Cancro, si muore davvero di meno

17 ottobre 2007
Aggiornamenti e focus

Cancro, si muore davvero di meno



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La tendenza era già emersa qualche anno fa e ora è arrivata una conferma corposa per completezza territoriale e arco di osservazione: la mortalità globale per i tumori in Italia è diminuita significativamente dal 1970 a oggi, con un calo del 20% per gli uomini e del 24% per le donne. Lo attesta un rapporto realizzato dall'Istituto nazionale dei tumori di Milano (INT) combinando e analizzando dati dei Registri tumori di tutta la penisola, commentato con soddisfazione al recente congresso dell'Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) a Palermo: favorevoli anche le proiezioni, che prevedono ulteriori riduzioni per il 2010. Quanto all'incidenza globale, cioè i nuovi casi totali, l'andamento è migliorato per gli uomini, con un taglio del 30%, ma non per le donne, penalizzate da un aumento del 7-8% all'anno che viene sostenuto dal tumore della mammella. La situazione è in realtà variegata, con luci e ombre, ma la tendenza è continuativa e dimostra che gli sforzi in campo diagnostico, terapeutico e assistenziale, anche se costano, pagano. Resta, però, da intensificare la prevenzione. Strategie più efficaci spiegherebbero d'altronde la riduzione della mortalità per cancro negli Stati Uniti, in ulteriore miglioramento negli ultimi dati.

Incidenza maschile scesa, femminile salita


Ciò non toglie che i casi prevalenti, cioè la quota di persone con tumore sul totale degli abitanti, siano aumentati, in gran parte per l'invecchiamento della popolazione: in 30 anni sono quadruplicati, passando da 470mila nel 1977 a 1,8 milioni nel 2007. Maggiormente diffuse e responsabili di decesso sono le neoplasie nella black list internazionale: cancro del colon-retto, del polmone, della mammella e della prostata. Il tumore del colon-retto colpirebbe 77 persone su 100mila, oltre 37mila nuovi casi all'anno; altrettanti per il polmone: per quest'ultimo, causato nel 90% dei casi dal fumo, ogni anno si ammalano appunto più di 30mila uomini e seimila donne ma incidenza e mortalità sono in diminuzione nel sesso maschile e in aumento in quello femminile. Il tumore del seno, in incremento da fine anni ottanta, colpisce 7 donne su 100, con 36mila nuovi casi annui: la mortalità è però in netto calo (circa 11mila i decessi), con sopravvivenze anche superiori al 90%, grazie alle attuali terapie, se le lesioni vengono individuate precocemente; lo stesso che nel caso del polmone dove si può arrivare circa all'80%. Quanto al tumore della prostata c'è stata una forte crescita delle diagnosi, legata a crescente invecchiamento e uso del test del PSA, e si registrano oggi circa 23.500 nuovi casi annui (con oltre 7000 morti).

Diagnosi, nuove terapie, gestione integrata


Il rapporto, pubblicato come monografia sulla rivista interna dell'INT, mette in luce anche gli andamenti geografici. Si ricorda nell'introduzione che il rischio oncologico, tradizionalmente inferiore, per tutti i tumori nel Meridione si sta avvicinando a quello nel Settentrione, specie per i maschi e che la mortalità per tutti i tumori è in diminuzione nel Centro-Nord ma piuttosto costante nel Sud; anche la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi sarebbe generalmente inferiore nell'area meridionale. Un caso a sé sembra essere la Sicilia, che avrebbe un'incidenza di tumore della mammella inferiore del 20% rispetto alla media nazionale e di cancro del polmone, colon, vescica e melanoma minore del 15%. Nel complesso, come ha affermato il presidente dell'AIOM Emilio Bajetta, i dati premiano decenni di impegno verso l'obiettivo di diagnosi precoci, terapie intelligenti e gestioni integrate, che insieme portano ad aumentare la sopravvivenza dei malati. Certo c'è il problema crescente degli alti costi dei nuovi farmaci hi-tech: ma di recente si è concordato un protocollo per dispensare le cure più innovative inizialmente a carico per metà del SSN e per metà dell'industria farmaceutica, e poi totalmente a carico del primo se si dimostra efficace nel singolo caso. E' importante anche rafforzare gli screening, soprattutto nel Sud: interventi in tal senso hanno già dato frutti nell'ultimo anno e mezzo per quanto riguarda le donne. Diagnosi migliorate e terapie intelligenti sono le strategie che trovano conferme anche per il contributo alla riduzione della mortalità per cancro negli Stati Uniti, che in un rapporto appena diffuso risulta diminuita del 2% tra il 2002 e il 2004 contro l'1% del 1993-2001, con un ritmo cioè raddoppiato.

Elettra Vecchia



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