Bronchite

16 gennaio 2019

Bronchite



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Definizione


La bronchite acuta è un'infiammazione dell'epitelio (rivestimento interno) dei bronchi dovuta all'aggressione di agenti di diversa natura. I primi effetti del danno alla mucosa sono l'iperreattività dei bronchi (con il prodursi di spasmi come nell'asma), la produzione di muco, che è una reazione difensiva, e ovviamente la tosse. Gli elementi in grado di attaccare la mucosa dell'epitelio sono diversi: virus e batteri, certamente, ma anche il fumo o l'inalazione di sostanze irritanti quali l'ammoniaca, i metalli presenti nell'inquinamento da traffico, polveri di varia natura.
La bronchite acuta, da non confondere con la bronchite cronica che è invece una patologia molto più seria che compromette la funzionalità respiratoria, si manifesta con tosse secca che può diventare produttiva, cioè con espettorazione di catarro e a volte può essere accompagnata da febbre.

Cause


La bronchite acuta è provocata nell'80% dei casi da virus e in una piccola percentuale da batteri cosiddetti atipici, Mycoplasma pneumoniae e Clamidia pneumoniae ed è favorita dal fumo e dal clima freddo e umido. Tra i virus che possono provocarla c'è anche il virus influenzale, infatti, la bronchite può essere una complicazione dell'influenza. Un modo sicuro per prevenirla è sicuramente il vaccino contro l'influenza.
Bronchiti acute non infettive possono essere dovute ad allergia o irritazione causata da prodotti chimici, come i vapori di certi acidi o di ammoniaca. La bronchite cronica si instaura dopo ripetute infezioni delle vie respiratorie superiori: di solito, ne sono causa l'eccesso di fumo o la prolungata inspirazione di aria inquinata.

Sintomi

La bronchite acuta insorge d'improvviso, ma di solito ha un decorso relativamente breve (circa 10 giorni). Vi può essere alterazione febbrile per un giorno o due, senza altri sintomi, poi ha inizio una tosse persistente, inizialmente secca o poi con espettorato (produttiva). La presenza di pus nell'espettorato indica un'infezione batterica. Nei casi leggeri di bronchite cronica, i sintomi possono essere costituiti soltanto da tosse persistente, mentre in quelli più seri vi può essere difficoltà di respirazione e la funzionalità polmonare può risultare menomata.


Quando diventa necessario rivolgersi al medico?

Dipende dall'intensità e dalla durata. In genere, una bronchite acuta si risolve in una settimana, ma se dura più di 7 giorni significa che si sta andando incontro a complicanze e sovrainfezione batterica con Streptococcus pneumoniae e Haemophilus influenzae, ed è quindi importante la visita da parte del medico. Ma anche una tosse persistente che non lascia dormire di notte, o un'alterazione del catarro prodotto che cambia colore sono il segno di una complicazione della bronchite che sta andando incontro a una sovrainfezione batterica. Un ricorso precoce al medico, invece, è importante per i soggetti che hanno già altre patologie croniche, come una bronchite cronica o l'enfisema. In queste persone la bronchite acuta rappresenta una riacutizzazione della patologia e l'incidenza di una sovrainfezione batterica è molto alta.

Diagnosi

In effetti non è facile distinguere la bronchite da un'influenza o da un raffreddore. Di norma il criterio è la durata della tosse: difficilmente la tosse che accompagna l'influenza dura più di una settimana. Ascoltando il torace si possono avvertire anche sibili e crepitazioni, ma che variano da un atto respiratorio all'altro e si modificano tossendo. Se restassero invece fissi sarebbe più probabile un interessamento polmonare, per esempio una polmonite. Qualora sia in gioco un'infezione batterica, decisamente più rara di quella dovuta a virus, l'espettorato si presenta purulento. Questo però non significa semplicemente che ha un colore diverso: infatti le variazioni nella tinta del muco espulso possono essere dovute ad alcune sostanze (perossidasi) rilasciate dalle cellule del sistema immunitario (leucociti). Non è raro che alla tosse si accompagni anche una febbricola.

Cure

Quindi quali sono i rimedi efficaci per curare la bronchite?

