Veloci come i virus dell’influenza

17 dicembre 2015
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Veloci come i virus dell’influenza



La diffusione dell'influenza è un questione di fisica. Lo spiegano i ricercatori del prestigioso Massachussetts Institute of Technology (MIT) di Boston che hanno analizzato le particelle emesse da bocca e naso con uno starnuto e che, in alcuni casi, possono contenere virus responsabili di influenza e altre malattie.

«È noto che i virus dell'influenza possono passare da una persona all'altra per via aerea, ovvero viaggiando all'interno di minuscole goccioline emesse con uno starnuto della persona già malata e che possono essere inalate da una persona sana» spiega Lydia Bourouiba, coordinatrice del gruppo di ricerca che ha presentato i risultati dello studio nel corso del congresso annuale della Società Americana di Fisica.

Ma cosa hanno a che fare la fisica e l'influenza? Due argomenti apparentemente lontani, sono in realtà piuttosto vicini dal momento che proprio le caratteristiche fisiche delle particelle emesse con lo starnuto ne influenzano la velocità e la capacità di diffondersi in un ambiente e raggiungere quindi altre persone. «Finora non era stato determinato quale fosse la velocità di queste particelle» continua la ricercatrice assieme ai colleghi ha analizzato gli starnuti di due persone sane che hanno starnutito circa 50 volte a testa nell'arco di alcuni giorni.

«In studi precedenti avevamo dimostrato che le goccioline emesse da chi starnutisce possono coprire in pochi minuti la superficie di una stanza e raggiungere i condotti della ventilazione posti a livello del soffitto» spiega Bourouiba, che nello studio più recente ha studiato e scoperto come si formano queste goccioline all'interno di quella che i ricercatori hanno chiamato "nube di starnuto ad alta propulsione".
«Le goccioline emesse con gli starnuti non sono già formate e ben distribuite a livello di dimensione quando escono dalla bocca come si pensava in precedenza» afferma l'autrice, «queste gocce subiscono tutta una serie di cambiamenti nel percorso che compiono». E come ricordano i fisici statunitensi, conoscere meglio le dinamiche che regolano il movimento di queste particelle potrebbe aiutare a prevenire la diffusione di molte malattie che si trasmettono per via aerea.




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