Anoressia

29 agosto 2017

Anoressia



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Definizione


Malattia che consiste in una alterata percezione dell'immagine corporea, con un'estrema paura di diventare obesi e rifiuto del cibo. Viene classificata, insieme alla bulimia, fra i disturbi del comportamento alimentare.

Cause


Le cause non sono ancora del tutto chiare. Possono essere importanti l'ereditarietà, fattori sociali, come la diffusione del desiderio di essere magri diffuso nelle società occidentali, e fattori psicologici. In molti casi l'anoressia è un esito di patologie psichiche. Fra le cause biologiche, sono stati ipotizzati un malfunzionamento dell'ipotalamo, degli ormoni gastrointestinali o dei neurotrasmettitori della tiroide, oltre ad alterazioni di specifiche aree cerebrali deputate al riconoscimento del proprio corpo.

Sintomi

La malattia colpisce principalmente le ragazze adolescenti e le giovani donne. Una persona anoressica può smettere del tutto di mangiare, abusare di lassativi oppure provocarsi il vomito dopo i pasti per evitare di aumentare di peso. Il segno fisico più evidente dell'anoressia è la perdita di peso, accompagnata da debolezza, tremori, diminuzione della pressione sanguigna e alterazioni del ritmo cardiaco. Nelle ragazze e nelle donne anoressiche, il ciclo mestruale può interrompersi. Altri sintomi tipici degli anoressici che si provocano il vomito possono essere il collo edematoso, la rottura dei vasi sanguigni del viso e i danni allo smalto della parte posteriore dei denti causati dall'acidità del vomito.

Diagnosi

La diagnosi di anoressia è su base clinica per quanto riguarda il comportamento della paziente nei confronti del cibo (vengono usati specifici questionari) e il forte calo ponderale. Il laboratorio può essere utile per evidenziare deficit proteici, vitaminici e di oligoelementi e per la diagnosi di disturbi correlati.

Cure

Il trattamento iniziale ha lo scopo di correggere le alterazioni metaboliche provocate dall'alimentazione insufficiente. Possono essere necessarie l'ospedalizzazione e l'alimentazione endovenosa. Una volta curato lo stato di carenza nutrizionale è utile iniziare una psicoterapia che comporta anche il coinvolgimento della famiglia. Se la depressione o l'ansia fanno parte del quadro clinico, possono essere prescritti farmaci per combattere tali disturbi, sebbene i risultati ottenuti con l'uso di antidepressivi siano ancora controversi.

Cure complementari

L'astragalo migliora la digestione, aumenta l'energia e diminuisce il senso di affaticamento. Il buplereum e l'angelica cinese facilitano l'assimilazione delle sostanze nutritive e rilassano il sistema nervoso. Segnalati anche trattamenti omeopatici, a base di Fiori di Bach, agopuntura e aromaterapia. Va ribadita tuttavia la potenziale pericolosità, anche per la vita, della malattia e che l'efficacia di questi approcci non è scientificamente provata.

Alimentazione

Per mantenere livelli di glicemia adeguati vanno consumati cinque piccoli pasti ben bilanciati ogni giorno, stabiliti con l'aiuto di un dietologo. Per migliorare la digestione, è necessario mangiare lentamente e masticare bene ogni boccone. Vanno evitati tutti gli alcolici, la caffeina e lo zucchero.


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