La bronchite acuta non è una malattia grave, quindi, per curarla sono validi anche i tradizionali rimedi della nonna: latte, lana, letto. Vale a dire stare riposo, non prendere freddo e attendere, anche nel caso dei bambini, prestando però, attenzione all'andamento dei sintomi e alla febbre. È importante mantenere un'idratazione adeguata, e se la tosse è molto forte si può ricorrere a sedativi per la tosse ma con molta cautela nei bambini. Si usano anche mucolitici, ma non c'è un'efficacia provata, non ci sono evidenze scientifiche che questi farmaci possano modificare il decorso o la durata della bronchite, sono più che altro dei farmaci sintomatici, che hanno anche una limitazione nei bambini sotto i due anni.

Qual è il ruolo degli antibiotici per curare la bronchite acuta?

Gli antibiotici vanno usati in casi specifici e su prescrizione del medico. Ma la bronchite acuta, soprattutto nei bambini, in cui è molto comune soprattutto se frequentano la scuola materna, è spesso motivo di prescrizione di antibiotici che nella maggior parte dei casi non servono. Gli antibiotici vanno usati solo se realmente necessari, e, se il medico non li prescrive, vuol dire che non servono perché l'infezione è probabilmente di tipo virale. Inoltre, non va dimenticato che un uso scorretto di questi farmaci provoca una resistenza batterica che li rende meno efficaci. Diversamente, la bronchite acuta nell'anziano va più spesso incontro a una complicanza batterica e, in questi soggetti l'antibiotico ha un ruolo importante e risulta efficace. Ma serve comunque una valutazione da parte del medico che lo prescrive.

Sedare i sintomi

Questo significa principalmente due cose: o aumentare la fluidità del muco e quindi favorirne l'espulsione con la tosse, oppure ridurre la tosse se questa impedisce di dormire e se non vi è una forte produzione di muco. Nel primo caso si impiegano i mucolitici (guaifenesina, acetilcisteina...). Sull'efficacia dei mucolitici si è molto discusso e la maggioranza delle revisioni tende a privilegiare la somministrazione per aerosol rispetto a sciroppi e altre formulazioni orali.
Quanto ai sedativi della tosse ne esistono diversi, sia da banco sia soggetti alla prescrizione. I più efficaci sono questi ultimi, perché agiscono a livello del sistema nervoso, sul centro della tosse, come la diidrocodeina. Tuttavia il loro impiego sembra un po' eccessivo per le bronchiti stagionali non complicate. Una certa attenzione va posta all'impiego dei prodotti che contengono antistaminici: è vero che sedano la tosse, ma hanno l'effetto di rendere meno fluido il muco, con le conseguenze del caso. Vengono proposti anche i broncodilatatatori (soprattutto i beta-2 agonisti), ma secondo la letteratura questi andrebbero riservati ai casi in cui la bronchite causa veri e propri attacchi asmatiformi oppure, è ovvio, quando colpisce una persona asmatica.
Molto efficaci sono i mezzi non farmacologici: per contrastare la tosse è utile tenere umido l'ambiente, così come bere molto, in quanto si contribuisce a fluidificare le secrezioni bronchiali. Ovviamente sono da evitare gli ambienti polverosi e, in genere, le sostanze irritanti. Anche girando in mezzo allo smog cittadino meglio tenere la sciarpa o un foulard davanti alla bocca. Sembra un rimedio della nonna, ma qualcosa fa.


Cure complementari

L'astragalo stimola il sistema immunitario e facilita la rigenerazione delle cellule bronchiali. L'echinacea, l'olio di origano, la propoli e l'aglio sono antibiotici naturali efficaci contro le infezioni. L'estratto di semi di pompelmo è un antibiotico naturale che aiuta a prevenire le infezioni. Il timo svolge una leggera azione antimicrobica e aiuta a ridurre la tosse spasmodica. Disponibili anche rimedi omeopatici, agopuntura e aromaterapia.

Alimentazione

Eliminare gli alimenti che facilitano la formazione di muco, come i latticini, i dolci e i fritti. Assumere molti liquidi per consentire la fluidificazione e l'espulsione delle secrezioni. Utile anche consumare minestre leggere a base di verdure.


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