Meglio vaccinare il nonno

20 ottobre 2006
Aggiornamenti e focus

Meglio vaccinare il nonno



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Una cosa va subito detta a scanso di equivoci: la vaccinazione è imprenscindibile. E lo è in particolare per la popolazione anziana. Va detto, infatti, come ha spiegato in un recente incontro con la stampa Fabrizio Pregliasco, "guru" dell'influenza in Italia, che se nella popolazione generale l'influenza causa complicanze nel 10% dei casi, questa percentuale sale al 60% negli over 70. il vaccino, perciò, è l'arma migliore per ridurre fortemente la mortalità e i ricoveri, nonché i relativi costi, negli anziani. Sulla stessa lunghezza d'onda uno studio appena pubblicato dagli Archives of Internal Medicine conclude che vaccinarsi ogni anno contro l'influenza tradizionale significa ridurre i rischi e tra gli altri quelli di contrarre infezioni del basso tratto respiratorio. Ma come si è svolto lo studio?

Vaccino si ma non per tutti


Nel periodo invernale, dicono i ricercatori olandesi sugli Archives, fino al 30% degli individui anziani, gli ultrasessantacinquenni per intendersi, sperimentano infezioni respiratorie acute, delle quali il 20% si può attribuire al virus dell'influenza. Le complicazioni respiratorie a seguito di virus influenzali contemplano bronchite acuta, polmonite e forme esacerbate di bronchite cronica o asma. Ecco perché i tassi di ospedalizzazione per polmonite e influenza, per bronchite acuta o per malattie respiratorie croniche sono significativamente più alti nei periodi di epidemia influenzale. E la bronchite acuta è la complicazione più vista presso i medici di famiglia a seguito di influenza. Un rischio che aumenta con l'età e in presenza di altre condizioni concomitanti. Una recente metanalisi che ha racchiuso 9 studi sull'argomento ha concluso che la vaccinazione antinfluenzale ha ridotto il rischio di ospedalizzazione per polmonite in media del 53%. In una metanalisi ancora più recente sempre su individui anziani la riduzione del rischio di ospedalizzazione per condizioni respiratorie dopo la vaccinazione influenzale è stata inferiore al 40%. Un trend ormai delineato fortemente condizionato, però, dal profilo di rischio, in più gli studi ad oggi effettuati hanno privilegiato il discorso dell'ospedalizzazione rispetto ai casi, e non sono pochi, di chi si rivolge al medico di famiglia. Lo studio olandese ha cercato di ovviare a questa lacuna con uno studio di popolazione che osservasse il legame tra vaccinazione influenzale e infezioni del basso tratto respiratorio, che richiedessero o meno ricovero ospedaliero. L'esito è stato inequivocabile. Lo studio si è basato sui dati raccolti tra il 1996 e il 2002 tra 26071 over 65 di cui il 50% con problemi di malattie da comorbidità. La vaccinazione riduce i rischi di contrarre le infezioni in questione, ma questo effetto protettivo risulta affievolito per gli anziani con problemi di comorbidità. Per questi pazienti, infatti, le vaccinazioni non proteggono contro le infezioni respiratorie. Nonostante ciò, concludono i ricercatori, la vaccinazione resta comunque consigliabile perché effettivamente riduce la mortalità. E visto che anche quest'anno si preannuncia un'influenza particolarmente pesante...

Marco Malagutti



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