Salute del cuore in estate: 10 regole per proteggerlo dal caldo

12 giugno 2026
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Salute del cuore in estate: 10 regole per proteggerlo dal caldo



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Per chi convive con una patologia cardiovascolare le giornate più calde dell'anno possono nascondere insidie. E lo stesso vale anche per chi più semplicemente assume farmaci per la pressione o il cuore. La vasodilatazione indotta dalle alte temperature abbassa la pressione, la sudorazione aumenta il rischio di disidratazione, mentre non sempre sintomi come stanchezza, capogiri e palpitazioni sono da attribuire al caldo. In occasione della Giornata nazionale della prevenzione cardiovascolare del 12 giugno, i cardiologi della Fondazione per il Tuo Cuore e di ANMCO, Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, hanno messo a punto un pratico vademecum in 10 punti.


Perché il caldo mette sotto stress il cuore

Con le alte temperature il corpo attiva meccanismi di termoregolazione che hanno effetti diretti sull'apparato cardiovascolare. I vasi sanguigni si dilatano per disperdere calore, la pressione arteriosa tende a scendere e il cuore deve lavorare di più per mantenere la circolazione. A questo si aggiunge la perdita di liquidi e sali minerali attraverso la sudorazione, che può alterare l'equilibrio idroelettrolitico e favorire aritmie, cali pressori e affaticamento.

Per chi è sano questi meccanismi sono compensati senza problemi, ma per chi soffre di ipertensione, scompenso cardiaco, aritmie o assume farmaci cardiovascolari, il quadro è più delicato.


Le 10 regole dei cardiologi per l'estate

1. Controllare regolarmente la pressione arteriosa. Il caldo favorisce la vasodilatazione e può provocare abbassamenti pressori anche significativi, con capogiri, debolezza, vista offuscata o sensazione di svenimento, soprattutto in chi assume farmaci antipertensivi o diuretici. È utile misurare la pressione con regolarità e segnalare al medico valori anomali o sintomi ricorrenti.

2. Non modificare autonomamente le terapie. Farmaci per la pressione, diuretici, antiaritmici, anticoagulanti e terapie per lo scompenso cardiaco devono essere assunti secondo prescrizione. In caso di caldo intenso, pressione bassa, crampi o stanchezza marcata, non sospendere o cambiare i farmaci da soli: confrontarsi prima con il medico o il cardiologo.

3. Idratarsi correttamente. Bere acqua con regolarità previene disidratazione, tachicardia e cali pressori. È importante farlo anche quando non si avverte sete, soprattutto negli anziani. Chi ha scompenso cardiaco, insufficienza renale o indicazioni alla restrizione dei liquidi deve concordare con il medico la quantità adeguata.

4. Evitare le ore più calde. Passeggiate, attività fisica e uscite andrebbero programmate al mattino presto o in serata. Nelle ore centrali della giornata il cuore è sottoposto a maggiore stress termico.

5. Riconoscere i segnali che non vanno attribuiti al caldo. Dolore o oppressione al petto, mancanza di respiro, palpitazioni persistenti, svenimento, sudorazione fredda, confusione, nausea intensa, gonfiore improvviso alle gambe: nessuno di questi sintomi deve essere liquidato come "colpa del caldo". In presenza di sintomi importanti, improvvisi o persistenti, chiamare il 112/118.

6. Prestare attenzione a scompenso cardiaco e aritmie. Chi soffre di scompenso cardiaco deve monitorare peso corporeo, gonfiore alle caviglie e affanno. Un aumento rapido di peso o il peggioramento del respiro vanno segnalati al medico. Chi ha aritmie deve evitare disidratazione, alcol in eccesso, caffeina e sforzi nelle ore più calde.

7. Seguire un'alimentazione leggera. Pasti leggeri, ricchi di frutta, verdura, pesce, legumi e cereali integrali. Meno sale, meno grassi, meno bevande zuccherate e alcolici: tutto ciò che può favorire disidratazione o alterazioni pressorie va ridotto nei mesi estivi.

8. Fare attività fisica con prudenza. Il movimento resta fondamentale per la salute cardiovascolare, ma va adattato alla stagione. Abiti leggeri, pause frequenti, idratazione adeguata. Interrompere subito l'attività in caso di dolore al petto, affanno insolito, capogiri o palpitazioni.

9. Evitare sbalzi termici e conservare bene i farmaci. Il passaggio rapido da ambienti molto caldi ad ambienti con aria condizionata molto fredda è uno stress per l'apparato cardiovascolare. L'aria condizionata va usata con buon senso. I farmaci non vanno lasciati in auto o in luoghi esposti al calore: le alte temperature possono alterarne la composizione e l'efficacia.

10. Informarsi da fonti affidabili e rivolgersi agli specialisti. La prevenzione passa anche dalla qualità dell'informazione. La Fondazione per il Tuo Cuore mette a disposizione il servizio gratuito "L'esperto risponde", attraverso cui i cittadini possono inviare domande e ricevere risposte da cardiologi esperti. Il servizio non sostituisce la visita medica, ma è uno strumento di orientamento e sensibilizzazione.




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