Salute in rosa: cosa succede prima della menopausa?

02 marzo 2016

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Salute in rosa: cosa succede prima della menopausa?


Salute in rosa: cosa succede prima della menopausa?

Non si parla di qualche mese, ma di anni: da 6 a 8. È questa la durata che può raggiungere il periodo della pre-menopausa caratterizzato da sintomi specifici e spesso davvero fastidiosi che complicano la qualità della vita delle donne. «La pre-menopausa è una fase fisiologica particolare che non deve compromettere in alcun modo il benessere di chi la attraversa anche perché oggi abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per affrontarla con serenità e in pieno benessere psico-fisico» spiega Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa che si occupa da anni di seguire le donne anche in questi aspetti complessi del passaggio dall'età fertile alla menopausa.

A quanti anni si entra nella fase di pre-menopausa? Quali sono i segnali che aiutano a capirlo? Sono domande alle quali non è possibile dare una risposta univoca che vada bene per tutte le donne, perché sia i sintomi sia l'entrata in menopausa sono influenzati da molteplici fattori di tipo genetico e di tipo "ambientale" (legati per esempio allo stile di vita). Sono disponibili però alcune informazioni generali che ciascuna donna può poi declinare in base alla propria esperienza personale.
«Tra i 45 e i 55 anni di età si parla di menopausa "fisiologica", che diventa "anticipata" se si presenta tra i 40 e i 45 anni e "precoce" se arriva prima dei 40 anni» spiega Graziottin, «prima di questo momento c'è una fase di pre-menopausa che è determinata dalle fluttuazioni ormonali irregolari e che può iniziare anche 8 anni prima del termine definitivo dei cicli mestruali».

Le prime avvisaglie sono senza dubbio le modifiche del ciclo che diventa irregolare per ritmo, durata e quantità, ma si assiste anche a un aumento di sintomi come mal di testa, dolori muscolari e articolari, disturbi del sonno (tachicardia, sudorazione e vampate di calore, insonnia) e molti disturbi che riguardano la sfera sessuale come secchezza, calo del desiderio e dolore durante i rapporti. «Non è detto che questi segnali siano davvero legati alla pre-menopausa. Potrebbero avere anche altre origini» precisa l'esperta che dalle pagine del suo sito descrive in dettaglio gli esami clinici e i dosaggi ormonali da effettuare per accertare la fine del periodo fertile.

Il terremoto che caratterizza la pre-menopausa prima e la menopausa poi è legato agli ormoni, in particolare a quelli sessuali (estrogeni), che con il termine dell'età fertile della donna non vengono più prodotti come in precedenza. «Più i livelli di estrogeni fluttuano, maggiore è l'infiammazione alla quale l'organismo è soggetto e maggiori sono i sintomi che riducono la qualità della vita» spiega Graziottin, sottolineando che gli ormoni hanno in realtà un doppio ruolo e se utilizzati con attenzione e cura possono fare la differenza e aiutare le donne a vivere "a colori" il periodo della pre-menopausa, tenendo sotto controllo i sintomi. «Oggi sono disponibili pillole anticoncezionali studiate appositamente per essere utilizzate fino ai 50 anni, che non danno problemi a livello metabolico ed eliminano i sintomi della pre-menopausa senza aumentare i rischi ossei o oncologici» aggiunge la ginecologa, ricordando che demonizzare gli ormoni in generale senza conoscerne i vantaggi non giova a nessuno, tantomeno alle donne e alla loro salute. Come spiega Graziottin, una terapia ormonale ben fatta - che includa anche testosterone e Dhea oltre a estrogeni e progestinici - può essere cucita come un vestito su misura per ciascuna donna per aiutarla ad aumentare la propria aspettativa di salute, ovvero il tempo trascorso in "autonomia, dignità e grazia".

Le terapie contano, ma non si può certo pensare di affidare a una pillola la responsabilità totale della propria salute. «Per raggiungere l'obiettivo non può mancare un'assunzione di responsabilità da parte della donna: ciascuno deve fare la propria parte» afferma con convinzione Graziottin ricordando che dopo la menopausa una donna ha ancora circa 35 anni di vita davanti a sé, anni che per essere vissuti al meglio hanno bisogno di appoggiarsi a stili di vita sani. Le regole da seguire sono poche e nemmeno troppo complesse:

· Un'ora di movimento al giorno. Non bisogna essere atleti, basta camminare di buon passo.

· Alimentazione molto curata. Frutta verdura, frutta secca con guscio, poco glutine, pochi lieviti pochi zuccheri, eccetera.

· Niente alcol. Per la donna è tossico per il cervello, ma anche per la mammella: due bicchieri di vino al giorno aumentano notevolmente il rischio di tumore al seno.

· Mantenersi normopeso. Dati recenti e autorevoli dicono che una persona obesa vive anche 12 anni di meno con una media che va dai due ai cinque anni. L'obesità e il grasso inoltre sono una "centrale atomica" di produzione di molecole infiammatorie e di ormoni negativi.

· Niente fumo. Il fumo è dannoso per l'organismo sotto diversi punti di vista e può anticipare la menopausa anche di due anni.

«E non dimentichiamoci mai di tenere sotto controllo i livelli di vitamina D, spesso troppo scarsi» conclude Graziottin, ricordando alcuni dei grandi effetti di questa molecola sulla salute, «la vitamina D protegge l'osso, protegge il muscolo riducendo anche la tendenza alla sarcopenia tipica della menopausa, ottimizza la risposta immunitaria e riduce il rischio di alcuni tumori, incluso quello al seno».


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