Bufale sul cibo, quanto ne sai? Il quiz dell'ISS
Non si deve mangiare la frutta dopo i pasti. Lo zucchero è veleno. Il glutine fa male. Sono tre delle false credenze alimentari più diffuse online, che in molti considerano verità accertate. Quando influenzano le scelte a tavola, le fake news sul cibo possono portare a diete inutili, rinunce ingiustificate o, nei casi più seri, vere e proprie carenze nutrizionali. L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha deciso di misurare quanto gli italiani siano attrezzati per riconoscerle con un questionario in cinque domande, "Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull'alimentazione", aperto a tutti fino al 3 giugno 2026.
Perché le bufale alimentari sono un problema di salute pubblica
Il web è pieno di informazioni sul cibo, ma una parte consistente è sbagliata. Il problema non è solo culturale: le false credenze sull'alimentazione possono tradursi in comportamenti concreti. Chi crede che il glutine faccia male a tutti potrebbe eliminarlo dalla dieta senza motivo, perdendo nutrienti utili. Allo stesso modo, chi pensa che la frutta dopo i pasti causi problemi digestivi potrebbe ridurne il consumo, privandosi di fibre e vitamine.
«Saperle riconoscere è fondamentale per tutelare la propria salute e fare scelte consapevoli a tavola», sottolinea Laura Rossi, direttrice del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell'ISS. In un'epoca in cui l'infodemia - la sovrabbondanza di informazioni, spesso contraddittorie - è diventata un problema riconosciuto dall'OMS, sviluppare un approccio critico verso ciò che si legge online è una competenza di salute pubblica.
Il questionario ISS
Il questionario "Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull'alimentazione" è stato elaborato dal Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell'ISS e si compone di cinque domande a risposta multipla, più una domanda aperta in cui i partecipanti possono indicare un argomento alimentare su cui vorrebbero più chiarezza.
Le domande prendono spunto dalle false credenze più diffuse: dal glutine allo zucchero, dalla frutta dopo i pasti ad altre convinzioni radicate che la scienza non supporta. «L'obiettivo non è solo testare le conoscenze, ma anche stimolare un approccio più critico verso ciò che si legge online», precisa Rossi. Il test è breve e pensato per una compilazione rapida.
Come partecipare e cosa succede con i dati
Il sondaggio è aperto a tutti fino al 3 giugno 2026. Le risposte raccolte saranno presentate e discusse durante il convegno "Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell'era dell'infodemia", in programma il 5 giugno presso la sede dell'ISS a Roma, fruibile anche online.
È un'iniziativa che va in due direzioni: da un lato fotografa il livello di consapevolezza degli italiani sulle fake news alimentari; dall'altro restituisce ai partecipanti uno strumento per riflettere sulle proprie convinzioni e confrontarle con le evidenze scientifiche.
Per accedere al questionario basta cliccare QUI.
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