problemi e avviare rapidamente terapie o percorsi riabilitativi, migliorando gli esiti a lungo termine.
La campagna dell'Oms sottolinea quindi l'importanza di una collaborazione tra pediatri, insegnanti e genitori. Le scuole rappresentano un punto strategico per lo screening sistematico e l'educazione alla salute uditiva. Informare adulti e bambini sui segnali di difficoltà uditiva favorisce interventi tempestivi e riduce il rischio di isolamento o difficoltà di apprendimento.


Cosa cambia nella vita quotidiana

Proteggere l'udito significa preservare la comunicazione e la partecipazione sociale. La prevenzione, unita a una diagnosi e a un intervento precoci, può limitare conseguenze educative e lavorative a lungo termine, soprattutto nei più giovani, contribuendo a una migliore qualità della vita lungo tutto l'arco dell'esistenza.
Per le famiglie, ciò significa prestare attenzione a segnali come difficoltà a seguire le conversazioni, richiesta frequente di ripetere o scarso rendimento scolastico. In presenza di dubbi, è sempre opportuno parlarne con il pediatra, che può indicare esami specifici o una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica.

Uno sguardo al futuro dell'udito globale

L'Oms stima che entro il 2050 circa 2,5 miliardi di persone potrebbero avere un certo grado di ipoacusia. Investire oggi in prevenzione e diagnosi precoce, soprattutto nei bambini, significa ridurre l'impatto sanitario, sociale ed economico della perdita uditiva nel corso della vita.


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