Sigarette e nicotina in Italia: si fuma meno ma si svapa di più
In Italia le sigarette tradizionali sono sempre meno diffuse. Dal 2008 al 2025, infatti, la quota di adulti che fuma sigarette è scesa dal 30% al 18%. Sembrano buone notizie, ma guardando il dato completo - cioè chi usa qualsiasi prodotto contenente nicotina - la riduzione è ben poca cosa: in quasi vent'anni si è scesi dal 30% al 27%. Le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato hanno sostituito quelle tradizionali, senza eliminare la dipendenza. E tra i giovani il quadro è ancora più preoccupante: solo nell'ultimo mese, oltre 850mila studenti tra i 14 e i 17 anni e circa 93mila tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato prodotti contenenti nicotina. Lo dicono i dati presentati dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 maggio.
Il paradosso del fumo in calo: la nicotina non diminuisce
Il trend di consumo delle sigarette tradizionali è in discesa da anni, e i dati del sistema di sorveglianza PASSI lo confermano. Tra il 2008 e il 2025, nella fascia 18-69 anni, chi fuma solo sigarette è passato dal 30% al 18%. Un calo significativo, ma che racconta solo metà della storia.
«L'introduzione dei nuovi prodotti di tabacco sul mercato ha di fatto arrestato il trend continuo in discesa del fumo di sigaretta che si andava osservando negli anni precedenti», sottolinea Maria Masocco, responsabile del sistema di sorveglianza PASSI dell'ISS.
Se si considera il consumo complessivo di nicotina, includendo sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, la riduzione invece è quasi impercettibile: dal 30% al 27% in ben diciassette anni.
Le donne: il gruppo che più ha cambiato abitudini
Il dato sulle donne è particolarmente significativo. Tra il 2008 e il 2025, la quota di donne che fuma esclusivamente sigarette tradizionali è scesa dal 25% al 15%. Una riduzione reale, ma il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina è passato solo dal 25% al 23%. In pratica, molte donne hanno semplicemente sostituito la sigaretta con un altro dispositivo.
I giovani: 850mila adolescenti e il boom della sigaretta elettronica
I dati sui giovanissimi, raccolti dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'ISS su oltre 12mila studenti nei primi mesi del 2026, sono quelli che preoccupano di più.
È vero che il consumo di sigarette tradizionali è in calo, ma complessivamente non si vede una reale riduzione del consumo di nicotina. Tra i 18-24enni l'uso esclusivo di sigarette tradizionali scende dal 34% al 14%, mentre il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina passa appena dal 34% al 31%. Tra i 25-34enni i numeri registrano rispettivamente un calo dal 37% al 20%, e dal 37% al 34%.
Inoltre, nell'ultimo mese ha usato prodotti contenenti tabacco e/o nicotina il 37,1% degli studenti tra i 14 e i 17 anni, ovvero circa 850mila ragazzi. Nella fascia più giovane, quella degli 11-13enni, la percentuale è del 5,9%, corrispondente a circa 93mila studenti.
La sigaretta elettronica è il prodotto più usato in entrambe le fasce: la utilizza il 5,2% degli 11-13enni e il 30,8% dei 14-17enni. Un dato che colpisce riguarda il genere: i consumi sono più alti tra le ragazze. Tra i 14-17enni, il 44,2% delle ragazze usa prodotti contenenti nicotina contro il 30,3% dei ragazzi.
Il policonsumo: quando si usa tutto insieme
Tra i giovanissimi cresce non solo l'uso, ma anche la complessità dei consumi. Tra gli 11-13enni, oltre uno studente consumatore su due (51,4%) usa più prodotti contenenti nicotina contemporaneamente. Cresce anche il consumo quotidiano in questa fascia d'età, per tutti i prodotti considerati.
In aumento anche la sperimentazione delle bustine di nicotina (nicotine pouches) tra i 14-17enni: il 9,1% dichiara di averle provate almeno una volta, rispetto all'8,2% del 2025 e al 3,8% del 2024. Un aumento rapido che merita attenzione, anche perché questi prodotti sono spesso percepiti come meno pericolosi delle sigarette.
Nicotina, alcol e salute mentale: un legame documentato
I dati ISS evidenziano un'associazione rilevante: tra i giovani consumatori di nicotina si registra una maggiore frequenza di consumo di alcol e ubriacature, livelli più elevati di ansia e depressione e un minore benessere psicologico generale.
«Le indagini evidenziano un'associazione tra consumo di nicotina, maggiore frequenza di consumo di alcol e ubriacature, livelli più elevati di ansia e depressione e minore benessere psicologico», sottolinea Simona Pichini, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'ISS.
Non è chiaro se sia la nicotina a favorire questi stati o se ragazzi già vulnerabili tendano a usarla di più, ma la correlazione è documentata.
I Centri Antifumo: meno strutture, più richieste
Chi vuole smettere di fumare può rivolgersi ai Centri Antifumo, presenti su tutto il territorio nazionale. Il censimento aggiornato a maggio 2026 ne conta 209, 14 in meno rispetto all'anno precedente, con una maggiore concentrazione al Nord.
Chi preferisce un primo contatto telefonico può chiamare il Telefono Verde contro il Fumo dell'ISS al numero 800 554088 (gratuito). Nel 2025 il Telefono Verde ha gestito circa 3.600 chiamate: nell'87% dei casi a contattare il servizio erano fumatori che volevano smettere o informarsi sui centri disponibili.
FAQ
Salute oggi:
- Notizie e aggiornamenti
- Libri e pubblicazioni
- Dalle aziende
- Appunti di salute
- Nutrire la salute
- Aperi-libri
- Allenati con noi
...e inoltre su Dica33:









